attentato ranucci no comment
Sigfrido Ranucci (Imagoeconomica)

Che vuol dire no comment? Come si fa a non rispondere con un sì o con un no quando un cronista chiede se Ranucci sapesse dei progetti bombaroli di Valter Lavitola? No comment significa solo che siamo ancora molto lontani dalla conclusione dell’inchiesta sull’attentato e se ogni giorno ci riserva un colpo di scena, quello di ieri non è da poco.

Nel pomeriggio il gip ha interrogato l’amico fraterno del conduttore di Report, ovvero colui che la Procura accusa di aver fatto mettere la bomba a casa del giornalista. Il faccendiere dal lungo curriculum criminale a quanto pare non ha neppure provato a negare le proprie responsabilità.

Lavitola ammette: «Sono il mandante»

Dopo settimane passate a respingere le accuse con molte interviste e, nel mentre, continuava a lavorare all’idea di una discesa in campo di Ranucci, per il quale prospettava un incarico da premier, Lavitola ha ammesso di essere il mandante. Avrebbe organizzato tutto a fin di bene, per proteggerlo, facendogli raddoppiare la scorta e, insieme, per accrescere la popolarità del conduttore.

Trasformarlo in martire, cioè, in un cronista minacciato dalle organizzazioni criminali o, ancor meglio, dai servizi segreti di qualche potenza nemica, ma magari anche di qualche potente nemico di casa nostra, lo avrebbe reso, secondo lui, una specie di eroe. Era questo il disegno ed era l’ascesa politica di Ranucci l’obiettivo delle operazioni dinamitarde di Lavitola.

Sembra il progetto di un pazzo, di un uomo che ha perso la ragione e che per raggiungere i propri deliranti scopi non esita a ingaggiare una banda di balordi e a far collocare un ordigno davanti alla porta di casa di colui che definisce un amico fraterno.

Ma Lavitola non è pazzo: è un uomo senza scrupoli che dopo aver servito Silvio Berlusconi, ha cercato di estorcergli denaro. E dopo aver intessuto rapporti molto amichevoli con Gianpaolo Tarantini e con la di lui moglie, si è appropriato di centinaia di migliaia di euro a loro destinati. Così come prima si appropriò di milioni di euro ottenuti sfruttando il nome del quotidiano L’Avanti, in onore alla sua grande passione politica per i socialisti.

Valterino, l’uomo delle mille fritture (di neonata) è un gaglioffo, un pluripregiudicato che non ti taglieggia col coltello in mano ma con il sorriso e la battuta pronta, dicendo di esserti amico. Ed è proprio qui il problema: gli amici, di solito, lui li usa e ne abusa.

Non so come sia nata la relazione fraterna con Ranucci, ma sono certo che finirà male. Perché uso il futuro e non il passato prossimo? Perché penso che ne vedremo ancora delle belle e che Lavitola non terrà la bocca chiusa. Già ieri ha parlato per più di cinque ore, dopo aver fatto scena muta quando fu sentito la prima volta dai pm, ma forse le sue confessioni non sono concluse.

Quel «no comment» che cambia tutto

A lasciarmi credere che la storia avrà altri seguiti è la frase enigmatica dell’avvocato di Lavitola, il quale, alla domanda dei cronisti sulla conoscenza del piano per l’attentato da parte di Ranucci, ha risposto con un no comment. Chi rifiuta di rispondere a un quesito non ammette, ma neppure nega. E, tuttavia, su una questione simile il legale non può non sapere che, così facendo, si getta un’ombra anche sulla figura di quella che finora è stata considerata una vittima.

Che vuol dire no comment? Che il conduttore sapeva dell’orribile progetto del suo amico fraterno? Oppure che il magistrato su questo non ha fatto domande e, dunque, Lavitola, durante l’interrogatorio, non ha affrontato la questione? Se il legale avesse voluto allontanare i sospetti da Ranucci non avrebbe risposto con no comment, ma avrebbe escluso l’ipotesi oppure avrebbe detto: non se n’è parlato.

Dunque, temo che Valterino cercherà di coinvolgere l’amico Sig (lo chiamava così) per alleggerire la sua posizione. Se hai messo una bomba a casa di un tizio è un conto, ma se il tizio ne era consapevole, più che una tentata strage, è una tentata messa in scena. Mi sbaglio? Può essere, ma lo vedremo presto. Conoscendo un po’ la storia di Lavitola, oggi non mi sento di escludere niente. Come ho scritto all’inizio, la parola fine di questa brutta storia è ancora lontana.

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