• Nel mondo sono ferme le esplorazioni, così gli acquisti delle banche centrali, le guerre in corso e l’Intelligenza artificiale stanno spingendo la domanda. Al punto che serve riciclare gioielli per soddisfare le grandi richieste.
  • Nel 2024 il costo dei variabili si è già ridotto e i future sull’Euribor scontano un altro taglio Bce a dicembre. Notevoli risparmi per prestiti da 150.000 euro. E nel 2025…

Lo speciale contiene due articoli.

Venerdi l’oro ha toccato un nuovo record, superando di slancio la soglia di 2.700 dollari l’oncia fermandosi a quota 2.706 (+1%). Dall’inizio dell’anno la corsa non si è fermata segnando nuovi record per trentaquattro volte consecutive.

Questo straordinario balzo ha portato alla mente eventi storici come il famoso Ferragosto del 1971, quando il presidente americano Richard Nixon decise di abbandonare il regime aureo, rompendo il legame tra il dollaro e l’oro fissato a 35 dollari per oncia. Da quel momento il metallo prezioso ha visto un incremento vertiginoso del 7.710% rispetto al dollaro.

Negli ultimi dodici mesi, il valore dell’oro è salito da circa 1.800 a oltre 2.700 dollari l’oncia, e le ragioni sono molteplici. Una delle principali è legata alla politica monetaria della Federal Reserve. Se la banca centrale Usa dovesse continuare a ridurre i tassi d’interesse, l’oro potrebbe ulteriormente apprezzarsi, dato che i rendimenti dei titoli di Stato statunitensi calerebbero, rendendo il metallo giallo un investimento più attraente.

Ma la questione non è solo di finanza. L’oro, tradizionalmente considerato un bene rifugio, è stato acquistato in risposta alle crescenti tensioni geopolitiche, con guerre in Europa e Medio Oriente. La legge della domanda e dell’offerta gioca un ruolo cruciale: stimoli fiscali e monetari dalla Cina suggeriscono un aumento della domanda futura.

Il rapporto del World Gold Council ha evidenziato che la domanda globale di oro è aumentata del 4% rispetto all’anno precedente, raggiungendo 1.258 tonnellate.

Il secondo trimestre del 2024 è stato il più forte da decenni, trainato da un notevole aumento del 53% nelle transazioni, che hanno totalizzato 329 tonnellate. Anche le banche centrali hanno incrementato gli acquisti di 183 tonnellate, un segnale di diversificazione delle riserve in un contesto economico e geopolitico complesso.

La domanda nel settore tecnologico ha visto un incremento dell’11%, legato al boom dell’intelligenza artificiale, che ha spinto la richiesta di componenti contenenti oro.

Tuttavia, l’offerta sta affrontando sfide mai viste. Secondo il World Gold Council, la produzione mineraria è stagnante. Solo il riciclo di gioielli d’oro ha permesso di soddisfare parte della domanda. Nel mondo infatti, non ci sono nuove esplorazioni e a produrre sono esclusivamente le miniere già esistenti.

L’estrazione ha raggiunto il tetto nel 2016, e da allora è rimasta sostanzialmente stabile. Gli esperti sottolineano che trovare nuove risorse e avviare miniere è diventato sempre più difficile. Gli ostacoli includono il lungo processo necessario per passare dalla scoperta alla produzione (almeno dieci anni) e le difficoltà nell’ottenere i permessi governativi. Senza contare gli intralci delle organizzazioni che scendono in campo per difendere l’ambiente e tutelare il lavoro.

L’attenzione si sta spostando dagli storici mercati di Cina e India agli Stati Uniti, dove l’interesse per l’oro tra i piccolo investitori è in crescita. L’esperimento della catena di ipermercati Costco (seconda catena commerciale Usa) di vendere lingottini nei suoi negozi ha avuto un buon riscontro, indicando una domanda crescente per l’oro fisico. E l’offerta? Sempre secondo il World Gold Council, la domanda di oro nel 2023 ha raggiunto 4.448 tonnellate, mentre la produzione si è fermata a 3.644 tonnellate, creando un deficit di 804 tonnellate. Solo il riciclo di 1.237 tonnellate di gioielli ha reso possibile soddisfare la domanda. Nel secondo trimestre di quest’ano anno, l’offerta di oro è aumentata del 4% rispetto all’anno precedente, con una produzione di 929 tonnellate. Il riutilizzo dell’oro esistente ha contribuito con 335,4 tonnellate. Tuttavia non è stato sufficiente perché la domanda è stata di 1.258,2 tonnellate, lasciando un deficit di 329 tonnellate.

Secondo un report di Bank of America, il metallo sta attirando capitali tradizionalmente destinati a titoli di Stato, a causa delle preoccupazioni sul debito pubblico americano, destinato a crescere in un contesto di spesa pubblica elevata.

Le previsioni sono tutte orientate al rialzo. Un report di Bank of America, indica un target price di 3.000 dollari all’oncia. Le aspettative di futuri aumenti sono quindi ben fondate.

La vecchia catenina regalata dalla nonna per il battesimo abbandonata per decenni in fondo al cassetto potrebbe diventare un piccolo tesoro da custodire con cura. A meno che non riprenda qualcosa di simile alla corsa all’oro nel Klondike. Ma questa, almeno per il momento, è solo una leggenda.

Per il World Gold Council, nella storia sono state estratte circa 212.582 tonnellate di oro, principalmente in Cina, Sudafrica e Australia, mentre le riserve sono stimate in circa 57.000 tonnellate. Attualmente, se ogni oncia di oro estratto fosse disposta una accanto all’altra, il cubo risultante misurerebbe solo circa 22 metri per lato.

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