Sembra quasi di sentire il ticchettio delle lancette di un coro immaginario di orologi che, nei secoli, hanno racchiuso in un unicum arti e conoscenze umane: astronomia, matematica, pittura, cesellatura, oreficeria, astrologia, incisione... E materiali preziosi: oro, argento, titanio, platino… È il coro della maestria orologiaia che, in oltre 500 anni, marchia di bellezza e cultura la sua Capitale, Ginevra. L’orologio: simbolo del tempo, che l’uomo ha voluto misurare per evitare la dissolvenza, per dare ordine, per preservare la memoria.
L’azzurra Ginevra, incisa dal fiume Rodano e riflessa sull’omonimo lago (detto anche Lemano), è la «Piccola Parigi» elvetica. La Rive gauche è sinonimo di Vieille Ville: antica, compatta, marchiata dallo storico quartiere Carouge ricco di botteghe, fontane, impreziosita da palazzi gotici e barocchi, dominata dalla Cathédrale de St.-Pierre. Sulla Rive droite si stagliano edifici moderni firmati spesso da architetti blasonati e spesso sedi di musei e organizzazioni di prestigio internazionale come la Croce rossa, le Nazioni Unite, l’Oms. La verde Ginevra vanta oltre 50 parchi, circa 310 ettari, superlativi in questo periodo. Per esempio, Parc des Eaux Vives e rododendri in fiore; Jardin Anglais e vista sul Jet d’eau, fontana con getto d’acqua alto 140 metri; Parc des Bastions e la scacchiera gigante; Jardin Anglais e l’aiuola con 6.500 fiori a forma di quadrante con lancette (quella dei secondi è lunga 2,5 metri). Ecco, Ginevra e gli orologi. Una splendida ossessione. Un vivido, illuminante itinerario storico, culturale, pratico nell’inarrivabile universo dell’orologeria ginevrina? Le 175 pagine fresche di stampa che compongono la «Geneva watchmaking guide», un’inedita guida a cura della Fondation Genève tourisme et Congrès; congrès e della Fondation de la haute horlogerie (30 Chf, acquistabile online o presso l’ente turismo e altri indirizzi cittadini).
Perfino i ristoranti parlano di quest’arte plurisecolare. Ne è esempio lo stellato F.P. Journe Le Restaurant, nella centrale rue de Rhone. I proprietari: lo chef D. Gauthier; il maestro orologiaio F. P. Journe con la passione per i vini d’autore. Ognuno lascia il proprio segno: in cucina, quello del primo, con piatti e ingredienti locali di tradizione venati da ispirazioni mediterraneo-thailandesi; quello del secondo nella cantina inarrivabile e nell’ambiente. È come trovarsi dentro un orologio. Ogni tavolo porta il nome di un maitre horologier e, per dire, i segnatempo alle pareti sono assemblati con componenti trovati negli storici laboratori cittadini. Le cioccolaterie artigianali rispondono alla ristorazione d’autore con deliziosi prodotti a forma di quadrante. Anch’essi d’autore. Appena fuori città, a Genthod, paesaggio tra verde e montagne, sorge Franck Muller Manufacture (per tutti, Watchland), sinonimo di capolavori. In quattro ville-laboratori-musei viventi, edificati a fine anni Novanta nello stesso stile della dimora originaria del 1905, si abbracciano, impegnando i cinque sensi, tutte le fasi realizzative della manifattura Muller, tra le più sofisticate al mondo (i modelli tourbillon, meccanismo di compensazione gravitazionale di precisione inventato nel Settecento, è stato perfezionato da Muller nel 1983).
In città, sulla Rive gauche, risponde da un palazzo-ex fabbrica, il Musée Patek Philippe dell’omonima maison, un contenitore-salotto a più piani con oltre 2.500 esemplari dal Cinquecento in poi: il meglio assoluto dell’arte che misura il tempo. In più, una biblioteca tematica con 8.000 volumi. Lo affianca e completa il Musée d’art et d’histoire, un excursus nei millenni e nelle grandi civiltà, sintetizzato in 650.000 opere su 7.000 mq in un edificio di pregio. Al pianoterra, Le Barocco restaurant, in questa stagione anche con tavoli nel cortile museale. Un’alternativa informale, moderna, affacciata sul lago, gustosi piatti unici con materie prime fresche (perfetto anche per aperitivi o dopocena), il Breitling kitchen restaurant. Per una cena di classe, Les Armures, nella Vieille Ville. Arredo con focus su argentee armature, servizio e menu impeccabili. Trionfano zuppe, carni, dolci di tradizione. Si soggiorna nel tecnologico e, insieme, magicamente bohémien, Hotel N’vY , avvolto nella luce del lago.
In questo periodo per godersi il paesaggio esuberante, 25 minuti di tram dal centro, l’occasione è la visita al Cern, il più grande laboratorio al mondo per ricerca scientifica, fisica e nucleare.



