Sull’energia la Ue tradisce i Trattati
Non garantisce la tenuta del sistema, non diversifica le fonti d’approvvigionamento e si è legata allo zar. Un suicidio che, con il Green deal, è causa della crisi industriale.
Non garantisce la tenuta del sistema, non diversifica le fonti d’approvvigionamento e si è legata allo zar. Un suicidio che, con il Green deal, è causa della crisi industriale.
La Commissione vuole estendere lo schema nato con la guerra ad altri derivati. Salterà la concorrenza e servirà più energia.Caro bollette: il 30% dei consumatori interpellati accetta un sacrificio minimo. L’eco-ansia non esiste.
Il tetto ai ricavi in preparazione nasconde una «sorpresa»: gira agli Stati una quota di denaro proporzionale alla produzione elettrica senza il gas. Risultato: ai tedeschi miliardi con cui salvare le imprese, a noi spiccioli. L’allarme di Carlo Sangalli (Confcommercio):…
Oggi a Praga il Consiglio europeo informale a 27 dal quale però non sono previste conclusioni. Italia e altri Paesi propongono un corridoio di prezzo che consenta al mercato di funzionare.
I politici ne sparano ogni giorno una: danno tutta la colpa alla speculazione, che esiste ma non è determinante. O cianciano di un tetto del prezzo che non ci sarà. I modi per uscirne sono altri, anche se costeranno sacrifici.
La risposta europea all’emergenza energetica? Mettetevi il maglione. Così molte famiglie rischiano di finire sul lastrico e molte imprese di chiudere. Ma Bruxelles sarà contenta perché potrà far implodere l’economia del continente e gestire la bolla dei debiti. Colpo di…
I ministri delle Finanze si spaccano sugli interventi contro l’inflazione. E si limitano ad aggiungere altri vincoli al Pnrr.
Le decisioni sui prezzi dell’energia slittano a dopo il vertice di Praga di venerdì. Ma già i tre interventi d’urgenza (riduzione dei consumi, tetto ai ricavi e tasse) necessitano a livello nazionale di passaggi tecnopolitici complessi.Il ministro Roberto Cingolani: «Ecco…
Il mercato europeo del gas era già disfunzionale da anni. Arrivata la crisi, siamo stati costretti a una corsa al rattoppo.
Mentre noi aspettavamo Bruxelles, Francia, Germania e Paesi dell’Est si sono mossi in autonomia (e in concorrenza tra loro).
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