Roberto Scarpinato, senatore del Movimento 5 Stelle e componente della commissione Antimafia
Roberto Scarpinato, senatore del Movimento 5 Stelle e componente della commissione parlamentare Antimafia (Ansa)

Gravi e violente le accuse che il senatore del Movimento 5 stelle Roberto Scarpinato ha rivolto ieri alla presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo.

«Siamo consapevoli della mission politica della presidente Colosimo: egemonizzare i lavori della commissione parlamentare Antimafia, indirizzarli esclusivamente in una sola direzione, impedire in tutti modi lo svolgimento di indagini conoscitive sui mandanti esterni, sui depistaggi, sulle stragi del ‘93 e su qualunque pista alternativa».

L’ex magistrato torna poi a evocare la «pista nera che coinvolge Paolo Bellini, condannato per la strage di Bologna insieme a quel Luigi Ciavardini con il quale Colosimo si è fatta fotografare in atteggiamento non istituzionale. Quello stesso Ciavardini difeso a spada tratta da altri vertici del suo partito che ancora continuano a cianciare di piste palestinesi. Missione assolta, ma prima o poi gli scheletri nell’armadio usciranno e di lei resterà memoria come della presidente che contribuì a continuare a tenere ben serrati quegli armadi».

La replica di Fratelli d’Italia

A rispondere ci pensa il capogruppo di Fratelli d’Italia nella commissione parlamentare Antimafia, Raoul Russo: «Le dichiarazioni del senatore Scarpinato rasentano il ridicolo e configurano una predica inaccettabile, soprattutto se si considera da quale pulpito provengano. Parliamo di un ex magistrato il cui comportamento recente, legato alle audizioni in Antimafia, è stato esplicitamente definito dai giudici di Caltanissetta come un’attività di inquinamento e di vero e proprio depistaggio. È intollerabile che chi è formalmente accusato di aver orchestrato e concordato a tavolino domande e risposte con indagati per ostacolare la ricerca della verità in commissione, si erga oggi a censore della memoria storica e dell’onorabilità delle istituzioni».

Per Russo «non è un caso che proprio negli atti giudiziari della Procura di Caltanissetta la gestione investigativa di quel periodo da parte di Scarpinato e del suo pool venga definita, senza mezzi termini, come “scellerata”. Scarpinato se ne faccia una ragione, il tempo delle mistificazioni è scaduto. Il Movimento 5 stelle tragga le uniche conclusioni possibili di fronte a questi fatti acclarati dall’autorità giudiziaria e proceda all’immediata rimozione di Scarpinato dalla commissione Antimafia, a tutela della dignità del Parlamento e del rispetto dovuto alle vittime delle stragi».

Il M5s difende Scarpinato

Eppure il Movimento 5 stelle continua, in una nota, a difendere l’ex magistrato definendo «inaccettabile che la presidente della commissione Antimafia Colosimo abbia deciso di invadere le trasmissioni tv per affermare delle evidenti falsità su Scarpinato e sulla ricostruzione della strage di via D’Amelio».

Difesa che tuttavia non arriva dagli alleati, o presunti tali, del Partito democratico. Anche ai dem risulta difficile difendere la posizione di Scarpinato il cui caso diventa inevitabilmente un altro elemento di divisione tra il partito di Giuseppe Conte e quello di Elly Schlein.

Conte accelera sulle primarie

Ma restano le primarie la preoccupazione principale della sinistra. E mentre sono in molti a credere che siano controproducenti ai fini della campagna elettorale, il leader del Movimento 5 stelle insiste e mette fretta.

«Credo che sia abbastanza probabile che il voto sia in primavera e questa è la ragione per cui le primarie dobbiamo affrettarci a farle, ma prima dobbiamo fare il programma. Per quanto riguarda i tempi delle primarie del centrosinistra, quando si sceglie una via va perseguita, anche per chiarezza con l’elettorato, non c’è dubbio. Non possiamo rimanere a tempo indefinito nella totale incertezza».

Parole che arrivano in risposta alle dichiarazioni del parlamentare dem Igor Taruffi, che ha proposto di fare le primarie nel gennaio del 2027.

Da non perdere