Da Tarquinio a Berizzi: le penne rosse pronte a correre nel Pd alle Europee
Da sinistra: Lucia Annunziata, Marco Tarquinio e Paolo Berizzi (Ansa-Imagoeconomica)
  • Elly Schlein sta pensando di saccheggiare le redazioni di giornali e tv per compilare le liste. L’ex direttore di «Avvenire» spaccherebbe i dem con le sue posizioni iper pacifiste. In lizza pure Sandro Ruotolo e Lucia Annunziata.
  • Il gruppo dei socialisti ha utilizzato l’Intelligenza artificiale per schernire Giorgia Meloni, blaterando di una presunta occupazione della Rai. E spargendo veleno in vista del voto.

Lo speciale contiene due articoli.

Si moltiplicano le voci di probabili candidature, nelle liste del Pd, di giornalisti famosi o sedicenti tali, di carta stampata e tv. Ieri è toccato a La Stampa riportare i nomi dei valorosi opinionisti progressisti pronti al sommo sacrificio: appendere la penna al chiodo e tuffarsi in quell’agone politico che, fino ad ora, hanno raccontato ai lettori.

Partiamo da Marco Tarquinio, ex direttore di Avvenire, quotidiano della Conferenza episcopale italiana, da sempre su posizioni di sinistra. Una candidatura di Tarquinio metterebbe in serio imbarazzo la componente riformista del Pd, schierata su una linea iper-bellicista per quel che riguarda il conflitto in Ucraina e su una equilibrista in relazione al Medio Oriente. Tarquinio è, infatti, da sempre portatore di idee pacifiste, come quelle di papa Francesco: «Se la guerra, assassinio di massa e devastazione sistematica», ha scritto recentemente Tarquinio, «è folle, e non c’è dubbio che lo sia, nessuna scelta è più equilibrata del non armare i belligeranti, del premere perché si cessi il fuoco e dello scoraggiare in ogni modo la continuazione delle ostilità. Non riuscire a dire, e non fare, neppure questo è molto, molto grave». Al di là dei concetti espressi da Tarquinio, che possono essere condivisibili, non si capisce come un partito che si è distinto per la assoluta obbedienza alla Nato e agli Stati Uniti, sia per quel che riguarda la guerra in Ucraina sia per il conflitto in Medio Oriente, possa poi candidare alle Europee un paladino dei «cessate il fuoco», che proprio sulla guerra in Ucraina fu protagonista di un infuocato scambio di accuse in tv, su La7, con Pina Picierno, eurodeputata dem uscente e vicepresidente del Parlamento europeo. «È Putin l’aggressore ed è lui che rifiuta sistematicamente ogni approccio di trattativa», disse la Picierno a Tarquinio, «se la pace che dice lei deve passare per il sacrificio di bambini, di donne violentate, di gente massacrata nella propria casa, io le dico che si deve fare qualche domanda»; «Non dica cose di cui si può pentire», replicò Tarquinio, «Non si permetta di dire cose che lei può affermare solo perché ha l’immunità. Stia attenta a quello che dice».

Vederli entrambi candidati con lo stesso partito sarebbe comico ma Tarquinio, intanto, prepara il terreno. Giovedì 15 febbraio a Formia sarà ospite e relatore di un convegno dal titolo inequivocabile: «Unione Europea: realtà o utopia?».

Un altro papabile candidato alle Europee per il Pd è Paolo Berizzi, giornalista di Repubblica e twittarolo doc. Antifascista di quelli purosangue, a volte gli scappa la frizione: lo scorso 31 gennaio, nella sua rubrica «Pietre», parlando di una lista civica dietro la quale si cela Forza Nuova, lista che si presenta alle elezioni comunali di San Bonifacio, in Provincia di Verona, Berizzi concludeva: «I camerati di San Bonifacio si ritroveranno in piazza il prossimo 31 febbraio». Lui stesso sui social si è corretto: «Errata corrige: la manifestazione di cui parlo in Pietre di oggi», ha scritto, «è in programma il 31 gennaio, oggi, e non ovviamente il 31 febbraio, che non esiste nel calendario. Mi scuso per il refuso». Un errore capita a tutti, figuriamoci: parlare ancora continuamente di fascismo, nel 2024 significa, però, avere comunque qualche problemino con le date.

Un candidato da leccarsi i baffi, ci perdonerà la battutaccia, è Sandro Ruotolo, volto lui sì notissimo del giornalismo tv, responsabile Informazione e cultura nella segreteria nazionale del Pd di Elly Schlein. Ruotolo è stato senatore, la scorsa legislatura, risultando eletto alle suppletive del 2020 convocate nel collegio di Napoli San Carlo all’Arena per sostituire lo scomparso Luigi Ortolani, del M5s. Alle Politiche del settembre 2022 Ruotolo si è candidato alla Camera, sempre in provincia di Napoli, in un collegio uninominale , ma è arrivato terzo con il 21,8%, dietro l’esponente del M5s Gaetano Amato, che è stato eletto con il 34,3%, e Annarita Patriarca del centrodestra, arrivata seconda con il 33,9% di preferenze ed eletta comunque in un plurinominale. Ruotolo e il giovane deputato pd, Marco Sarracino, anche lui esponente della segretaria nazionale dem, sono individuati tra gli addetti ai lavori come gli ispiratori della spaccatura tra la Schlein e il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca: immaginiamo che una candidatura del giornalista sarà un altro motivo per lo «sceriffo» per disimpegnarsi completamente dalla campagna elettorale per il Pd.

Campana di Sarno, in provincia di Salerno, è Lucia Annunziata, giornalista notissima della Rai, della quale è stata pure presidente: il suo nome per le Europee circola insistentemente, ma lei ha smentito con nettezza: «Non mi candiderò mai è poi mai alle Europee», ha detto già mesi fa, «né con il Pd né con nessun altro partito».

In ogni caso, sarà interessante verificare, nel caso di una effettiva candidatura delle «penne rosse», quante preferenze raccoglieranno: alle Europee non ci sono listini bloccati, ma bisogna convincere gli elettori a scrivere il proprio nome e cognome sulla scheda. Se son voti, fioriranno.

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