Il sindaco di Parigi toglie i finanziamenti alla scuola cattolica per vendetta politica
Anne Hidalgo, sindaco di Parigi (Ansa)
  • L’istituto Stanislas è frequentato dai figli del neo ministro dell’Educazione. La socialista Anne Hidalgo teme la futura sfida con Rachida Dati.
  • L’album delle bestemmie da colorare scritto da un anonimo per aiutare a «vincere lo stress» è tra i best seller di Internet.

Lo speciale contiene due articoli.

Il sindaco socialista di Parigi Anne Hidalgo ha deciso di sospendere «in via provvisoria» i fondi versati dal Comune al prestigioso istituto scolastico cattolico parigino Stanislas dove ha studiato anche Charles de Gaulle. Fondi che la legge francese prevede per le scuole private convenzionate. Messa così, la questione potrebbe sembrare puramente amministrativa e invece cela ragioni ideologiche e una battaglia politica in previsione delle elezioni municipali del 2026. Tutto è iniziato con la nomina di Amélie Oudéa-Castéra e di Rachida Dati come ministri del governo di Gabriel Attal a capo, rispettivamente, dell’Educazione Nazionale e della Cultura. I due neo ministri hanno fatto dichiarazioni che sono state strumentalizzate da certi politici della sinistra francese, caduta ai minimi storici della popolarità anche a causa dei flirt con islamisti o antisemiti di alcuni dei suoi esponenti. Il 13 gennaio, Oudéa-Castéra ha dichiarato di aver scelto una «soluzione differente» per l’educazione dei propri figli a causa delle «tante ore (di lezione, ndr) senza supplenze» che ci sono nelle scuole pubbliche. Per questo il ministro ha iscritto i suoi tre figli a Stanislas, chiamato comunemente Stan. Dati si è invece detta pronta a candidarsi come sindaco di Parigi alle prossime amministrative dopo essere stata, fino al suo ingresso nel governo Attal, capo dell’opposizione di destra nel consiglio comunale parigino. L’annuncio non è stato preso bene da Hidalgo.
Parallelamente martedì, il sito d’inchiesta Médiapart ha pubblicato il rapporto sull’inchiesta ministeriale a Stanislas disposta, nel febbraio 2023, dall’allora ministro dell’Educazione francese Pap Ndiaye. Questo membro del governo di Elisabeth Borne, noto per le sparate wokiste, aveva spedito degli ispettori nella scuola cattolica dopo che dei media l’avevano accusata di essere «sessista, omofoba e autoritaria». In ogni caso, l’articolo di Médiapart non ha rivelato un granché, salvo alcuni elementi che i funzionari ministeriali hanno definito «derive». Per la stampa mainstream e di sinistra transalpine è stato come un invito a nozze. Nel rapporto degli ispettori si legge che «certi catechisti esprimono convinzioni personali che vanno al di là delle posizioni della Chiesa cattolica, per esempio sull’Ivg (Interruzione volontaria di gravidanza, ndr)» oppure «suscettibili di essere qualificate penalmente sull’omosessualità». Stranamente, degli ispettori della laicissima République Française sembrano conoscere perfettamente la posizione della Chiesa sull’aborto o sull’omosessualità. Gli stessi ispettori parlano del catechismo come se fosse imposto a tutti gli studenti quando invece «non è obbligatorio» così come non lo è «l’andare a messa» durante i corsi. Parola di Frédéric Gautier, direttore di Stanislas ai microfoni di Franceinfo.

Gautier ha puntualizzato che «ciò che è obbligatorio è la formazione religiosa, l’istruzione religiosa». Insomma, quello che si insegna a tutti a Stan è la cultura cristiana ma, in un Paese in cui dal 1905 vige una legge ai limiti della cristianofobia che ha imposto separazione tra lo Stato e la Chiesa (e confiscato molti beni a quest’ultima, ndr), è difficile fare la differenza tra la conoscenza di una religione e la fede. Il direttore di Stanislas ha anche ricordato che l’ispezione «non conferma fatti di omofobia, sessismo e autoritarismo» menzionati da alcuni media. Inoltre Gautier ha sottolineato che i risultati del rapporto non sono stati trattati in un «incontro contraddittorio» tra scuola e ministero. Insomma l’opinione degli ispettori, che hanno comunque dovuto riconoscere «l’eccellenza» dei risultati di Stan, non ammette contestazioni. La sentenza è senza appello. Ma oltre agli ispettori ministeriali anche varie testate d’Oltralpe hanno negato il diritto di replica all’istituto cattolico parigino.

Libération, storico quotidiano della sinistra francese che nel 1977 aveva pubblicato una tribuna pro-pedofilia, ha titolato Affaire Oudéa-Castéra: al Collegio Stanislas, cultura dello stupro, propaganda anti Ivg e anti omosessualità in programma. L’assessore all’Educazione parigino, Patrick Bloche, ha confermato che la sospensione dei fondi a Stanislas è «una misura politica che assumiamo totalmente». Così facendo Parigi infrange la legge Debré del 1959, che regola le relazioni tra lo Stato e le scuole cattoliche, nonché il principio costituzionale della libertà educativa. A pochi mesi dall’inizio delle Olimpiadi di Parigi, Anne Hidalgo vuole offrire un’immagine della capitale francese scintillante, tollerante, inclusiva per la comunità Lgbt. Il sindaco parigino attende anche la riapertura della cattedrale Notre-Dame che le offrirà un’altra passerella davanti ai media internazionali.

Era già successo nel 2023 quando era stata fotografata in Vaticano accanto a papa Francesco, con il quale aveva discusso di rifugiati e di Notre-Dame. Al di là delle Alpi c’è chi spera una risposta della Chiesa ma c’è anche chi teme che la sanzione contro Stanislas non venga imitata da altri sindaci di sinistra. Primi cittadini capaci, magari, la dichiarazione Fiducia Supplicans come ariete, per attaccare le scuole cattoliche francesi troppo «indietriste», per usare un termine bergogliano. Chissà che la vicenda di Stanislas non faccia cambiare idea a qualche cattolico intenzionato a venire nella Ville Lumière per assistere ai giochi olimpici o per partecipare alla riapertura dei Notre-Dame.

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