Che scempio i manuali scolastici impregnati di propaganda sinistra
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Un lettore mi invia l’immagine di una pagina del libro di quarta elementare del nipote, offrendomi il destro per dire due parole, una a Elly Schlein e l’altra al ministro all’Istruzione. Di quest’ultimo non scrivo il nome perché la parola non è necessariamente all’attuale ministro quanto, piuttosto, all’istituzione.

Cara Elly, lei s’è buttata in politica e, quanto a postazioni raggiunte nel settore, il successo è stato ragguardevole. Non lo stesso può dirsi quanto a risultati conseguiti nei due principali incarichi operativi che le hanno affibbiato. In Regione Emilia-Romagna s’era impegnata in un «Patto per il clima», ma da quelle parti si stanno ancora leccando le ferite per le alluvioni, che lei pensava di evitare con la transizione energetica. Col secondo incarico, quello di leader del principale partito d’opposizione, l’unico impatto che vedo è quello sulla lingua italiana. Da quando ha voce, lei si esibisce in una ripetizione ossessiva dei due generi di ogni parola, suscitando non poca ilarità. Non si ferma al comune «Signore e signori», peraltro presente in molte lingue (Mesdames et messieurs, Ladies and gentlemen): lei si allarga a tutto ciò che si presenta nei due generi. Ma pensi che guaio a far così: si comincia con «cittadini e cittadine» (e, precisione per precisione, l’ultima parola aumenta l’ambiguità), si procede con «studenti e studentesse», e via via fino a declamare «gli orsi e le orse del bosco» e «i lupi e le lupe della foresta». E, immagino, i libri di storia: «I Romani e le Romane conquistarono Cartagine». E guai a voler aggiungere un aggettivo, ché nella nostra lingua si declinano anche col genere: «Ringraziamo i coraggiosi poliziotti e le coraggiose poliziotte». Chissà se ha mai riflettuto sulla «guardia municipale». E mi taccio sui gatti che inseguono i topi.

Lei non ha idea di quanto devastante sia questa sua innovazione. Non tanto perché alcuni tra i suoi colleghi, per la verità sparsi lungo tutto l’arco parlamentare, quelli con meno carattere, direi, hanno cominciato a imitarla, probabilmente per non essere da meno in questo nuovo impegno nella lotta per la parità di genere; quanto perché la cosa sta facendo scuola, nel senso che s’è infiltrata nei libri di scuola, inquinando i medesimi e i cervelli di chi li legge. E mi si dice che lei non vuole inquinare. Leggo infatti dalla pagina segnalatami dal lettore: «È, questo, l’effetto serra, descritto da scienziate e scienziati». Se questa abitudine prende piede e diventa una prescrizione linguistica, siamo rovinati.

Ci pensi un po’ su e provi a riscrivere Addio, monti… à la Elly: «Alla fantasia di quella stessa e quello stesso…, ella ed egli si meravigliano d’essersi potuti risolvere…, davanti agli edifici ammirati dalla straniera e dallo straniero…, nella quale la mente si figurava un soggiorno tranquillo e perpetuo di sposa o di sposo…, e non turba mai la gioia delle sue figlie e figli…». Una schifezza. O, direbbe lei nella foga, una schifezza e uno schifo. Il prossimo Alessandro Manzoni non vedrà la luce prima di qualche secolo, cambiamento climatico permettendo.

Ed è proprio sul clima che vorrei dire una parola al ministro dell’Istruzione, e segnalargli le panzane che indottrinano gli ignari bambini. Si legge infatti nel libro di IV elementare che «la temperatura della Terra è determinata da due fattori principali: i raggi solari e i gas serra, tra cui l’anidride carbonica». Che è come dire che gli uomini si nutrono anche di uova, tra cui quelle di storione: la verità è che il principale gas serra è il vapor d’acqua. E si legge che «alcune attività umane producono enormi quantità di anidride carbonica», mentre la verità è che quasi tutte le attività umane producono anidride carbonica.

Non voglio qui polemizzare sulla mendace relazione dell’anidride carbonica antropica col clima. Polemizzo invece su una cosa non detta e su una detta. Quella non detta è il beneficio che l’umanità ha ricevuto dall’uso dei combustibili fossili (non ultimo l’abolizione della schiavitù, fino a due secoli fa pratica legale in molti Paesi). E quella detta: «È urgente frenare la produzione di anidride carbonica correggendo le nostre abitudini quotidiane», angosciando così i bambini e caricandoli di responsabilità che non hanno neanche se tutte le balle climatiche fossero vere e se essi seguissero le sciocche prescrizioni dell’allarmante libro. E siamo ancora alle elementari.

Ho potuto constatare che i libri di matematica, fisica e chimica delle superiori sono inondati di sciocchezze analoghe, ma lì una speranza l’abbiamo: pessimi e verbosi come sono, gli studenti neanche li aprono, ché non valgono il peso della carta dove sono scritti. Alle elementari, invece, i bambini devono leggerli perché è lì che imparano a leggere. Peccato che leggano balle. Forse il ministro dell’Istruzione potrebbe intervenire. In alternativa, si valuti lo smantellamento della scuola pubblica, una proposta da me già avanzata in occasione della punizione agli alunni che suggerivano un innocente «Italia agli italiani».

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