Il territorio del piccolo Comune di Ferriere, sull’Appennino piacentino, è minacciato dal progetto di un impianto eolico che prevede l’installazione di sette aerogeneratori con un’altezza complessiva minima di 180 metri, una potenza complessiva di 31,5 MW e un cavidotto interrato di 21 chilometri fino alla frazione di Torrini del Comune di Santo Stefano d’Aveto (GE). Un progetto da 65 milioni di euro curato da una società danese, la European energy.
Il crinale della montagna interessata, il monte Crociglia (1.578 m.s.l.), è un patrimonio naturale, storico e paesaggistico cui i residenti tengono molto. Si tratta di territori di montagna, ancora in gran parte integri, ricchi di biodiversità, risorse idriche, boschi e pascoli.
Il Comune di Ferriere (1.000 abitanti) e la provincia di Piacenza sono contrari, così come il Comune di Santo Stefano d’Aveto, che ricade nella città metropolitana di Genova. Piacenza ha dichiarato il progetto del tutto incompatibile con la strategia di pianificazione provinciale. Sia la regione Emilia-Romagna che la regione Liguria hanno espresso pareri contrari. L’Emilia-Romagna ha evidenziato gravi violazioni dei vincoli paesaggistici, il superamento dei limiti altimetrici e pesanti alterazioni delle piste forestali e della rete escursionistica dei monti liguri ed emiliani. Le giunte locali di sinistra devono dunque fare fronte all’ambiguità di una posizione ideologicamente a favore del green, mentre nel mondo reale i territori si ribellano.
Una petizione contro l’avvio dei lavori ha ottenuto 12.000 firme, anche perché il complesso impianto riguarda altri comuni. Tutto il territorio interessato dall’iniziativa, in effetti, è in subbuglio. In prima fila a battersi contro le torri eoliche non c’è solo il sindaco del Comune di Ferriere, Carlotta Oppizzi, ma anche quelli di Bettola, Ponte dell’Olio, Farini. Compatto anche il fronte delle associazioni, dal Cai a Legambiente.
Contro l’impianto sono state presentate al ministero dell’Ambiente 1.600 osservazioni, richiamando i rischi per le falde acquifere, i problemi di dissesto idrogeologico e le normative, che vietano, tra l’altro, di collocare pale eoliche sopra quota 1.200 metri. Una norma che secondo European energy, invece, non si applicherebbe al caso particolare.
Oppizzi, eletta con una lista civica, è molto netta: «Il progetto presentato sul territorio del nostro Comune contrasta con norme statali, regionali, comunali, poste a presidio del paesaggio, dell’identità, dell’ambiente, dei beni culturali, della prevenzione al dissesto in luoghi fragilissimi, degli usi civici. Lo fa senza nulla approfondire, senza nemmeno prendere in considerazione le insuperabili criticità e le particolarità del luogo».
Ora il progetto è in attesa della Valutazione di impatto ambientale (Via) da parte del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase). «Auspichiamo che tutte le insuperabili problematiche evidenziate in questi mesi vengano adeguatamente considerate e il progetto venga quindi bocciato. Non possiamo infatti pensare che un intervento unicamente speculativo possa stravolgere in maniera irreversibile un territorio e che questo non abbia alcuna tutela», conclude il sindaco di Ferriere.
European energy, però, difende il progetto. Interpellata dal cronista, per bocca del direttore delle relazioni pubbliche Alessandro Migliorini, la società risponde che «le forti opposizioni non sono ormai soltanto contro questo progetto ma in generale contro l’eolico. Opporsi è certamente un diritto di ogni cittadino ma va fatto con la consapevolezza e con la competenza necessarie, altrimenti diventa una mera opposizione ideologica, spesso eterodiretta e che ovviamente spaventa la politica perché si perde consenso elettorale sul territorio». Migliorini si dice sereno in attesa della fine dell’iter autorizzativo: «Ho cercato in tutti i modi di stemperare le polemiche, di avviare un dialogo per trovare una soluzione e di spiegare alla cittadinanza le ricadute positive sul territorio. Mi è stato impedito, ne prendo atto e confido nella valutazione equilibrata del ministero dell’Ambiente, nonostante le pressioni anche ultimamente esercitate», conclude il manager.
Il punto è che il Decreto-legge 77/2021 (governo Draghi) ha legato la burocrazia energetica alle scadenze vincolanti del Pnrr. Per accelerare la transizione ecologica ed evitare i veti territoriali, ha istituito la Commissione speciale Pnrr-Pniec a Roma. Questa legge ha centralizzato al Mase la Via per i grandi impianti eolici sopra i 30 MW, come Ferriere, di fatto esautorando Regioni e Comuni. I territori possono solo inviare osservazioni, ma l’ultima parola sull’impatto ambientale spetta allo Stato, che può scavalcare i no locali in nome dell’interesse nazionale.
Il caso è meno noto di quello di Orvieto, dove una lunga lista di vip e vippini si oppone al dispiegamento di sette torri alte 200 metri. Nessun Fiorello si spende per Ferriere e gli altri comuni interessati dal progetto, almeno per ora. Vedremo se le firme di 12.000 cittadini valgono più o meno di cento firme vip.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >