La Puglia respinge gli investitori: «No al resort milionario di Gates»
Bill Gates (Ansa)

Un conto è quando a presentare ricorso al Tar sono le associazioni ambientaliste, preoccupate della sostenibilità di un progetto, ma quando a muoversi giudizialmente contro un grande investimento sul territorio (coperto da capitali sicuri) è l’avvocatura di una Regione, allora la questione cambia.

Eppure succede. E succede in Puglia, la Regione guidata da Antonio Decaro, quella con i 350 milioni di buco nel settore sanitario, quella che rischia di perdere i finanziamenti Pnrr perché i cantieri vanno a rilento e, per di più, la stessa che nei prossimi mesi potrebbe veder «spegnere i motori» del vero grande pilastro dell’economia regionale.

Il ricorso della Regione Puglia sul resort di Bill Gates

Ebbene, la Regione Puglia ha presentato un ricorso al Tar contro la nascita, nella zona di Ostuni, di un mega resort della catena extralusso Four Seasons, un colosso del settore turismo che ha tra i principali azionisti il magnate statunitense Bill Gates, e che conta 130 strutture in tutto il mondo e vede tra i finanziatori anche l’immobiliare israeliana Omnam investement group.

Non è la prima volta che il Tar viene usato come leva, considerato che proprio Decaro in materia di ex Ilva ha recentemente fatto costituire la Regione contro Acciaierie d’Italia per «respingere i reclami» presentati dalle società che tentavano di rimuovere il provvedimento della Corte d’Appello di Milano, che ha sentenziato sulla chiusura dell’area a caldo.

Tutti i numeri del resort di Bill Gates

Ma torniamo al resort di Gates. Si tratta ovviamente di un progetto mastodontico: 100 milioni di euro di investimento, 126 stanze oltre a diverse suite con vista mare, ristoranti, strutture per il benessere e sala ricevimenti. Tutto da costruire nei pressi della costa, grazie a un piano di lottizzazione in essere (a quanto risulta) già dal lontano 2013 e, dunque, certamente noto ai vari livelli amministrativi.

Nonostante questo, solo a progetto approvato la Regione ha depositato il ricorso per annullare l’Autorizzazione unica rilasciata in regime di Zona economica speciale.

Le polemiche politiche sul progetto

Ed è proprio qui che si gioca la questione, che ovviamente è soprattutto politica e assomiglia tanto all’ennesimo tentativo (ultimamente di moda nei feudi regionali Pd) di ostacolare le scelte del «governo cattivo» anche a costo di farsi un danno. Un po’ come il noto «chel Masi» del proverbio fiorentino che per far dispetto alla moglie….

La regione Puglia, infatti, dal 2024, proprio per le sue economie non propriamente prospere, ricade interamente nelle Zes, aree a fiscalità agevolata nate con l’obiettivo di attrarre investimenti e che, dunque, per vocazione tendono a snellirne le burocrazie di insediamento industriale, logistico e produttivo attraverso i cosiddetti procedimenti semplificati e accelerati.

L’autorizzazione Zes al resort di Bill Gates in Puglia

Proprio in nome di questo regime agevolato, nel 2025, fu la struttura commissariale del governo dedicata alla gestione delle Zes del Mezzogiorno (che dal 2024 ha superato i commissari territoriali) ad autorizzare la realizzazione del grande complesso turistico-alberghiero.

È vero, l’autorizzazione arrivò superando i pareri sfavorevoli di Regione e Soprintendenza, ma gli addetti ai lavori sanno che in queste vicende, tra enti pubblici sovraordinati esiste un patto non scritto: le opposizioni alle proposte del governo centrale spesso rispondono ad esigenze di rappresentanza territoriale e, dunque, si presentano perché restino agli atti, ma poi ci si ferma lì.

La ferrea opposizione della sinistra

Invece, niente. In questo caso, senza timori di sottrarre possibilità di sviluppo al territorio che amministra e senza tentare nemmeno le vie diplomatiche con il magnate Gates, Decaro è andato dritto.

«È inaccettabile che una multinazionale venga qui e faccia ciò che vuole distruggendo la nostra natura», aveva dichiarato Angelo Bonelli, leader di Europa verde, sulla questione. E così sia.

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