Mosca manda 300.000 soldati a Kharkiv
Ansa
  • Rimpallo di responsabilità dopo la strage al concerto. Per i servizi segreti di Vladimir Putin gli attentatori avevano «contatti rilevanti con Kiev». I partigiani russi antigovernativi: «Operazione interna». In un video falsificato al computer la «confessione» di un dirigente ucraino.
  • Messaggi di cordoglio dai leader di mezzo mondo. Persino i talebani si indignano.

Lo speciale contiene due articoli.

Un’immane carneficina, arrivata nella serata di ieri a oltre 140 morti, ma con un bilancio purtroppo in predicato di salire. L’attentato di Mosca, però, in un contesto di guerra come quella in corsa tra Russia e Ucraina, è diventato quasi immediatamente l’ennesimo spunto per una lancio di accuse incrociate tra i due governi, facendo quasi passare in secondo piano il dramma di così tante vite spezzate e delle famiglie delle vittime. Ieri Vladimir Putin ha rivolto un messaggio alla nazione, trasmesso dalla tv di Stato, nel quale ha promesso una punizione esemplare per i terroristi che si sono macchiati della strage, e a dispetto del fatto che l’attentato sia stato rivendicato a stretto giro dall’Isis, non ha esitato a puntare il dito contro Kiev, ritenendo il governo ucraino un fiancheggiatore di chi ha organizzato l’azione alla sala concerti della capitale russa.

Le frasi pronunciate da Putin e i sospetti lanciati contro Kiev erano stati anticipati dall’intelligence di Mosca, l’Fsb, che aveva diffuso una nota in cui affermava che, secondo le informazioni in suo possesso, «i terroristi intendevano attraversare il confine tra Russia e Ucraina in auto e avevano contatti rilevanti sul lato ucraino. Undici persone», ha proseguito l’Fsb, «sono state arrestate in relazione all’attacco, di cui quattro direttamente responsabili. Tutti e quattro», ha concluso l’Fsb, «sono stati arrestati nella regione di Bryansk, al confine con l’Ucraina, a poche ore di distanza l’uno dall’altro». Per smentire le prime voci che si erano diffuse, secondo cui la nazionalità degli attentatori fosse russa, è intervenuto anche il ministero dell’Interno di Mosca, ribadendo che si trattava di cittadini stranieri: «Stiamo cercando di stabilire da quanto tempo le persone arrestate si trovavano in Russia, il motivo per cui si sono trasferiti nel Paese e dove abitavano». Poco dopo, la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, citata dall’agenzia Tass, ha affermato che «negli ultimi anni il regime di Kiev ha condotto attività terroristiche attive e sistematiche contro i russi», aggiungendo che il suo Paese «sostiene tutti gli sforzi diretti a contrastare il terrorismo internazionale». Il rischio, dunque, è che ci possa essere nell’immediato una recrudescenza della guerra, come lascia intuire la volontà fatta filtrare dal ministero della Difesa russo, di inviare altri 300.000 soldati per lanciare un assedio a Kharkiv. Si tratterà principalmente di una mobilitazione dei riservisti ma anche di soldati di leva già in servizio, attraverso lo strumento della ferma prolungata.

Da Kiev, ovviamente, si respingono sdegnosamente al mittente tutte le accuse. Al contrario, si adombra anche l’ipotesi che la strage di Mosca sia un cinico attentato-provocazione organizzato dal Cremlino per dare la colpa ai nemici interni ed esterni. È la tesi del portavoce dei combattenti russi spalleggiati dall’Ucraina, Ilya Ponomaryov, che parla di «false flag ad opera dell’Fsb». «Le versioni dei servizi speciali russi per quanto riguarda l’Ucraina sono assolutamente insostenibili e assurde», ha detto Mykhaylo Podolyak, responsabile dell’intelligence ucraina. Ci aspettavamo la versione dei funzionari russi sulla “traccia ucraina” per l’attacco terroristico. L’essere primitivi e la prevedibilità sono caratteristiche ideali dei servizi di sicurezza russi. La Fsb lo conferma». «Ma è necessario», ha proseguito, «sottolineare ancora una volta i fatti: non c’è stato alcun intervento delle forze dell’ordine. La conclusione è ovvia. L’Ucraina non ha il minimo legame con questo incidente. Ha una guerra su vasta scala con la Russia e risolverà il problema dell’aggressione della Russia», ha concluso, «sul campo di battaglia». Sarebbe invece un falso realizzato con l’intelligenza artificiale il video, circolato nei canali filorussi, in cui il segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell’Ucraina, Alexei Danilov, avrebbe ammesso il coinvolgimento di Kiev nell’attacco. Sul versante occidentale, gli Usa hanno affermato con forza l’estraneità dell’Ucraina, sottolineando che da tempo erano stati lanciati degli allarmi sul rischio attentati sul suolo russo, che però sarebbero stati sottovalutati. Secondo fonti dell’intelligence Usa, gli americani avevano passato ai russi delle informazioni circa la pianificazione da parte dell’Isis di attentati su larga scala, tanto che ai cittadini statunitensi residenti in Russia era stato a inizio mese consigliato di rientrare in patria.

In particolare, il 7 marzo era stato scritto che «l’Ambasciata Usa sta monitorando le notizie secondo cui degli estremisti hanno in programma di prendere di mira grandi raduni a Mosca, tra cui i concerti, e si consiglia ai cittadini statunitensi di evitare grandi eventi nelle prossime 48 ore». Un avvertimento profetico e inquietante se lo si mette in relazione al fatto che lo stesso giorno c’era stata un’informativa dell’Fsb riguardo allo smantellamento di una cellula Isis scoperta nella regione di Kaluga. Secondo le autorità russe, i presunti terroristi islamici «stavano progettando di commettere un atto terroristico contro una delle istituzioni religiose ebraiche a Mosca», attraverso un «attacco contro i fedeli della sinagoga usando armi da fuoco». Sempre nel corso dell’operazione che ha portato alla neutralizzazione della cellula erano state sequestrate armi da fuoco, munizioni e componenti per la realizzazione di un ordigno esplosivo rudimentale. L’Isis, da parte sua, ha continuato a rivendicare la strage moscovita, diffondendo sui propri canali le foto di quattro attentatori.

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