Le quote rosa anche per chi fa le multe

Le quote rosa sono da sempre un terreno di scontro tra chi le considera un provvedimento indispensabile per garantire la parità di genere e chi, al contrario, le trova un mezzo discriminatorio o comunque non efficace, in quanto raggira un problema, senza risolverlo.

L’ultima volta ne abbiamo sentito parlare nel dicembre scorso, quando un particolare emendamento alla manovra è stato approvato dalla commissione bilancio del Senato. Il provvedimento ha esteso quanto previsto dalla legge Golfo Mosca del 2011 che introduceva una quota rosa nei consigli di amministrazione delle società quotate, portando al 40% la presenza di genere femminile.

Abbiamo ascoltato il punto di vista di tre donne completamente diverse. La prima è Gini Depasquier, manager fondatrice di Donna lab, società che si occupa favorire l’equilibrio di genere. È co president della Professional women network, associazione internazionale che lavora su empowerment femminile e anche managing director di Ortigia business school, scuola di formazione manageriale di Siracusa.

La seconda è Bianca, una giovane appartenente a Potere al popolo, movimento da sempre concentrato sulle condizioni dei lavoratori e i loro diritti.

Concluderemo con una lavoratrice comune, dipendente dell’azienda di trasporti milanese, che ha preferito rimanere anonima. Ci racconterà le difficoltà di una donna di 61 anni che lavora 40 ore a settimana, che deve prendersi cura della famiglia e che, lavorando per la strada, deve stare attenta anche alla propria sicurezza.

Da non perdere

Gianluigi Paragone: «Le balle su Afd, Zelensky e 11 settembre»
Video

Gianluigi Paragone: «Le balle su Afd, Zelensky e 11 settembre»

In questo episodio di Tivù Verità, Francesco Borgonovo e Gianluigi Paragone analizzano i grandi cortocircuiti della politica europea e internazionale: dalla causa legale tra l'Afd e Friedrich Merz in Germania all'avanzata dei movimenti di protesta. Il quadro che emerge mostra…

Opinioni

Piero Sansonetti affonda Ranucci: «Falso attentato»

Piero Sansonetti lancia un attacco frontale che scuote la Rai, mettendo in discussione la narrazione attorno a Sigfrido Ranucci e al futuro di Report. Sullo sfondo di una redazione in subbuglio, con gli stessi inviati che chiedono un successore per…

Belpietro: «Ranucci vittima di sé stesso»
Opinioni

Belpietro: «Ranucci vittima di sé stesso»

L'arresto di Valter Lavitola svela una presunta trama volta a fabbricare un «attentato d'amore» ai danni del conduttore di "Report", Sigfrido Ranucci. Nel mirino dell'ordinanza c'è il disegno di trasformare il giornalista nel nuovo leader del campo largo attraverso un'abile…

Caso Fakir e scontri a Bologna: vergogna di sinistra
Opinioni

Caso Fakir e scontri a Bologna: vergogna di sinistra

A Bologna va in scena l'ennesimo dramma ideologico della sinistra dopo la morte di Fakir durante un intervento delle forze dell'ordine con la piazza che si infiamma tra scontri, auto incendiate e agenti feriti. In questa intervista di Francesco Borgonovo,…

Guerra sul manuale gender per i pediatri
Opinioni

Guerra sul manuale gender per i pediatri

La garante per l’infanzia, Marina Terragni, boccia la nuova guida Lgbt redatta dalle associazioni pediatriche Sip (Società italiana di pediatria) e Acp (Associazione culturale pediatri). Definito un testo privo di basi scientifiche aggiornate e ideologicamente orientato, il documento «Oltre lo…

I finti buoni, da Ranucci al Covid
Opinioni

I finti buoni, da Ranucci al Covid

Gianluigi Paragone e Francesco Borgonovo squarciano i veli dell'ipocrisia che unisce la politica post-pandemica e il giornalismo d'inchiesta televisivo. Il filo conduttore è il doppiopesismo di chi si erge a paladino della morale ma crolla davanti alle proprie contraddizioni.La Commissione…