Cara Elly Schlein, le scrivo questa cartolina per farle i complimenti: ha finalmente una precisa linea politica. Quella dell’opposizione selfie. In pratica, «fai la foto e scappa».
Un mese fa ha tenuto banco con la foto davanti all’ospedale di Terni: «D’ora avanti saremo sempre negli ospedali», ha garantito. Poi negli ospedali non l’hanno più vista, ma in compenso è comparsa allo stabilimento di Pomigliano d’Arco, dove non era stata mai: «D’ora in avanti saremo nelle fabbriche», ha garantito. E per tener fede alla promessa nelle fabbriche non si è fatta più vedere, come negli ospedali. In compenso è comparsa davanti al centro per immigrati appena aperto dal governo in Albania, denunciando il grande sperpero di denaro pubblico. «D’ora in avanti denunceremo gli sprechi», ha garantito. E poi di corsa a Roma, per l’assemblea nazionale del Pd: «Siamo qui per cambiare», ha detto. E a molti è venuto un dubbio: ma cambiare cosa?
Le confesso, cara Elly, che siamo preoccupati. Se dovesse fare davvero tutto quel che promette, dovrebbe essere in tanti di quei posti contemporaneamente che nemmeno Sant’Antonio con il dono dell’ubiquità ci riuscirebbe. Per fortuna non corriamo il rischio: non fa mai quel che dice. Ce lo ha dimostrato fin dall’inizio. «Faremo un’estate militante su tutte le spiagge», annunciò nel giugno 2023, appena eletta. A settembre Maurizio Crozza si chiedeva: «Qualcuno l’ha vista? Magari a Santorini?». Così abbiamo capito subito che il nuovo corso Pd soffre del vecchio virus di tutti i partiti. Annuncite cronica e incurabile. Del resto sappiamo che a lei, cara Elly, i selfie vengono meglio della linea politica, se non altro perché per i selfie c’è un armocromista. Per la linea politica no. Non abbiamo ancora capito infatti se il Pd sia quello che combatte la Meloni fascista o quello che vota con la Meloni a Bruxelles; quello che candida in Europa i pacifisti o quello che in Europa vota con i guerrafondai; quello che strizza l’occhio agli alleati o quello che vuole fagocitarli. Però abbiamo capito che su foto e video va forte. Indimenticabili i suoi duetti canori sul palco con J-Ax e sui carri del Pride, oltre che le comparsate nei salotti tv, sempre molto attenta all’immagine, meno al resto (cit. Lilli Gruber: «Ma chi la capisce se parla così?»).
Molti ora irridono le sue previsioni errate: «Col governo Meloni vinceranno gli evasori», diceva, ed è stato il record di evasione recuperata; «Ho visto la coalizione affiatata per battere la destra», annunciava in Liguria pochi giorni prima del voto, e si sa com’è finita. Però, ecco, a me l’unica previsione che preoccupa davvero è: dove sarà il prossimo selfie? Quale emergenza scoprirà all’improvviso (salvo dimenticarla un minuto dopo)? Temo che molti ormai vivano nell’incubo: se organizzo una manifestazione, non è che arriva Elly a farsi il video? Già vedo, cara Schlein, il suo video con i rider («D’ora in avanti saremo in tutti i Glovo»), il suo video con gli agricoltori («D’ora in avanti saremo in tutte le stalle»), il suo video con i Babbo Natale sfruttati («D’ora in avanti saremo in tutti i camini»). E pazienza se, per sua fortuna, nei camini non ci andrà mai. Di fumo ne abbiamo già abbastanza: quello che fa lei.
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