- La commissione Libertà civili dell’Europarlamento approva, anche con il voto dei conservatori, l’intesa che sconfessa la linea pro invasione dei socialisti. A vuoto l’appello delle associazioni. Il Pd: «Ha vinto Orbán». Ora serve l’ok della plenaria e poi del Consiglio.
- Lavoratori delle piattaforme digitali: domani il governo deve esprimersi. Tra i contrari, oltre ai taxisti, i venditori a domicilio.
Lo speciale contiene due articoli.
A giudicare dalla reazione delle sinistre e delle Ong, il nuovo Patto Ue su migrazione e asilo, che ha fatto un passo importante verso l’approvazione definitiva, una volta a regime rappresenterà un concreto giro di vite rispetto alla disinvoltura e alla facilità con sui si è concessa finora la protezione ai migranti. Dopo che, ieri mattina, l’accordo raggiunto nel Trilogo sul finire dell’anno scorso tra Stati nazionali ed istituzioni europee è stato confermato e approvato dalla commissione libertà civili del Parlamento europeo, per tutta la giornata si sono susseguite dichiarazioni al vetriolo di alcuni parlamentari dell’opposizione italiana e le proteste di numerose associazioni non governative. Le votazioni sui diversi regolamenti del nuovo Patto hanno evidenziato ciò che, con l’avvicinarsi delle elezioni Europee, è inevitabile, e cioè che anche le componenti moderate e liberali dell’Europarlamento si stanno distanziando dalle politiche immigrazioniste dei «rossoverdi» europei, come dimostrano anche le iniziative che governi nazionali a guida liberale (come ad esempio la Francia) stanno prendendo sul proprio territorio su questi temi.
Già il fatto che, al momento dell’accordo di dicembre, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen aveva parlato di «tappa storica», la dice lunga sul cambiamento di clima politico. Se si prende in considerazione la proposta originaria avanzata a suo tempo dal Parlamento europeo, targata fondamentalmente Pse e zeppa di principi immigrazionisti, la mutazione è completa. Non si tratta, evidentemente, del testo che avrebbero voluto i gruppi conservatori e di destra presenti a Strasburgo, ma vi sono alcuni regolamenti contenuti nel patto che, nella votazione per parti separate che si è tenuta ieri in commissione, hanno ottenuto anche il voto delle opposizioni di centrodestra.
Facciamo un passo indietro: di che cosa tratta e come è strutturato il Patto Ue su Migrazione e Asilo? Anzitutto, si tratta di un testo costituito da un pacchetto di regolamenti per diversi ambiti. Il regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione è passato con 41 voti a favore, 24 contrari e 2 astensioni. Questa parte del Patto prevede controlli più severi sui migranti che arrivano nell’Unione europea, con l’aumento delle strutture vicine alle frontiere atte a respingere più rapidamente chi non ha diritto all’asilo. Poi c’è la solidarietà obbligatoria per i Paesi dell’Ue riconosciuti come sottoposti a pressione migratoria. Gli Stati membri possono scegliere se ricollocare i richiedenti asilo sul proprio territorio, se fornire contributi finanziari o se fornire supporto operativo e tecnico, quando necessario. Su questi punti è rimasta forte l’opposizione dell’Ungheria. Il regolamento sulle situazioni di crisi ha ottenuto 37 voti a favore, 26 contrari e 4 astensioni, e tratta sostanzialmente di come aiutare gli Stati membri che si trovano ad affrontare un afflusso eccezionale di cittadini di Paesi terzi. Ok anche all’accordo sul regolamento sullo screening, che è stato approvato, così come il sistema centralizzato di informazioni sulle condanne, con 48 voti a favore, 16 contrari e 2 astensioni, In base al nuovo regolamento sullo screening, le persone che non soddisfano le condizioni per entrare nell’Ue saranno sottoposte a una procedura di screening pre ingresso, consistente nell’identificazione, raccolta di dati biometrici, controlli sanitari e di sicurezza, per un massimo di sette giorni.
È passato anche l’accordo sulle procedure comuni in tutta l’Ue per la concessione e la revoca della protezione internazionale, che andranno a sostituire le diverse procedure utilizzate nei vari Stati. Il cambio di passo è evidente: ci sarà un meccanismo di «filtraggio» dei migranti e una procedura accelerata alla frontiera per coloro che hanno statisticamente meno probabilità di ottenere l’asilo. Questa procedura si applicherà ai cittadini dei Paesi in cui il tasso di riconoscimento dello status di rifugiato da parte dell’Ue è inferiore al 20%. Sarà applicata anche alle famiglie con bambini di età inferiore ai dodici anni. Un’altra parte dell’accordo che ha avuto il via libera dalla commissione e che di certo segna una stretta, è l’accordo sulla nuova banca dati Eurodac, concepita in modo da identificare più efficacemente chi arriva illegalmente sul territorio Ue. Alle impronte digitali, infatti, si aggiungeranno le immagini facciali anche per i bambini dai sei anni in su. Le autorità saranno anche in grado di registrare se qualcuno potrebbe rappresentare una minaccia alla sicurezza o è stato violento o armato.
Per arrivare all’approvazione completa, manca ancora il via libera della plenaria e quindi l’ok definitivo del Consiglio. Sinistra e Ong, però, come detto sono già sul piede di guerra. Un’ottantina tra Ong e associazioni della società civile orientate a sinistra, avevano fatto circolare un appello contro l’accordo nelle ore precedenti al voto, per poi criticare il via libera della Commissione. Secondo queste, le nuove regole favoriranno la violazione dei diritti umani e le detenzioni. Sul fronte politico, il più duro è stato l’eurodeputato dem Pietro Bartolo, per il quale si tratta di un patto «inaccettabile», che «cede alle richieste di Orbán».
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