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I centri sociali spaccano la città? I progressisti accusano il governo
Ansa
Giornalisti e politici alla ricerca di «infiltrati», smentiti persino da Askatasuna.

Per farla breve: è colpa di tutti tranne che sei simpatici militanti del centro sociale. Nelle versioni fornite dalla sinistra italiana sui fatti di Torino dello scorso fine settimana ci sono ovviamente sfumature di diversa intensità, ma un comune denominatore: le forze oscure della reazione hanno tramato per trasformare un grande momento di festa democratica in un disastro con botte e martellate.

Una tesi molto diffusa è quella degli infiltrati. Storia vecchia, che si sente ripetere già dai tempi del G8 di Genova e ritorna ogni volta che ci sono scontri di strada. La sostiene ad esempio Luca Bottura, il fine umorista involontario, il quale spiega che a Torino come a Genova hanno agito «i fascisti» ovvero i violenti che menano e spaccano, cioè i famigerati black block. I quali manco a dirlo sono infiltrati, cioè manovrati, dagli agenti o dai servizi segreti. Fa sorridere, questa posizione, anche solo per il fatto che uno dei capi di Askatasuna, Nicola Gastini, ci tiene a specificare sui suoi profili social che il blocco nero non esiste, e che è una invenzione del sistema per depotenziare le rivolte e la legittima violenza politica delle masse.

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Domenico Furgiuele (Lega) spiega la proposta di legge contro l'immigrazione di massa e attacca le complicità del centrosinistra con i centri sociali.

La sinistra condanna le violenze. Poi però se la piglia con il governo
Ansa
All’inizio hanno taciuto. Dopo il video, però, i «coraggiosi» progressisti non potevano più e hanno denunciato il fatto sproloquiando sulla destra che strumentalizza. Avs: «Se non avessero sgomberato il centro sociale...».

Chi siano e quale sia la loro provenienza ideologica è più che chiaro a tutti, compresi i loro sponsor. Del resto, i metodi parlano per loro: attacchi dieci contro uno, calci a un agente a terra senza casco e, soprattutto, le martellate che fanno vero antifascista. Sono antagonisti dei centri sociali, caricatura del comunismo che fu, residui bellicosi di un passato sconfitto. Gente che accetta e alimenta il conflitto sociale solo se può stravincere giocando sporco, consapevole di avere le spalle politicamente coperte. Chi siano lo sanno tutti, ma indovinate a chi danno la colpa? Ai fascisti, alla destra. Sulle prime, come sempre, i coraggiosi progressisti hanno taciuto, sperando che le imprese dei loro protetti passassero sotto silenzio: dopo tutto il più delle volte finisce così.

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