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Lo psichiatra Tonino Cantelmi racconta dall’interno il caso della famiglia Trevallion: genitori descritti come presenti e affettuosi, bambini provati dalla separazione e una perizia che potrebbe fare chiarezza. Nell’intervista, Tonino Cantelmi solleva una domanda cruciale: quando la tutela dei minori diventa rigidità del sistema, chi protegge davvero le famiglie?

I fan dei clandestini chiedano scusa
Nel riquadro Aurora Livoli (Ansa)
Quando un uomo uccide una donna è di moda domandare ai maschi di fare ammenda. Per la sorte della povera Aurora Livoli dovrebbe farlo chi ha spalancato le frontiere.

È ormai abitudine che, dopo l’assassinio o l’aggressione di una donna, si levi la voce di qualche maschio famoso (attore, cantante, scrittore...) il quale si sente in dovere di scusarsi in quanto uomo. Ed è ormai da tempo prassi che politici e giornali progressisti pretendano una assunzione di responsabilità collettiva dei maschi in quanto maschi, con corredo di profonde riflessioni sulla decostruzione della mascolinità e l’abbattimento del patriarcato. Viene allora da domandarsi dove siano ora tutti questi aspiranti capri espiatori. Sappiamo ormai da qualche giorno che la povera Aurora Livoli è stata molto probabilmente aggredita e uccisa da un peruviano di 57 anni, tale Emilio Gabriel Valdez Velazco, che aveva già commesso almeno altre tre violenze sessuali (una nel 2019 per cui era stato condannato a nove anni di carcere) e aveva altri precedenti penali. Entrato in Italia nel 2017, nel 2019 è divenuto irregolare ed è rimasto da allora in Italia nonostante ben due decreti espulsivi, di cui uno con accompagnamento coatto alla frontiera.

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Che pena l’indignazione a corrente alternata
Alan Friedman (Ansa)
I giornali progressisti frignano per l’interventismo della Casa Bianca su Caracas e vanno in tilt: puntano il dito sull’uso della forza, pur sapendo che è stato rivolto verso un dittatore sanguinario. Con un paradosso: si ritrovano (proprio loro) a difendere la sovranità.

Sono sempre tutti velocissimi e lestissimi a stigmatizzare il gangsterismo altrui. Lo fa, con i consueti toni moderati, Alan Friedman sulla Stampa, spiegando che Donald Trump è decisamente peggiore di tutti i precedenti inquilini della Casa Bianca a partire da Teddy Roosevelt, maestro di imperialismo e interventismo. The Donald, dice Friedman, ha trasformato gli Usa «da poliziotto occasionale a gangster globale». Gianni Riotta e Concita De Gregorio, su Repubblica, si muovono con passi appena più felpati sulla stessa linea. Il primo rimpiange «il saggio Harry Truman che guida alla democrazia Germania, Giappone e Italia» (sorvoliamo sulle bombe atomiche e i bombardamenti di Dresda che gli Stati Uniti utilizzarono per giungere alla splendida alba democratica).

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