Antonio Grizzuti
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Sballate le ultime 14 previsioni Ue, ecco perché non dobbiamo temerle

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La Commissione valuta in negativo tutti i nostri parametri: crescita giù, debito invariato e deficit oltre il 3%. I cervelloni di Bruxelles, però, sono abbonati all'errore. Nell'ultimo lustro ci hanno azzeccato solo una volta.
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Tanta caciara sulle nostre banche ma stanno meglio di Deutsche bank

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  • Tutti gli istituti europei passano gli stress test di Eba e Bce. Per Intesa, Unicredit, Ubi e Banco Bpm risultati migliori del colosso tedesco. In fondo alla classifica le inglesi. Piazza Affari fa +1,07%, lo spread scende a 287.
  • A Parigi sale il deficit ma l'Europa pensa solo a punire l'Italia. Dieci nazioni del Nord chiedono di rivedere il fondo salvastati: «Avvertimento per Roma». Silenzio invece sui conti francesi.

Lo speciale contiene due articoli.

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Schiaffo ai profeti di sventura: spread giù

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  • Dopo la conferma del rating di S&P; il differenziale scende a 297 (dai 309 di venerdì). Influisce pure il balzo dei rendimenti dei Bund legato ai guai della Merkel. Piazza Affari, con un +1,9%, è la migliore d'Europa. E «Repubblica» e soci si rimangiano gli anatemi.
  • È la corsa a liberarsi degli Npl, imposta dalla Vigilanza europea, ad aver messo in difficoltà gli istituti: i guadagni sono stati limitati, il business lo hanno fatto altri. E i prestiti alle imprese? Rimasti al palo.
  • Nell'ultima bozza aliquota fissa al 15% per le lezioni private. Alle famiglie numerose concessioni gratuite di campi da coltivare. Reddito e quota 100 in due ddl distinti.

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Ma quale discriminazione. In tv gli omosessuali sono sovrarappresentati

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  • Lo dicono le stesse associazioni di categoria: mai come quest'anno i media sono arcobaleno. Lamentarsi, però, è utile a spillare più soldi e a condurre lotte politiche.
  • Dalla proiezione di 42 film in Lituania (oltre alla pièce «Trans Trans Trance») ai talk show sui queer e ancora campagne sulla diversità sessuale in Cina e in Colombia. Basta il marchio Lgbt e arrivano i fondi.

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Standard and Poor’s tergiversa sull'Italia e ributta la palla nel campo della politica

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L'intricatissimo risiko partito ormai un mese fa, a seguito della decisione del governo di innalzare il deficit al 2,4% sul Pil, si è arricchito di un'altra, importante mossa. Nella tarda serata di ieri (le comunicazioni «price sensitive» vanno sempre date a mercati chiusi) l'agenzia Standar & Poor's ha emesso il suo verdetto sul rating del debito pubblico italiano. Nessuna particolare sopresa, a dire il vero. La decisione di lasciare invariato il giudizio complessivo (la «tripla B») e peggiorare l'outlook (cioè la previsione per il futuro) da «stabile» a «negativo» era ampiamente prevista. L'agenzia ha comunque avvisato che, nel medio termine, il donwgrade potrebbe arrivare se l'economia reale dovesse divergere significativamente dalle stime contenute nel report.

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Draghi ammette: lo spread è guerra politica

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  • Scambio a distanza con Paolo Savona. Il capo della Bce: «Sono ottimista su un accordo tra Italia e Commissione Ue, ma sui titoli di Stato contano le scelte fiscali». Il ministro: «Non cambieremo la manovra, è suo compito intervenire per tutelare la stabilità».
  • Il commissario transalpino calpestò le regole dell'Unione da ministro. Il vicepresidente lettone era campione nel debito.

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«Basta forzature. La scuola non è fatta per indottrinare». Segnalateci i volumi che portano l’ideologia dentro le classi

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  • Il ministro dell'Istruzione interviene sul caso Lodi: «Troppe strumentalizzazioni». E spiega: «In aula non si faccia politica».
  • Alessandro Manzoni sfruttato per attaccare i no euro, Ugo Foscolo paragonato ai sessantottini: i testi didattici sono pieni di bestialità. Scriveteci per indicarci altri casi clamorosi.
  • Il libro racconta che la tolleranza fu «una delle migliori qualità» dell'impero islamico. E aggiunge che «ad accogliere ci guadagniamo tutti», come dimostra l'esempio del bravissimo Domenico Lucano.

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Le borse di studio promesse da Mister Forbici? Al momento non esistono

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  • I concorsi non ancora banditi. E in ogni caso i 6.500 euro a puntata pagati dalla Rai a Carlo Cottarelli non andranno ai giovani bisognosi, ma ai ricercatori dell'Osservatorio diretto dal prof.
  • Parla l'ex commissario alla spending review, ospite fisso in tv da Fabio Fazio e fondatore del centro ricerche alla Cattolica: «Non conosco la contabilità nei dettagli. Nuovi contratti? Due o tre. E io aspetto la cattedra straordinaria per chiara fama».

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La sbandata record sul deficit l’ha fatta Parigi

Per Bruxelles il nostro scostamento dell'1,5% rispetto al Patto di stabilità è senza precedenti. Ma la storia dell'Ue è zeppa di sforamenti. Il più clamoroso ha riguardato la Francia: nel 2009 ha infranto le norme europee dell'1,9%. E non vuole smettere.
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Banca etica punta milioni sull’esodo biblico

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Non solo la Mediterranea, la nave taxi dei Vip: l'istituto presta fondi a molte iniziative per gli stranieri. E giudica «gravissimo e miope» l'intento del governo di smantellare il sistema Sprar, «un'occasione di crescita collettiva» che «porta ricavi alle piccole imprese locali».