Ansa
Un lettore parla di «metamorfosi» del nostro giornale, ma non siamo ammattiti: condanniamo i crimini del Cremlino e allo stesso tempo diffidiamo di chi vuol trascinarci in un conflitto che ci sarebbe fatale.
La risposta di Maurizio Belpietro: «Caro Antonello, ovviamente tu sei libero di pensare di Maurizio Gasparri, come di qualsiasi altro politico, ciò che vuoi, e pure di scriverlo. E di certo non mi metterò io a discutere dei torti e delle ragioni del senatore di Forza Italia, il quale credo sia abituato alle critiche e anche alle repliche. Tuttavia, permettimi di dirti una cosa: per spiegare che la frase in cui dicevi che Gasparri suscita in te un desiderio di «pulizia etnica (intellettuale)» non era da prendere alla lettera, perché scherzavi, non c'era bisogno di scrivere una pagina. Bastava una riga: scusate, ho scritto una cazzata. Succede anche ai migliori».