Anniversario difficile per il M5s, che ieri si è ritrovato con un nuovo attacco del fondatore Beppe Grillo, ma soprattutto con la grana Scarpinato.
Fdi chiede la sostituzione di Scarpinato
Nella richiesta di archiviazione del filone dell’inchiesta sulle stragi del 1992 legato al dossier Mafia-appalti sono infatti particolarmente dure le parole del gip di Caltanissetta nei confronti di Roberto Scarpinato, senatore M5s. «È doveroso segnalare l’attività depistante posta in essere dal senatore del M5s Scarpinato nei confronti del dott. Natoli», scrive il gip.
I capigruppo di Camera e Senato Galeazzo Bignami e Lucio Malan, in una lettera indirizzata ai capigruppo di Camera e Senato del M5s Ricciardi e Pirondini, e alla presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo, hanno chiesto di sostituire Scarpinato nella Commissione con un altro esponente del M5s.
«È del tutto evidente l’impossibilità di lavorare per la Commissione con serenità, oltre che a tutelarne la piena attendibilità istituzionale agli occhi dell’opinione pubblica, se tra i suoi componenti siede chi un giudice della Repubblica ha indicato come autore di un’attività depistante proprio sui fatti che la Commissione indaga».
Scarpinato: «Non mi arrenderò mai»
Ma Scarpinato contrattacca: «L’affermazione secondo cui avrei portato avanti un’attività depistante è non solo gravemente falsa ma essa stessa depistante» e parla di «bullismo politico», aggiungendo che il provvedimento del gip rafforza gli attacchi politici nei suoi confronti.
Il senatore ribadisce: «Non mi arrenderò mai».
In sua difesa arriva subito Giuseppe Conte: «Cari Fratelli d’Italia, permettetemi di essere franco: siete proprio spudorati! Chiedete le dimissioni di Scarpinato perché la Procura di Caltanissetta ha origliato una trentina di sue conversazioni con il suo collega Natoli, nel corso delle quali lo incitava a riferire in Commissione Antimafia tutto quel che sapeva. Vi ricordo che tutte quelle intercettazioni a un senatore sono state fatte senza autorizzazione di Palazzo Madama. A questo proposito ho da porvi una domanda: perché avete scudato le chat tra il vostro Delmastro e il prestanome del clan camorristico Senese?».
Come lui, i due capigruppo pentastellati, Pirondini e Ricciardi: «Pretendete di darci lezioni di rispetto delle istituzioni mentre la vostra maggioranza tiene sotto chiave le chat di Delmastro e un prestanome della Camorra come Caroccia. Qualsiasi persona di buon senso avrebbe utilizzato maggiore prudenza, evidentemente la vergogna non è un sentimento coltivato a via della Scrofa».
Grillo attacca il M5s e la giunta Todde
L’altro attacco morale e politico al Movimento è arrivato dal fondatore, Beppe Grillo, che ha richiamato i valori originali ispirati a San Francesco.
Grillo ultimamente è tornato «visibile», lasciando trapelare che il suo impegno in politica non è affatto finito. E ieri, dopo aver già attaccato Giuseppe Conte e lo stesso M5s, Grillo ha lanciato un’altra stoccata a chi, secondo lui, ha abiurato ai propri valori fondanti, scrivendo sul suo blog contro la giunta della Sardegna, M5s-Pd, guidata dalla pentastellata Alessandra Todde, e contro la cosiddetta «legge poltronificio», norma che consentiva incarichi fiduciari con compensi in certi casi superiori a quelli dei parlamentari, approvata nel 2021 dalla giunta di centrodestra guidata da Christian Solinas.
All’epoca M5s e Pd la contestarono, stimando un aggravio di almeno 6 milioni di euro per le casse regionali, sottratti a sanità, famiglie e sviluppo.
«È stata effettivamente abolita? No, è stata sfruttata. Proprio da chi la voleva abolire», scrive Grillo. E l’ex comico pubblica nome dopo nome i principali incarichi e consulenze d’oro assegnati dalla giunta, ma il colpo finale è al suo «irriconoscibile» ex Movimento: «Ai valori e principi di San Francesco era ispirata una forza politica, fondata proprio il 4 di Ottobre 2009 (il M5s, ndr). Oggi (ieri, ndr) è il 4 Ottobre. E tutto va bene. Perché nessuno dice nulla sui principi e valori di San Francesco. E il problema è proprio questo qui».
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