- Il ministro alla Salute Usa ha licenziato i vertici che gestirono la profilassi di massa. E, malgrado le proteste, ha tirato dritto…
- L’ex capo del Comitato tecnico scientifico è stato audito dalla bicamerale e ha elogiato il proprio operato: «Siamo stati bravissimi». Buonguerrieri (Fdi): «Conte ha mentito».
Lo speciale contiene due articoli.
Il tormentone sui due esperti Paolo Bellavite ed Eugenio Serravalle, nominati e poi cacciati dal comitato vaccini italiano Nitag (nonostante rappresentassero una netta minoranza rispetto agli altri 20 esperti pro vax) a causa del loro scetticismo sui cosiddetti vaccini anti Covid, non è stato altro che la copia riuscita male di quanto sta invece realizzando Robert F. Kennedy negli Stati Uniti. Il segretario di Stato alla salute Usa, infatti, sta portando a termine un importante repulisti della cupola sanitaria made in Usa cominciando proprio dai vertici della commissione vaccini Acip (Advisory committee on immunization practices), equivalente al nostro Nitag. Ma, a differenza di Schillaci, non si è rimangiato le proprie decisioni e, anzi, le ha difese vigorosamente anche la settimana scorsa davanti al Senato.
A giugno Kennedy ha licenziato in blocco i 17 mammasantissima della commissione, che da anni facevano il bello e il cattivo tempo nei Cdc (Centers for disease control), l’ente governativo americano responsabile delle principali raccomandazioni sanitarie, «approvando in automatico qualsiasi vaccino», ha denunciato Kennedy, anziché offrire consigli oggettivi basati su prove scientifiche. Poi, ha rimosso i funzionari di carriera incaricati di controllare i membri dell’Acip e supervisionare il gruppo consultivo. Sempre a giugno, ha nominato otto nuovi consulenti per i vaccini, scegliendo scienziati autorevoli come Martin Kulldorff – epidemiologo, coautore della Great Barrington Declaration insieme con Jay Bhattacharya (successore di Fauci e Collins al Nih, l’Istituto superiore di Sanità Usa) e docente di biostatistica ad Harvard prima di licenziarsi in polemica con il prestigioso ateneo per le politiche sui vaccini anti Covid -, Robert Malone, il papà dei vaccini a mRna, Cody Meissner, professore ordinario di pediatria e già consulente di Fda, Cdc e Acip e Retsef Levi, esperto di analisi sanitarie, gestione del rischio e sicurezza dei vaccini presso la Mit Sloan school of management.
A fine agosto, Kennedy ha licenziato la direttrice dei Cdc Susan Monarez. E adesso, secondo il Washington Post, il ministro della Salute sta completando il panel con un’infornata di altri sette esperti (che, come da copione, sono già stati etichettati da media e scienza «ufficiale» come «no vax»).
Il nipote di JFK, insomma, ha preso il toro per le corna con l’obiettivo di «rendere l’America di nuovo sana», come annunciato in campagna elettorale, e sta decapitando i vertici delle istituzioni sanitarie che hanno reso l’America un Paese di malati cronici. Una per tutte, la commissione Acip: afflitta da persistenti conflitti di interesse, non ha mai emanato una raccomandazione contraria ad alcun vaccino, neanche contro quelli poi ritirati perché non sicuri, non ha approfondito gli studi sui vaccini destinati a bambini e donne in gravidanza e si riunisce a porte chiuse, violando ogni principio legale ed etico di trasparenza, ha denunciato Kennedy. A nulla sono valse le proteste dei baroni della medicina: «I commissari hanno promosso prodotti sui quali avevano interessi economici e i Cdc hanno concesso deroghe alle norme sul conflitto d’interessi a ogni commissario», ha obiettato Kennedy. Ed è tutto stramaledettamente vero.
La scorsa settimana, un’agguerrita commissione finanze del Senato ha provato a tendergli un’imboscata presentando in audizione la «lista dei suoi passi falsi» nei primi 200 giorni da ministro: un presunto cahier des doléances che includeva anche l’aver indossato jeans sotto il sole cocente dell’Arizona in violazione alla raccomandazione dei Cdc di «portare abiti larghi e leggeri» quando fa molto caldo: volevano, insomma, che si dimettesse prima ancora che si fosse seduto a rispondere. La discussione, come prevedibile, si è infiammata proprio quando a Kennedy è stato chiesto di rendere conto delle nomine nell’Acip, «riempito di no vax e cospirazionisti inesperti» secondo i democratici, «come Robert Malone». Ma il ministro, a differenza di Schillaci, ha difeso le sue nomine. «Il dottor Malone è uno degli inventori del vaccino mRna», ha risposto serafico Kennedy. Non andava bene neanche l’epidemiologo di Harvard Martin Kulldorff, ora presidente del nuovo Acip: «È stato ghettizzato durante il Covid per essersi opposto agli obblighi vaccinali e aver messo in discussione i richiami. Quella è stata la vera politicizzazione», ha puntualizzato Kennedy. «Raccomandare vaccini senza sufficienti evidenze scientifiche», ha detto, «è politica, non è scienza. C’è una grande differenza», ha replicato a Bernie Sanders, «tra la scienza consolidata e l’establishment scientifico, che è stato cooptato dall’industria farmaceutica». Il re è nudo, insomma, e a dirlo è stato proprio Kennedy.
«Senatore, da quanti decenni è seduto su quella poltrona?», ha chiesto al democratico Ron Wyden, che lo accusava di provocare la morte dei bambini rendendo i vaccini meno accessibili, «lei è lì da 20, 25 anni e nel frattempo le malattie croniche nei nostri figli sono salite al 76% e lei non ha mai battuto ciglio». Una domanda che i baroni della cupola italiana non si pongono da troppo tempo.
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