Flop dei vaccini, decessi e dubbi sui più giovani: i tecnici nascosero tutto
Ansa
Le carte di «Fuori dal coro»: Gianni Rezza sapeva dall’Aifa degli inoculati infettati, ma nessuno intervenne. E sulle dosi agli adolescenti l’Agenzia era titubante.

Il celebre slogan di Mario Draghi, «Non ti vaccini: ti ammali, muori, oppure fai morire. Non ti vaccini: ti ammali, contagi, lui o lei muore», risale a luglio 2021. Su questa menzogna si è basata tutta la politica di privazioni e restrizioni della libertà per chi aveva scelto di non sottoporsi alle iniezioni. Su questo principio privo di fondamento i non vaccinati sono stati insultati e perseguitati come untori. Eppure già da molti mesi prima si sapeva che era tutta una falsità. La prova è stata mostrata ieri sera in esclusiva a Fuori dal coro, il programma condotto da Mario Giordano su Rete 4.

È il 24 febbraio 2021, la campagna vaccinale è iniziata da pochi di mesi, ma all’Agenzia del farmaco sono preoccupati per i vaccinati che si stanno contagiando. Nel documento interno dell’Aifa si legge: «Questa agenzia intende rappresentare la propria preoccupazione per i casi di positività tra operatori sanitari sottoposti a vaccinazione». Nella lettera si chiede un monitoraggio su questo fenomeno noto come «fallimento vaccinale», infatti qualche riga più in basso c’è scritto: «Il fallimento vaccinale rappresenta un evento avverso di primaria importanza». E proprio per questo l’Aifa decide di scrivere a Gianni Rezza, del ministero della Salute, una «letterina» (così viene chiamata) per informarlo che i vaccinati si stavano infettando. A questo punto è legittimo chiedersi: ma se già a febbraio 2021 il fallimento vaccinale era talmente evidente da preoccupare la stessa Aifa, perché essa ha cercato di mettere tutto a tacere?

Dopo solo dieci giorni, dalla Toscana arriva un allarme. È il 4 marzo 2021 e la Regione scrive all’Aifa: «Abbiamo riscontrato cinque schede di segnalazioni di inefficacia del vaccino». Gli esperti toscani sono preoccupati, chiedono di classificare questa reazione come «grave». Ma l’Aifa dice di no.

In un altro documento esclusivo mostrato ieri sera c’è la risposta dell’Aifa: «In mancanza di una definizione, non riteniamo opportuno inserire farmaco inefficace e il relativo upgrade di gravità». Insomma, per l’Agenzia non deve essere considerato né il fallimento vaccinale, né un evento grave. Ma come è possibile? Eppure appena dieci giorni prima gli esperti erano talmente preoccupati da coinvolgere il ministero della Salute, definendo il fallimento vaccinale come un «evento di primaria importanza». Perché allora dare indicazioni completamente diverse alla Toscana?

Ma non finisce qui. In quel periodo diverse Regioni si accorgono che i vaccinati si stavano contagiando e quindi segnalano l’accaduto all’Aifa, proprio come la Toscana. Arrivano comunicazioni anche da Liguria e Puglia, eppure la risposta dell’Agenzia del farmaco non cambia: «L’interpretazione di inefficacia è al momento difficoltosa». Tutti questi dubbi però poche settimane prima non li avevano, anche perché scrivevano: «Il fallimento vaccinale rappresenta un evento avverso di primaria importanza». Per quanto abbiano cercato di mettere tutto a tacere, le prove della mancanza di efficacia sono emerse comunque con il passare del tempo, quando sempre più vaccinati hanno iniziato a contagiarsi e a contagiare. Come è successo a Fabio La Falce, farmacista ospedaliero che si è infettato dopo la seconda dose di vaccino. «Ho fatto due dosi di vaccino, ma poi ho preso il Covid», ci racconta. «Non ho fatto la terza dose perché ero guarito, ma sono stato sospeso». Perché allora sospendere chi non si era vaccinato se già si sapeva che anche i vaccinati potevano contagiarsi e contagiare?

A quanto pare l’Aifa non era preoccupata solo dei fallimenti vaccinali, ma anche degli effetti della vaccinazione sui ragazzi. Nel documento mostrato ieri a Fuori dal coro, emergono i dubbi dell’Agenzia.

È il primo luglio 2021, da circa un mese è iniziata la vaccinazione con Pfizer per gli adolescenti dai 12 anni in su. Una funzionaria propone di pubblicare un grafico per mostrare che non c’erano effetti collaterali gravi. E così scrive: «Stavo pensando a qualcosa sugli adolescenti» e poi allega un disegno in cui vengono indicate le reazioni avverse di lieve entità, come febbre, dolori muscolari, brividi e dolori nel punto di inoculo. L’obiettivo è tranquillizzare i ragazzi e i loro genitori, per incoraggiare la vaccinazione. Però all’Aifa c’è chi non è convinto e scrive: «Per gli adolescenti non vogliamo spingere sulla loro vaccinazione». Una frase che fa sorgere a noi qualche preoccupazione e diversi dubbi: come mai l’Agenzia non vuole spingere sulla vaccinazione degli adolescenti? Eppure in quel periodo fioccavano gli appelli a vaccinare i ragazzi, come l’intervento alla Camera del 19 maggio 2021 di Roberto Speranza: «La vaccinazione per le fasce più giovani è assolutamente strategica».

E non è tutto. Ieri è stato mostrato anche un altro documento esclusivo: la bozza del quinto rapporto sulla sicurezza dei vaccini. In un paragrafo si parla di esiti fatali dopo il secondo inoculo e un esperto scrive: «Al momento c’è incertezza sulla frequenza delle reazioni ad esito fatale nei soggetti dopo la seconda dose». Una frase forte, tanto che un funzionario scrive: «Il dato è preoccupante, lo toglierei». In un colpo vengono cancellate anche le preoccupazioni sui decessi dopo la seconda dose, con buona pace della trasparenza.

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