Londra molla le restrizioni. Qui preparano l’assalto finale
  • Il ministro inglese: «Togliere le libertà è l’extrema ratio. Avremo altri contagi ma col virus si può convivere». Roberto Speranza & C. decisi a rovinare la vita a tutti senza motivo: super green pass al lavoro e Dad per non vaccinati.
  • Allargare la card rafforzata a tutti i settori lascerebbe senza stipendio quasi 3 milioni di persone. Assenze che paralizzerebbero il Paese e causerebbero il caos normativo.

Lo speciale contiene due articoli.

La partita per il Quirinale, collegata direttamente a quella del nuovo governo se Mario Draghi dovesse essere eletto presidente della Repubblica, inizia il prossimo 5 gennaio. Un paio di settimane prima dell’inizio delle votazioni per eleggere il successore di Sergio Mattarella (salvo un clamoroso bis) è in programma infatti un Consiglio dei ministri che si annuncia assai incandescente, e che rappresenta i tempi supplementari di quello dello scorso 29 dicembre, quando Lega e M5s hanno fatto saltare, con la loro ferma opposizione in cabina di regia, il preconsiglio che vede presenti i capi delegazione di tutti i partiti di maggioranza, l’idea di estendere il super green pass a tutto il mondo del lavoro, a partire dai dipendenti della pubblica amministrazione, oltre quelli della sanità, della scuola e del comparto sicurezza, dove l’obbligo del certificato verde rafforzato è già in vigore. In questi giorni, Pd, Leu e Italia viva hanno manifestato pubblicamente la loro posizione a favore dell’obbligo vaccinale: i renziani hanno lanciato una petizione a favore di questa soluzione, la più drastica tra quelle possibili. Forza Italia resta in mezzo al guado: Silvio Berlusconi è stato uno dei primi leader politici italiani a dirsi favorevole all’obbligo vaccinale, ma ora c’è da tenere innanzitutto unito il centrodestra, perché il Cav vuole giocarsi fino in fondo la partita per il Colle, e Lega e Fratelli d’Italia sono nettamente contrari. «Certezze non ne abbiamo», dice alla Verità uno dei massimi esponenti del governo, «credo che Draghi ci proporrà il super green pass per il pubblico impiego e non altro. Onestamente nessuno se la sente di dire: “io ho la verità in tasca”. Tutti noi», aggiunge la fonte, «abbiamo mille dubbi su cosa sia meglio fare».

La proposta di rendere obbligatorio il super green pass, ovvero quello che si ottiene con il vaccino o la guarigione ma non con il tampone, solo per il pubblico impiego, sarebbe una mediazione che potrebbe accontentare tutti, ma anche nessuno. Scontato il «no» della Lega, molto probabile anche quello del M5s: «Terremo la stessa linea della volta scorsa», anticipa alla Verità un big pentastellato, «non facciamo barricate ma non ne capiamo la ragione». Tra l’altro, l’estensione del super green pass solo al pubblico impiego non darebbe risposte al pressing di Confindustria che chiede l’obbligo vaccinale per tutti: il leader Carlo Bonomi ha più volte espresso questa linea, anche in maniera ruvida, perché col dilagare dei contagi le aziende si ritrovano a fare i conti con defezioni a raffica, tra positivi e quarantene. Draghi è in un imbuto, per la prima volta, e c’è il serio rischio che una frattura profonda nella variegata coalizione che lo sostiene, su un tema così delicato, vada a compromettere sia le sue chance di diventare Capo dello Stato sia le probabilità, in questo caso, di tenere unita la maggioranza con un altro premier.

Mentre in Italia si discute su quali altre restrizioni introdurre, c’è chi agisce in maniera profondamente diversa. È il caso della Gran Bretagna, che inaugura il 2022 all’insegna della convivenza con il Covid e del ritorno alla vita. «Le restrizioni alla libertà devono essere l’ultima risorsa», scrive il ministro della Salute inglese, Sajid Javid, in un editoriale sul Daily Mail, «e i britannici dovranno imparare a vivere insieme al Covid nel 2022. È inevitabile che vedremo ancora un grande aumento di casi di coronavirus il mese prossimo, e a causa dello sfasamento temporale tra infezioni e ricoveri vedremo ancora un grande aumento di persone che hanno bisogno di cure da parte del nostro sistema sanitario nazionale. Tuttavia, i numeri nelle unità di terapia intensiva sono stabili», aggiunge Javid, «e non seguono attualmente la traiettoria che abbiamo visto in questo periodo l’anno scorso durante l’ondata Alpha. Di conseguenza, abbiamo deciso di non mettere in atto ulteriori misure prima di questo nuovo anno e abbiamo accolto il 2022 con alcune delle misure meno restrittive in Europa. Le restrizioni alla nostra libertà devono essere l’ultima risorsa», ribadisce Javid, «e il popolo britannico si aspetta giustamente che facciamo tutto ciò che è in nostro potere per evitarle. Per aiutarci a raggiungere questo obiettivo, abbiamo costruito tre linee di difesa che, prese insieme, sono tra le più profonde e forti del mondo.

La prima», argomenta Javid, «naturalmente, è il programma di vaccinazione; in secondo luogo, abbiamo costruito un’enorme infrastruttura di test; la nostra terza linea di difesa sono le cure, e abbiamo il programma di antivirali più avanzato in Europa. La Medicines and Healthcare products Regulatory Agency (l’agenzia inglese di regolazione dei farmaci, ndr) ha approvato il Paxlovid, un trattamento antivirale all’avanguardia. Il Paxlovid si unirà a una serie di trattamenti Covid-19 che stiamo rendendo disponibili. Queste tre linee di difesa», sottolinea Javid, «terranno un gran numero di persone fuori dagli ospedali». Vaccini, test e cure: la ricetta inglese per uscire dal tunnel.


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