- La Meloni procede sulla via degli accordi extra Ue e firma un’intesa da un miliardo di euro sulle rinnovabili, che raggiungeranno il nostro Paese per via sottomarina. Siparietto col premier Rama, che si inginocchia e le regala un foulard per il compleanno.
- Newcleo sigla un accordo da 3,2 miliardi con due aziende di Bratislava per la realizzazione di impianti nucleari. Urso: «Deve avvenire pure qui».
Lo speciale contiene due articoli.
Giorgia Meloni procede spedita sulla strada degli accordi bilaterali o trilaterali, come nel caso di quello sottoscritto ieri con gli Emirati Arabi Uniti (Eau) e l’Albania per rafforzare la cooperazione «nel settore delle energie rinnovabili e delle infrastrutture energetiche».
Il presidente del Consiglio si muove, dunque, attraverso intese raggiunte fuori dall’orbita dell’Unione europea. Ed è tornata a proporre l’Italia come hub energetico dal Medio Oriente, dove è volata nel giorno del suo 48esimo compleanno insieme ai ministri dell’Ambiente e dell’Agricoltura e con una delegazione in cui c’è anche Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Enel, unica azienda del settore energia presente nel Paese. Il premier è intervenuto al World Future Energy Summit e ha incontrato il presidente degli Eau, Mohamed bin Zayed. Ma la trasferta è iniziata con la firma dell’accordo con Emirati e Albania che si concentra sulle rinnovabili e sulle infrastrutture, perché, ha sottolineato Meloni, «la transizione è la vera sfida del nostro tempo». Per farla servono le tecnologie giuste, l’energia e le materie critiche. Le interconnessioni, osserva, saranno la «pietra miliare di una democrazia energetica che genererà benefici per tutti». Nulla di tutto questo però è possibile senza una buona cooperazione con il resto del mondo e il nostro Paese è «una piattaforma naturale» nel Mediterraneo, ha ribadito il presidente del Consiglio intervenendo dal palco, che ci permette di «agire come hub di approvvigionamento e distribuzione» tra le due sponde del Mare Nostrum. La transizione a cui pensa il presidente del Consiglio è una decarbonizzazione che non si traduca in desertificazione economica e industriale: «La comunità internazionale si è data obiettivi importanti», ricorda, osservando che però sono molto lontani dall’essere raggiunti. «Questo non ci deve spaventare e non dobbiamo fare passi indietro, ma ci deve portare a una logica diversa: bisogna rifiutare un approccio ideologico verso un tema che non ha niente a che fare con l’ideologia». Meloni ha anche sottolineato che «la fusione nucleare può produrre energia pulita, sicura e illimitata e trasformare l’energia da un’arma geopolitica a una risorsa accessibile che può cambiare la storia. L’Italia sta giocando il suo ruolo in questa direzione».
Il documento firmato con Albania e Emirati individua le principali aree di cooperazione tra i tre Paesi, compresa la realizzazione di progetti di energia rinnovabile su scala gigawatt in Albania, in particolare sul solare fotovoltaico, l’eolico e soluzioni ibride con potenziale accumulo di batterie. Una parte significativa di questa energia rinnovabile sarà trasmessa all’Italia. I governi dei tre Paesi promuovono la realizzazione in Albania di impianti per la produzione di energia rinnovabile, vengono previsti accordi di fornitura tra operatori italiani e produttori albanesi. L’energia prodotta da fonti rinnovabili in Albania verrà quindi trasportata anche in Italia. A illustrare l’intesa è stato il primo ministro albanese, Edi Rama che è stato anche protagonista di un siparietto con la stessa Meloni: all’arrivo di quest’ultima all’Adnec Centre di Abu Dhabi, si è inginocchiato, le ha intonato «tanti auguri a te» e poi le ha regalato un foulard realizzato da un imprenditore italiano trasferitosi in Albania e diventato cittadino albanese.
Tornando all’accordo, il valore dell’investimento è di circa un miliardo, «è un accordo importante, porterà più energia dall’Albania all’Italia e anche perché dal 2026 entrerà in vigore una nuova legge europea sulle rinnovabili. L’Albania è al 100% con l’energia rinnovabile, ora stiamo diversificando con il solare», ha detto, «l’accordo penso sia operativo al massimo tra tre anni, sono stati fatti degli studi, credo che collegherà il tratto tra Valona e la Puglia». Il patto, secondo quanto si apprende, ha un orizzonte di cinque anni. I governi, sempre secondo le stesse fonti, sosterranno la realizzazione in Albania di impianti per la produzione di energia rinnovabile fino a 3 GW e la realizzazione di un interconnector per la trasmissione di 1 GW tra l’Albania e l’Italia. L’accordo, quindi, definisce le principali aree di cooperazione «con particolare attenzione al fotovoltaico solare, all’eolico e a soluzioni ibride con potenziale di accumulo tramite batterie», si sottolinea in un comunicato congiunto.
La visita emiratina del governo è, inoltre, servita per lo sviluppo dell’agricoltura: in un bilaterale tra Lollobrigida e il ministro del Commercio Estero, Thani bin Ahmed Al Zeyoudi, è stato preso l’impegno a rafforzare le relazioni tra i Paesi, incrementando i rapporti commerciali con le aziende italiane. Tra i settori chiave individuati le produzioni di qualità, la capacità di ricerca, le catene alimentari e le innovazioni tecnologiche, ambiti in cui l’Italia rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale. Un focus particolare è stato dedicato al settore del riso, con l’obiettivo di aumentare le importazioni dall’Italia.
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