Schermaglie tra vannacciani e maggioranza. Prima i seguaci dell’ex generale, Roberto Vannacci, votano contro la legge elettorale, forse più per salvare le apparenze che per il merito in sé, poi aprono al governo lasciando intendere che esista uno spiraglio di dialogo per una possibile alleanza in vista delle elezioni.
Sebbene il loro voto fosse evidentemente superfluo, ai fini del via libera finale alla legge da parte della Camera, la mossa dei vannacciani non è stata ben vista dalla maggioranza che, per certi aspetti, l’ha interpretata come un affronto.
Ziello apre al dialogo con la maggioranza
Per i vannacciani interviene Edoardo Ziello. Il deputato di Futuro nazionale conferma questa strategia un po’ arruffata: «Con rammarico, siamo costretti a votare contro, avremmo voluto votare a favore, ma con questi contenuti, per un partito di destra vera, non è possibile. Siamo uniti all’epilogo di una battaglia che Futuro nazionale in parte ha perso e in parte ha vinto, perché nel testo originario non c’era traccia delle preferenze ma continua ad esserci l’alternanza di genere, i capilista bloccati. Questo provvedimento si occupa solo di garantire le posizioni di alcuni, per garantirsi la poltrona nella prossima legislatura. Ma siamo anche pronti a un dialogo, perché per noi la priorità è non far tornare a guidare la nazione i vari Bonelli, Fratoianni, Conte, Schlein. È arrivato il momento di iniziare un’interlocuzione seria per capire se ci sono le condizioni per quest’alleanza».
Il Corriere della Sera scrive che Rossano Sasso di Fn, nel cortile della Camera, intona Franco tiratore, noto brano della musica alternativa di destra italiana del 1978. I vannacciani sono irritati per la bocciatura di un ordine del giorno di Emanuele Pozzolo sull’ineleggibilità temporanea di presidenti e assessori regionali «per par condicio».
Ravetto attacca Meloni, Donzelli replica
Meno accondiscendente è la deputata di Fn Laura Ravetto, ospite a Start su Sky Tg24, la quale si rivolge direttamente a Giorgia Meloni con toni poco concilianti: «È abbastanza curioso che il presidente Meloni e i suoi emissari continuino a chiudere le porte verso Futuro nazionale. Continuando così si assumeranno la responsabilità di consegnare il Paese alla sinistra. Siamo stabilmente la quarta forza politica del Paese, abbiamo superato la Lega ma anche Forza Italia e siamo l’elemento fondamentale per non consegnare il Paese alla sinistra».
Le risponde a stretto giro il deputato di Fdi Giovanni Donzelli: «Ci serve Vannacci per vincere? Non lo so, vedo che continuano a votare con Pd, M5s e Avs. Noi pensiamo a governare gli italiani, queste dinamiche di palazzo non ci interessano».
Anche Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, chiude le porte in faccia a Vannacci dalle pagine del Foglio: «Vannacci è come Conte, un Barbapapà. Non ci alleiamo con lui».
I sondaggi e il peso di Futuro nazionale
Eppure, secondo l’ultima simulazione di Youtrend, con lo Stabilicum oggi il centrodestra potrebbe vincere solo se includesse Futuro nazionale in coalizione. Ma una rilevazione di Emg evidenzia, per la prima volta, il sorpasso della Lega proprio su Fn (7,5% contro 6,5%). Se Futuro nazionale corresse da solo, il quadro si ribalterebbe. Ciò produrrebbe un margine che basterebbe a spostare la maggioranza da una coalizione all’altra e che renderebbe la collocazione di Vannacci uno dei fattori decisivi della prossima legislatura. Senza Fn, insomma, il campo largo avrebbe la maggioranza assoluta nei due rami del Parlamento. Come direbbe Alessandro Manzoni, «Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza».
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