Zelensky purga ancora: via tutti i reclutatori
Volodymyr Zelensky (Ansa)
  • Il presidente ucraino ha rimosso i capi militari locali per «sradicare la corruzione» che consentirebbe di sfuggire all’arruolamento. Continuano gli attacchi di droni in territorio russo. Kiev delusa per le lungaggini nell’addestramento dei piloti all’uso dei caccia F-16.
  • Niger: Ecowas verso l’intervento. Scappano anche i cinesi: lascia azienda di costruzioni.

Lo speciale contiene due articoli.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che i funzionari responsabili di tutti i centri di reclutamento militari regionali sono stati licenziati a causa della diffusa corruzione. «Questo sistema deve essere guidato da persone che sanno bene cosa è la guerra, perché il cinismo e la corruzione equivalgono al tradimento dello Stato» ha spiegato a margine di una riunione del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale. Ruoli che per il leader ucraino dovranno essere riaffidati a «soldati che sono stati al fronte o che non possono essere in trincea perché hanno perso la salute, hanno perso gli arti, ma hanno salvato la dignità e non hanno cinismo».

Sono 112 i procedimenti penali aperti contro funzionari degli uffici di registrazione e arruolamento militare, accusati di essere parte attiva di un sistema che consente ai coscritti di sfuggire all’esercito. «Ogni commissario militare contro il quale è in corso un’indagine penale sarà ritenuto responsabile», ha affermato. «I funzionari che hanno confuso i loro spallacci con il profitto saranno sicuramente assicurati alla giustizia». Un atto di forza il suo che potrebbe essere letto come un segnale di debolezza. Dover rifondare tutto equivale ad aver perso parte del controllo di un sistema, quello di reclutamento, cruciale quando una guerra è in atto.

Dinamiche interne che però non impediscono alla battaglia di fare il suo corso. La difesa aerea russa sostiene di aver abbattuto un drone ucraino vicino Mosca. «È stato fatto un tentativo di far volare un drone sopra la città. Le difese aeree lo hanno distrutto. Nessuno è rimasto ferito, non ci sono state nemmeno gravi distruzioni», ha dichiarato il sindaco, Sergey Sobyanin.

Il drone ha costretto per alcune ore alla chiusura dell’aeroporto Vnukovo di Mosca. E non è finita perché il portavoce dell’intelligence militare ucraina, Andriy Yusov, ha detto che gli abitanti di Mosca dovrebbero aspettarsi altri attacchi: «Date le dinamiche degli ultimi mesi, il numero, la geografia e l’intensità, sarebbe logico ipotizzare un aumento degli attacchi quotidiani», ha detto Yusov, aggiungendo che «il concetto di sicurezza è sempre più distante dai residenti di Mosca» e che «il mondo intero continua a vedere che il sistema di difesa russo» è «inefficace, obsoleto e non può rispondere adeguatamente alle sfide moderne».

Tuttavia, gli attacchi proseguono anche sul territorio ucraino. Kiev ieri è stata attaccata con un missile ipersonico abbattuto dalla contro difesa aerea, altri due hanno colpito lo scalo dell’aeroporto di Kolomyia nella regione di Ivano-Frankivsk, nell’Ucraina occidentale uno è caduto in una vicina area residenziale uccidendo un bambino di otto anni. Il missile ha colpito una casa a Kolomia in cui viveva una famiglia con tre figli, tra i quali il piccolo rimasto ucciso. Un altro edificio è rimasto parzialmente distrutto dall’onda d’urto dell’esplosione. Un’altra persona è morta in seguito a un attacco russo sulla città di Kherson. Nella città sono rimaste ferite anche due donne. A Zaporizhzhia un attacco missilistico ha causato un morto e 16 feriti in un edificio usato spesso dal personale delle Nazioni Unite. Anche se le autorità russe sostengono si trattasse di un un centro di raccolta di mercenari stranieri.

Le tensioni continuano a moltiplicarsi anche fuori dai confini ucraini. Il premier lituano, Ingrida Simonyte, ha annunciato che il suo Paese ha inviato truppe aggiuntive al confine con la Bielorussia (come già fatto dalla Polonia con 10.000 militari), per garantire la sicurezza della Lituania e del confine esterno dell’Unione europea, puntualizzando che non intende fornire ulteriori dettagli sulle precise circostanze che hanno portato alla decisione, limitandosi a precisare che l’intelligence e le istituzioni della Lituania stanno coordinando le proprie azioni e necessitano del più stretto riserbo per poter compiere al meglio il proprio lavoro.

Intanto, sul fronte rifornimento armi, per quanto riguarda gli F-16 richiesti con forza dal governo di Kiev, alti funzionari del governo e dell’esercito ucraino hanno spiegato al Washington Post che il primo gruppo di addestramento di sei piloti sarà pronto non prima della prossima estate. E c’è delusione da parte degli stessi per i ritardi da parte dei partner occidentali nell’attuazione del programma di addestramento per il sofisticato jet Usa. Tra gli ostacoli principali c’è, soprattutto, la barriera linguistica: sebbene i piloti parlino già correntemente l’inglese, devono prima frequentare un corso di inglese per quattro mesi in Gran Bretagna per apprendere la terminologia associata ai jet. Questo comporterà il rinvio a gennaio dell’inizio dell’addestramento al combattimento, che dovrebbe durare sei mesi, hanno affermato le fonti.

Berlino, invece, ha negato di voler fornire i sofisticati missili da crociera Taurus a Zelensky. E, sempre a proprosito di armamenti, un portavoce Ue ha annunciato che Bruxelles ha consegnato a Kiev 224.000 proiettili nell’ambito della prima parte del piano di rifornimenti.

Da non perdere

Iran e Usa, nuovi colloqui a Doha su Hormuz
Mondo

Iran e Usa, nuovi colloqui a Doha su Hormuz

A detta di Trump si svolgeranno oggi in Qatar «i colloqui voluti dal regime». Secondo Axios si tratterebbe di vertici separati tra i tecnici nemici e i mediatori del Paese del Golfo e del Pakistan. Gli ayatollah frenano: «Nessun meeting con la Casa Bianca».

«Accordo Israele-Libano». Hezbollah dice no
Geopolitica

«Accordo Israele-Libano». Hezbollah dice no

Siglato un patto quadro che però non piace ai filo-iraniani. Il presidente Aoun ha anche accolto con favore la guida di Italia e Francia nella coalizione post-Unifil. I media d’Oltralpe traducono male le parole di Meloni per metterla contro Le…