Trovato un arsenale di Hamas nell’ospedale
Soldati israeliani all'ospedale Al-Shifa di Gaza (Ansa-Idf)
  • Azione delle forze israeliane presso il nosocomio di Al Shifa: individuate le armi, ma non gli ostaggi. Sui quali prosegue l’azione diplomatica del Qatar: i terroristi ne libereranno 50 in cambio di tre giorni di tregua. Fatto saltare in aria il Parlamento di Gaza.
  • Giorgia Meloni telefona a Erdogan. Scintille tra Conte e Tajani in Aula: «Italia vigliacca». «Un ex premier non parla così».

Lo speciale contiene due articoli.

Ormai ci sono le prove: Hamas usava l’ospedale di Al Shifa come base di comando. Una comunicazione ufficiale su questo è arrivata anche dalla Casa Bianca: «Hamas e la Jihad islamica usano gli ospedali, compreso quello di Al Shifa – e i tunnel sottostanti – per mascherare operazioni militari e tenere gli ostaggi» ha detto il portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale, John Kirby, citando «varie informazioni di intelligence». Chiarisce però che gli Usa non hanno dato il loro ok all’operazione dell’Idf.

L’esercito israeliano nella notte di ieri infatti ha eseguito un’azione mirata in una precisa area dell’ospedale più grande di Gaza. Tra le forze presenti anche «squadre mediche e persone che parlano arabo, che sono state sottoposte a un addestramento specifico per prepararsi a quell’ambiente complesso e sensibile, con l’intento di non arrecare alcun danno ai civili usati da Hamas come scudi umani». Le forze israeliane hanno fatto sapere di avere trovato armi e infrastrutture terroristiche durante il raid e che non ci sarebbero stati scontri all’interno del complesso dopo l’arrivo dei soldati durante la notte, così come non ci sarebbe stato alcun attrito con il personale medico o i pazienti.

«Non vogliamo vedere uno scontro a fuoco in un ospedale», aveva commentato un portavoce del Consiglio di Sicurezza nazionale della Casa Bianca alla notizia dell’ingresso delle Forze di difesa israeliane. Nonostante questo, Hamas ha definito l’operazione militare israeliana all’interno dell’ospedale Al-Shifa un «crimine barbaro contro una struttura medica protetta dalla quarta Convenzione di Ginevra». Aggiungendo: «L’affermazione dell’occupazione israeliana secondo cui le armi sono state stoccate all’ospedale di Al Shifa è una palese menzogna che non dovrebbe più ingannare nessuno». E riferendosi agli Stati Uniti: «L’occupazione israeliana e tutti coloro che hanno collaborato con essa per uccidere bambini, pazienti e civili innocenti saranno ritenuti responsabili». Il diritto internazionale prevede che gli ospedali possano perdere il loro status di protezione se i combattenti li usano per scopi militari, ma ai civili deve essere concesso tutto il tempo per fuggire. «Israele ci ha dato 30 minuti di preavviso», ha detto alla Cnn un medico dell’ospedale. «Ci è stato chiesto di stare lontani dalle finestre e dai balconi». «Il fuoco è ancora intenso e sentiamo esplosioni ovunque», ha detto nel pomeriggio un altro medico della struttura. Con il raid, le forze israeliane «stanno commettendo un nuovo crimine contro l’umanità, il personale medico e i pazienti», ha dichiarato il ministro della Sanità palestinese. Condanna che arriva anche dal solito direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus: «L’incursione è totalmente inaccettabile. Anche quando le strutture sanitarie vengono utilizzate per scopi militari devono essere applicati i principi di proporzionalità e precauzione», ha ricordato. Durante l’operazione gli israeliani hanno consegnato alimenti per bambini, forniture e mediche e incubatrici per neonati. Infine in serata l’Idf ha annunciato la ritirata dall’ospedale senza trovare alcuna traccia di ostaggi attualmente detenuti.

Sul tema continuano i progressi sull’accordo condotto dal Qatar. Hamas ha accettato il rilascio di 50 ostaggi in cambio di tre giorni di tregua. Condizioni ancora non accolte da Israele, invece.

Infine ieri hanno fatto il giro del mondo le immagini dell’esplosione del Parlamento di Gaza, fatto saltare in aria dai soldati israeliani che lo avevano conquistato appena due giorni prima. Dal 2007 al loro interno sedevano solo parlamentari di Hamas, senza alcuna rappresentanza di opposizione. Adesso tutta la zona Nord della Striscia è sotto il controllo di Gerusalemme. Lanciato un altro appello ai residenti palestinesi del Nord affinché fuggano verso Sud. «È per la vostra sicurezza», ha detto il portavoce di lingua araba dell’esercito israeliano. Le operazioni israeliane proseguono anche in Cisgiordania, dove è stato arrestato il leader di Hamas a Ramallah, Hussein Abu Queiq. In passato, sia Israele che l’Autorità nazionale palestinese lo avevano ripetutamente detenuto.

Non si placa nemmeno il fronte aperto con il Libano. In risposta a una serie di lanci verso il territorio israeliano, l’artiglieria ha risposto colpendo le fonti dell’attacco in Libano. Inoltre, i carri armati hanno colpito un posto di osservazione di Hezbollah. Continuano anche le minacce provenienti dallo Yemen. I ribelli houthi sostenuti dall’Iran hanno affermato di aver effettuato un lancio di missili balistici su vari obiettivi israeliani, inclusa la città di Eilat sul Mar Rosso. Il portavoce ha aggiunto che il gruppo «non esiterà a prendere di mira qualsiasi nave israeliana nel Mar Rosso o in qualsiasi altro luogo» che potrebbe raggiungere. Il drone è stato abbattuto ancora una volta da una nave della Marina degli Stati Uniti. È anche per timore che si allarghi il conflitto che il Pentagono ha aumentato, senza grandi dichiarazioni, gli aiuti militari a Israele. Si tratta di «richieste che includono più missili a guida laser per la sua flotta di cannoniere Apache, oltre a proiettili da 155 mm, dispositivi per la visione notturna, munizioni bunker-buster e nuovi veicoli dell’esercito».

Novità anche sul fronte aiuti. Mentre continuano le pause umanitarie di Israele per permettere l’uscita di civili e l’ingresso di forniture, ieri per la prima volta è entrato a Gaza un camion contenente 24.000 litri di gasolio utile ai mezzi di distribuzione degli aiuti delle Nazioni Unite.


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