Militari delle forze armate eritree durante la celebrazione dell’indipendenza ad Asmara
Militari eritrei durante la celebrazione dell’anniversario dell’indipendenza ad Asmara (Getty Images)

Giovedì, il governo di Addis Abeba ha annunciato la chiusura della propria ambasciata ad Asmara, decretando inoltre l’espulsione di dieci diplomatici eritrei accusati di minacciare la sicurezza nazionale. L’Eritrea, dal canto suo, ha risposto interrompendo ufficialmente le relazioni con l’Etiopia.

«L’Eritrea non ha altra scelta che ricambiare con la stessa moneta e interrompere ogni relazione diplomatica con l’Etiopia», ha dichiarato il ministero degli Esteri di Asmara, minacciando delle «conseguenze negative» per i comportamenti dell’Etiopia.

Adesso, lo scenario di un conflitto armato tra i due Paesi è divenuto molto più probabile. Ma come si è arrivati a una simile situazione?

La crisi torna a scuotere il Tigrè

Nelle scorse settimane, i ribelli tigrini hanno avviato degli attacchi antigovernativi nella parte settentrionale dell’Etiopia: il che sta rischiando di mettere seriamente a repentaglio l’accordo di Pretoria che, nel 2022, aveva posto fine a una sanguinosa guerra civile scoppiata due anni prima.

Ed è così che, alcuni giorni fa, i vertici delle forze armate di Addis Abeba hanno tacciato Eritrea, Egitto e Sudan di spalleggiare gruppi armati anti-etiopi con intenti di destabilizzazione. Un’accusa che i tre Paesi hanno seccamente smentito.

In questo quadro teso, l’Etiopia ha anche espulso un funzionario diplomatico del Cairo, innescando una ritorsione simile da parte del governo egiziano.

Gli interessi di Eritrea, Egitto e Sudan

Del resto, la tensione degli ultimi giorni è il frutto di vecchi nodi che sono man mano venuti al pettine. Asmara teme le ambizioni di Addis Abeba, che punta notoriamente a ottenere uno sbocco diretto sul mare.

In secondo luogo, l’Egitto, ad agosto, ha messo in guardia l’Etiopia dal realizzare nuove dighe sul Nilo. Infine, l’esercito del Sudan ha esplicitamente accusato il governo di Addis Abeba di sostenere le Forze di Supporto Rapido nella guerra civile che, dal 2023, dilania il Paese.

Insomma, è un autentico groviglio di tensioni quello che si sta accumulando in Africa nordorientale. Un’area che rischia quindi una crescente instabilità.

Il rischio di un nuovo fronte nel Mar Rosso

Senza trascurare che, qualora dovesse esplodere un conflitto armato tra Etiopia ed Eritrea, ciò avrebbe delle ripercussioni sulla crisi del Mar Rosso, dove gli Huthi, spalleggiati dall’Iran, stanno aumentando la propria influenza in un’accanita lotta contro l’Arabia Saudita.

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