«Due paroline ai membri del Comitato di bioetica favorevoli sul piano morale e giuridico alla legalizzazione del suicidio medicalmente assistito sul presupposto che ‘il valore della tutela della vita vada bilanciato con altri beni costituzionalmente rilevanti come l’autodeterminazione del paziente’. La Costituzione non pone limiti al diritto alla vita in Italia (ad esempio la pena di morte è assolutamente vietata e i feti non vengono purtroppo riconosciuti dall’ordinamento come persone per questo hanno approvato la legge sull’aborto), mentre sull’autodeterminazione la questione è diversa. Come la mettiamo con l’obbligo di vaccini o con l’impossibilità di rinunciare alle ferie da parte del lavoratore?», hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente del Congresso Mondiale delle Famiglie e di Pro Vita e Famiglia, dopo la notizia di un parere del Cnb che differenzierebbe l’eutanasia e il suicidio assistito tirando in ballo la Costituzione.

«A questo punto» – hanno concluso i due organizzatori del Congresso delle Famiglie – «alcuni membri del Comitato di Bioetica si rendono conto che ci stanno dicendo che la vita di un disabile sofferente diventerebbe meno intoccabile di quella di uno pluriomicida? Quest’ultimo non potrebbe chiedere la morte nemmeno se la preferisse ad una vita di reclusione, il disabile sofferente potrà invece essere fatto fuori dopo un semplice iter burocratico».

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