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Si chiude con un bilancio di oltre 22.000 visitatori l'edizione veronese di Vapitaly, la fiera internazionale delle sigarette elettroniche. Tra gli ospiti anche il vicepremier Matteo Salvini che è sceso in campo a favore del fumo a rischio ridotto.

Se è vero, come sostenuto dalla medicina, che la sigaretta elettronica è assai meno dannosa di quella tradizionale, risulta difficile capire perché tabacco e vaping siano trattati, e regolamentati, a livello europeo e nazionale, praticamente nello stesso modo. «Non possiamo paragonare le sigarette elettroniche al tabacco, non possiamo paragonare le arance alle mele», ha spiegato il professor Riccardo Polosa, professore ordinario di medicina interna presso l'Università di Catania e direttore de Cohear (Centro di ricerca sulla riduzione del danno da fumo) ospite del canale Youtube dell'Associazione nazionale per i vaper uniti (Anpvu). Nasce così la campagna Vaping is not tobacco...

Le nuove ricerche dimostrano che la presenza di cancerogeni è inferiore rispetto alla combustione delle classiche «bionde». Il vaping è stato perfino incluso nelle campagne sanitarie del Regno Unito come una delle strategie utili per smettere di fumare.
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