Nonostante la contaminazione infinitesimale, il numero 1 si accorda con l’agenzia antidoping: tornerà in tempo per gli Slam. Ma non aver lottato per affermare l’innocenza incendia le polemiche con gli avversari.
Nelle urine un miliardesimo di grammo di steroide contenuto nella crema del suo fisioterapista: l’assoluzione per contaminazione involontaria si deve alle regole, non al ranking come strepitano i rivali. Lo stesso metro fu usato anche col 355° della classifica.