«Abbiamo superato tutti i target dell’Europa». Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, aprendo i lavori della conferenza stampa al dicastero sull’impiego dei fondi Pnrr. Parole con cui ha allontanato ogni possibile analogia con lo stato delle scuole in Francia, dove gli studenti, in piazza da giorni, hanno chiesto al ministro dell’Istruzione nazionale, Édouard Geffray, «10 miliardi di euro per mettere fine alle proteste».
Valditara: «Superati tutti gli obiettivi del Pnrr»
Valditara ha sottolineato i risultati eccezionali, oltre le previsioni, «nonostante i tanti gufi, i tanti corvi che per mesi, per anni hanno continuato a sostenere: “Sono in ritardo, non raggiungeranno gli obiettivi”, sugli asili nido, sulle scuole nuove, sulla ristrutturazione, sulla riqualificazione». Il ministro ha spiegato: «Gli investimenti superano i 23 miliardi tra fondi Pnrr e nazionali con i quali sono stati realizzati 173.000 posti negli asili nido (il target europeo era di 150.000) e oltre 12.000 edifici scolastici, circa un terzo del totale, sono stati riqualificati. Veniamo da 50 anni di incuria e stiano realizzando istituti sicuri e belli».
Valditara ha anche evidenziato il dato positivo della lotta all’abbandono scolastico, sceso al 7,3% dal 10,2%. «Vogliamo continuare gli investimenti nell’edilizia e nella qualità della didattica per offrire scuole belle e competitive. Sono state già previste le risorse per il prossimo contratto della scuola e per quanto riguarda le assunzioni, anche qui un risultato molto importante, 206.000 assunzioni in 3 anni, di cui 157.000 docenti rispetto ai 70.000 rendicontati per il raggiungimento del target Pnrr. Quindi anche questa è una risposta forte al problema del precariato», ha aggiunto.
Scuola, sciopero nazionale il 16 ottobre
Eppure all’orizzonte c’è già una data «calda» per la scuola e cioè il 16 ottobre, giorno dello sciopero nazionale proclamato dal sindacato Sisa per tutto il personale docente, dirigente e Ata, sia di ruolo sia precario. Le richieste ruotano attorno al tema retributivo e al contrasto della precarietà lavorativa.
Ma, come ogni autunno la mobilitazione degli studenti italiani è già iniziata con occupazioni di licei e istituti superiori, assemblee, autogestioni e manifestazioni stavolta con lo slogan «Fare come in Francia». Le prime occupazioni, organizzate dal collettivo Osa (Opposizione studentesca d’alternativa), lo scorso 5 ottobre in 4 istituti a Torino, poi in 7 di Roma e a Napoli con un liceo di Posillipo. Iniziate anche le mobilitazioni universitarie a Bologna, Torino, Napoli, Roma, Pisa e Milano, con iniziative legate al diritto allo studio, al caro affitti e alla disponibilità di alloggi.
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