Viaggio segreto della Cia in Ucraina. E Mosca butta giù il ponte di Kherson
Nel riquadro il direttore della Cia William Burns (Ansa)
  • Gli americani informati dei piani di Kiev per la controffensiva: «Meglio non farsi illusioni». Zaporizhzhia fa di nuovo paura.
  • «Ha combattuto per i filorussi». Arrestato a Malpensa il guerrigliero italiano Alessandro Bertolini. Giulia Schiff sull’altro fronte fu trattata da eroina.

Lo speciale contiene due articoli.

Il direttore della Cia William Burns a inizio giugno si sarebbe recato segretamente in Ucraina. È il Washington Post a rivelare il recente (non primo, né probabilmente ultimo) viaggio del numero uno dei servizi Usa nei territori invasi. Nella circostanza, è venuto a conoscenza della strategia ucraina di riconquista dei territori occupati. Strategia illustrata dai funzionari di Kiev. Obiettivo: liberare la maggior parte delle zone invase entro l’autunno, spostare artiglieria e sistemi missilistici vicino al confine con la Crimea e avanzare ulteriormente nell’Est del Paese, per avviare così la trattativa per un cessate il fuoco con Mosca. Burns, oltre ai massimi funzionari dell’intelligence ucraina, ha incontrato anche il presidente Volodymyr Zelensky. La visita è avvenuta prima del tentato golpe della Wagner su Mosca, la notizia ha quindi probabilmente spinto lo stesso Burns a telefonare al Cremlino per chiarire che gli States non sapevano nulla e non hanno mai avuto a che fare con l’ammutinamento di Prigozhin.

A una settimana dalla rivolta il presidente russo Vladimir Putin deve risolvere i problemi interni, individuando nemici e traditori. Sembrerebbe infatti che il leader del Cremlino – nonostante le promesse – abbia dato mandato ai servizi segreti di far fuori Prigozhin. Nella lista degli 007 russi ci sarebbe anche il generale Sergej Surovikin che secondo le ultime indiscrezioni sarebbe stato tesserato con la Wagner segretamente (e quindi a conoscenza dei piani). Di nessuno dei due si ha traccia e il loro destino resta un mistero.

Intanto gli Usa con il generale dell’esercito Mark Milley tornano sull’ipotesi di fornire bombe a grappolo all’Ucraina: «Lo stiamo valutando da molto tempo. Gli ucraini le hanno chieste, altri Paesi europei le hanno fornite, i russi le stanno usando», ha detto Milley, «c’è un processo decisionale in corso». Poi ha commentato i risultati della controffensiva ucraina: «Sarà molto difficile, sarà molto lunga. Nessuno dovrebbe farsi illusioni».

Le preoccupazioni maggiori adesso ruotano intorno alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Secondo Zelensky i russi avrebbero preparato tutto per un’esplosione locale, un déjà vu della diga di Nova Khakovka. Il leader ucraino ha poi spiegato che l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) dovrebbe essere pronta a controllare la centrale nucleare per verificare la presenza di ordigni a distanza prima di ripristinare il pieno controllo ucraino. «Questo momento di passaggio del controllo della centrale sarà molto pericoloso», ha concluso. Gli uomini del direttore Rafael Grossi finora non hanno trovato indicazioni visibili di mine o altro. Secondo l’Istituto per lo studio della guerra «Le forze russe non sarebbero in grado di controllare le conseguenze di un incidente radiologico intenzionale presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia. Un incidente potrebbe ulteriormente degradare la capacità della Russia di cementare la sua occupazione dell’Ucraina meridionale» lasciando aree inabitabili e ingovernabili. Per questo motivo, sostiene l’Isw, «è improbabile che le forze russe causino un incidente intenzionale».

Intanto a Kiev ieri il premier spagnolo Pedro Sanchez ha inaugurato la presidenza del semestre spagnolo al Consiglio Ue. Prima un discorso al Parlamento ucraino e poi l’incontro con Zelensky cui è seguita una conferenza stampa congiunta. «Sono qui con aiuti per 55 milioni: 51 dalla Banca mondiale, altri 4 attraverso l’Onu per energie rinnovabili. Ci auguriamo che l’Ucraina abbia una pace giusta: la posizione dell’Ue è chiara. Tutti uniti condanniamo l’aggressione russa e lavoriamo insieme. E continueremo così sino a quando avremo la pace. Da qui lanciamo un messaggio chiaro a Putin: l’Europa aiuterà Kiev sino a quando sarà necessario». Per Zelensky il prossimo semestre sarà fondamentale e decisivo per l’avvio dei negoziati di adesione dell’Ucraina all’Unione europea. «Contiamo sul sostegno della Spagna in questo senso» ha detto rivolgendosi a Sanchez. Zelensky è poi tornato sul tema Nato: «Siamo arrivati a un accordo con i Paesi alleati perché possano addestrare i nostri militari ma alcuni stanno ritardando molto: posso ricordare che nel summit di Vilnius vedremo questo aspetto più chiaramente. L’Ucraina ha il pieno diritto di entrare nella Nato. Questo invito è un primo passo molto importante per noi».

Il conflitto intanto prosegue: ieri un missile russo ha colpito il ponte Antonovsky, nelle vicinanze di Kherson. Si tratterebbe di un missile Iskander. Il ponte era già stato semidistrutto nelle scorse settimane. L’attacco è avvenuto sulla riva sinistra, dove le forze ucraine stavano tentando di costruire una testa di ponte per ripristinare l’efficienza della struttura.

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