Non è stato Putin: aerei italiani fermano un drone ucraino che invade la Lettonia

È bastata una notte di guerra elettronica e un drone fuori rotta per portare gli Eurofighter italiani nei cieli della Lettonia.

L’intervento degli Eurofighter italiani in Lettonia

I caccia dell’Aeronautica militare, impegnati nella missione di difesa aerea della Nato nei Paesi baltici, hanno intercettato e abbattuto un velivolo senza pilota entrato nello spazio aereo lettone.

Secondo le prime valutazioni delle autorità di Riga, il drone sarebbe probabilmente di origine ucraina. Un episodio che si inserisce in una sequenza sempre più fitta di incursioni e sconfinamenti sul fianco orientale dell’Alleanza.

L’allarme è scattato nella notte tra giovedì e venerdì nella parte orientale della Lettonia, nella regione di Balvi. Le autorità hanno invitato la popolazione di diverse aree del Paese a non uscire e a cercare riparo.

Poi la situazione è rientrata: alle 4.50 l’allerta aerea è stata revocata e le Forze armate lettoni hanno comunicato che il velivolo senza pilota era stato abbattuto dai caccia alleati. I rottami sono stati individuati, ma la posizione non è stata resa pubblica. Il drone era stato colpito ad alta quota e i detriti potrebbero quindi essersi dispersi su una zona ampia.

I ringraziamenti della Nato e di Riga a Roma

A chiarire il compito dell’Italia è stata la Nato. La portavoce dell’Alleanza ha spiegato su X che sono decollati in emergenza gli Eurofighter italiani di stanza in Lituania e gli F-16 turchi dislocati in Estonia. «La Nato garantisce la protezione dei nostri cieli», ha scritto, precisando che «uno degli Eurofighter ha abbattuto un drone nello spazio aereo lettone».

L’Alleanza ha aggiunto che già il giorno precedente F-16 rumeni e F-18 spagnoli erano stati fatti decollare dopo alcune violazioni dello spazio aereo della Romania, vicino al confine con l’Ucraina.

Da Riga è arrivato un ringraziamento diretto a Roma. Il ministro degli Esteri lettone, Baiba Braze, ha scritto su X: «Siamo grati ai nostri alleati italiani per il loro contributo alla missione di difesa aerea della Nato nei Paesi baltici e per il mantenimento dell’integrità dello spazio aereo alleato: un velivolo senza pilota straniero è stato abbattuto dai nostri alleati italiani sopra la Lettonia orientale».

L’ipotesi del drone ucraino e la guerra elettronica russa

Il nodo più complesso resta però quello dell’appartenenza del velivolo. Se in un primo momento dal Paese baltico si era preferito non sbilanciarsi, le ricostruzioni dell’esercito hanno poi fatto risalire l’intrusione nello spazio aereo della regione di Balvi a un’intensa attività di guerra elettronica russa.

Un’interferenza che avrebbe tratto in inganno i sistemi di navigazione di un drone ucraino, spingendolo fuori rotta: un’ipotesi presentata dalle autorità lettoni come altamente probabile, pur senza il timbro della certezza ufficiale.

Proprio nelle stesse ore, del resto, le forze di Kiev lanciavano un massiccio attacco contro il porto russo di Ust-Luga, sul Mar Baltico, nell’oblast di Leningrado, dove secondo il governatore Aleksandr Drozdenko sono stati abbattuti 51 droni prima che nello scalo divampasse un incendio.

Alta tensione ai confini: l’episodio in Romania

Che il clima lungo il confine orientale sia ormai ad alta tensione lo dimostra anche quanto accaduto contemporaneamente in Romania. Lì un altro drone è precipitato in un bosco vicino a Luncavita, nella contea di Tulcea, ad appena cinque chilometri dalla frontiera ucraina, dopo essere sfuggito ai radar volando a bassissima quota.

Dal ministero della Difesa di Bucarest non sono arrivate indicazioni sulla nazionalità del mezzo, ma il Paese si trova da tempo a fare i conti con le frequenti incursioni di droni russi.

Le vittime civili in Ucraina

Sul terreno, intanto, la guerra continua senza segnali di una pausa imminente. Nella regione ucraina di Sumy, secondo le autorità locali, una donna di 29 anni e il figlio di nove anni sono stati uccisi in un attacco russo contro un’abitazione.

A Kramatorsk e Bilenke, nel Donetsk, un attacco russo ha provocato un morto e 17 feriti.

Lo stallo diplomatico e le dichiarazioni di Mosca

Sul fronte diplomatico, invece, Mosca continua a escludere un cessate il fuoco immediato. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha definito «impensabile» congelare la guerra lungo l’attuale linea di contatto. «Dobbiamo fermarci quando ci sarà una soluzione a lungo termine, affidabile e sostenibile», ha dichiarato in un’intervista ai media russi.

Lavrov ha anche avvertito che la Russia renderà più duri i propri metodi per colpire ciò che l’Occidente fa per rafforzare il potenziale militare ucraino. «Distruggeremo tutto ciò che l’Occidente sta facendo per alimentare la macchina militare di Kiev», ha detto.

Mosca, inoltre, ha chiesto chiarimenti agli Stati Uniti sul presunto ruolo dell’intelligence americana negli attacchi ucraini in profondità sul territorio russo.

Muovendosi sempre sul delicato campo della diplomazia, va sottolineato come restino aperti i contatti con Washington. Lavrov ha detto che Mosca non rifiuterebbe un incontro con gli inviati speciali Usa Steve Witkoff e Jared Kushner, qualora dovessero recarsi in Russia, ma sarà decisivo il contenuto delle proposte.

Sul Mar Nero, dove per altro la tensione degli ultimi giorni ha fatto nuovamente impennare il prezzo del grano, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha affermato che «la Russia, come sempre, segue con attenzione tutte le iniziative di pace per una soluzione del conflitto ucraino provenienti dai suoi partner stranieri, in particolare dalla Turchia», ma ha tuttavia escluso per ora i presupposti per una tregua.

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