«Se qualcuno è così permaloso da non tollerare questa scultura nel Parlamento europeo, non ha posto sulla scena mondiale». Lo ha detto Per Clausen, europarlamentare dei «rosso-verdi eco socialisti» danesi presentando a Strasburgo la statua chiamata The Orange Plague (La peste arancione) del suo connazionale Jens Galschiøt.
La statua di Trump nudo
L’opera è alta due metri e mezzo, raffigura Donald Trump nudo, intento a giocare a golf mentre siede sulle spalle di un poveretto magro ed evidentemente stremato. Il tutto placcato in oro. Non è esattamente un capolavoro degno di Donatello, piuttosto l’ennesimo atto di arte pubblicitaria buono per una goliardata e per qualche foto sui giornali.
Niente per cui offendersi o di cui invocare la rimozione, per carità. Semmai ci sarebbe da ridimensionare un filo le ambizioni del creatore, che la presenta come un imprescindibile gesto politico contro i potenti del mondo che schiacciano i popoli.
Sai che originalità: ci vorrebbe molto più fegato a presentare una statua di Ursula von der Leyen nella medesima posa, quella sì che causerebbe scandalo e colpirebbe il poteracchio europeo. Ma ovviamente è più facile puntare al bersaglio più scontato per far gongolare i professionisti dell’asservimento che popolano l’Europarlamento. In ogni caso il pregevole manufatto rimarrà esposto fino a oggi.
Poco male. Ciò che infastidisce non è certo la statua che irride Trump, semmai la consueta e scontata doppiezza morale di Per Clausen e dei suoi compagni del gruppo parlamentare The Left. Il burlone danese, infatti, era in prima fila giorni fa a chiedere la cancellazione della mostra Just Euman organizzata sempre a Strasburgo per iniziativa di un suo collega, Paolo Inselvini di Fratelli d’Italia-Ecr.
La «vera» arte secondo l’Ue
Clausen pubblicò una foto in cui appariva sdegnato vicino al manifesto dell’esposizione: «La destra estrema ha appena tenuto una mostra contro l’aborto al Parlamento europeo!», scrisse. «È una mostra completamente folle con foto di omosessuali e disinformazione. È il gruppo Ecr dei Democratici danesi che ha organizzato la mostra, e dimostra davvero perché c’è la necessità di una forte ala sinistra nel Parlamento europeo! Con l’Alliance for Denmark abbiamo combattuto duramente contro questa forma di propaganda estrema di destra. Il diritto all’aborto dovrebbe essere un diritto umano! E tutte le donne hanno il diritto di decidere sui propri corpi!».
Chiaro no? La mostra Just Euman era dedicata alla vita nascente, e per Clausen e compagni risultava semplicemente intollerabile, andava censurata prima di subito. Guai anche solo a pensare di criticare la pagliacciata su Trump, ma l’esposizione sui bambini nel ventre materno bisognava levarla di mezzo.
Anzi, bisogna fare in modo che nulla di simile si ripeta. Da giorni, infatti, i gruppi di sinistra del Parlamento Ue stanno facendo pressione affinché sia cambiato il regolamento interno riguardante le esposizioni nelle sedi istituzionali.
L’intento è quello di fare in modo che sia più difficile ottenere l’autorizzazione a esporre qualcosa, sottoponendo ogni decisione sulla concessione degli spazi a un passaggio politico, così da impedire ai nemici del popolo sovranisti e destrorsi di fare passare le proprie iniziative. Che bravi gli eco-socialisti: blaterano di sconfiggere l’autocensura e di superare la paura, poi tentano di imporre la mordacchia a chi porta contenuti davvero rivoluzionari.
La mostra d’arte sulla vita invece non va bene
«Prima chiedono di rimuovere una mostra sullo sviluppo della vita umana, poi premono per cambiare le regole e rendere più difficile organizzare iniziative come la nostra», dice Paolo Inselvini.
«La verità biologica non si cancella con le lettere di protesta o con nuovi filtri ideologici. Il bavaglio comincia proprio da queste azioni. Contro questa esposizione sono arrivate diverse lettere ai questori del parlamento: quella congiunta dei capogruppo di The Left, Verdi e Socialisti, quella di Renew Europe e quella di Alessandra Moretti, con la richiesta di rimuovere la mostra. Una mobilitazione politica contro quattordici pannelli che raccontano lo sviluppo della vita umana dal concepimento alla nascita. Persino il premier canadese Mark Carney, presente a Strasburgo, avrebbe bollato l’esposizione come una provocazione. Bene aver suscitato tanto interesse per una verità biologica: evidentemente, mostrare come nasce un essere umano tocca un punto che qualcuno preferirebbe lasciare fuori dal dibattito».
Anche Inselvini punta sulla libertà a corrente alternata: «Per la sinistra andava bene la mostra blasfema promossa nel 2023 dall’allora eurodeputata Malin Björk, con Gesù rappresentato accanto a figure in abbigliamento sadomaso. Per Renew andava bene il convegno sui minori transgender ospitato appena pochi mesi fa dall’eurodeputato Lukas Sieper. Raccontare la verità biologica del nascituro, invece, non va bene? Perché davanti alle immagini della vita che si sviluppa nel grembo materno scattano lettere di protesta, richieste di rimozione e pressioni per cambiare le regole? È un doppio standard inaccettabile e vergognoso».
Ora al simpatico pacchetto si aggiunge la statua di Trump. Che conferma ciò che da tempo sappiamo: alla sinistra piacciono tutte le iniziative controcorrente. Basta che siano conformi al pensiero dominante.
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