La Quaresima sta per finire e oggi dobbiamo dedicarci ai dolci di Pasqua perché la celebrazione imminente della festa delle feste, la Resurrezione, lo richiede. In realtà nel Centro Italia la festa comincia a colazione, ma non con i biscotti. La colazione di Pasqua è fatta con la pizza di formaggio (che è molto simile al dolce che stiamo per proporre) salame, uova bollite, se si sale in Liguria ecco la Torta Pasqualina, se andiamo verso Napoli e il Sud ecco il Casatiello. Sono tutti dolci salati, nati per celebrare la Resurrezione che significa opulenza.
Ebbene anche deviando un po’ dalla tradizione possiamo dedicarci alla preparazione di squisitezze da portare in tavola attingendo ad esempio alla Colomba come ingrediente e non come dolce finito. Diamo questa ricetta perché viene buona anche dopo Pasqua per non sprecare i dolci che ci avanzano. E anche perché alla Colomba bisogna portare “rispetto” gastronomico. È un dolce legato alla Pasqua da sempre, le leggende sulla sua origine si sprecano. C’è chi lo fa risalire ai longobardi, all’assedio di Pavia di Alboino, chi alla vittoria della LegaLombarda contro il Barbarossa, chi alla focaccia veronese che si fa ancora per Pasqua. Di sicuro c’è che fu industrializzata dalla Motta su intuizione di Dino Villani che era il creativo direttore marketing ante litteram. La inventò per non lasciare ferme le impastatrici dei panettoni. Ora non lasciamo ferme le nostre cucine.
La pizza di Pasqua
Ingredienti – 500 grammi di pasta di pane lievitata, 200 grammi di lievito di birra, 500 grammi di zucchero, 10 uova, 150 grammi tra strutto e burro, 100 grammi di canditi, 150 grammi di uva passa, 2 arance e 2 limoni grattugiati, estratti di aromi q.b., 1 tazzina da caffè di liquore al Maraschino, 1 bacca di vaniglia, farina q.b., un pizzico di sale, glassa e confettini per decorare.
Procedimento – Aggiungete alla pasta di pane il lievito di birra sciolto in acqua tiepida e lasciate ancora lievitare fino ad avere una massa bella gonfia. Rimescolate aggiungendo un uovo, parte dello zucchero e dello strutto; lasciate ancora lievitare per circa 3 ore, dopodiché ripetete l’operazione. Alla fine lavorate l’impasto aggiungendo l’uva passa, i canditi, le arance e i limoni grattugiati, gli estratti di aromi, il Maraschino, la vaniglia e un pizzico di sale. Ponete l’impasto su teglie abbastanza alte che dovranno essere riempite per metà per permettere l’ultima lievitazione, la quale dovrà avvenire in ambiente caldo umido, al riparo da correnti d’aria. A lievitazione avvenuta, infornate a 180-200 gradi. A fine cottura rovesciatele per farle asciugare. Decoratele con un po’ di glassa e dei confettini colorati.
Come far divertire i bambini – Saranno loro i decoratori. Date loro la glassa e fateli pasticciare, così come si divertiranno tantissimo a fare la pioggia di confettini colorati (ma attenzione che non ne mangino troppi!).
Abbinamento – Un Passito di Pantelleria, un Vinsanto, un Moscato Rosa del Trentino ma anche se volete fare un po’ di festa un Brachetto d’Acqui che spuma e profuma.
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