L’indice continentale negli ultimi tre anni ha perso il 12%, contro la crescita del 34% del Msci world. Pesa il declino di Pechino. Nuova Delhi invece corre: bene manifatturiero, pagamenti e intrattenimento.

Come sta andando l’Asia sul fronte azionario? Bene, ma non benissimo, soprattutto se si mette a confronto l’andamento dell’indice delle azioni asiatiche a larga capitalizzazione con il resto del mondo, rappresentato dall’indice Msci world. Negli ultimi tre anni, le azioni mondiali hanno registrato un aumento di quasi il 34%, mentre quelle asiatiche hanno segnato una perdita del 12%. La principale causa del declino sono le azioni cinesi, che rappresentano circa il 30% dell’indice Emerging Asia. Di contro, le azioni indiane hanno mostrato una performance ben diversa, salendo del 60%.

L’economia cinese nel primo trimestre ha fatto registrare una crescita del 5,3% su base annua, un risultato che ha superato le previsioni. Non mancano tuttavia dubbi sul realismo dell’obiettivo del governo cinese di raggiungere una crescita del 5% per il 2024, considerato troppo ambizioso da molti analisti. L’economia cinese mostra solo una lenta ripresa post pandemica e la crisi del mattone continua a pesare significativamente. «Negli ultimi tre mesi, tuttavia, il mercato azionario cinese ha mostrato segnali positivi (quasi +8%), sostenuto dalle decisioni prese durante la Dual session di marzo, il principale evento politico annuale della Cina, e dall’appoggio del National team (fondi pensione) attraverso gli acquisti di Etf locali», spiega Salvatore Gaziano, direttore investimenti di Soldiexpert scf.

Come fa sapere Kevin Carter, ceo di Emqq global, società partner di Hanetf, «l’India mantiene la sua posizione di economia in più rapida crescita al mondo, con una notevole espansione del +8,4% nell’ultimo trimestre del 2023, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questa robusta crescita è stata guidata da una forte performance del settore manifatturiero, che ha registrato un’espansione dell’11,6%. Inoltre, i consumi privati sono aumentati del 3,5%, andando a costituire una parte significativa del Pil indiano. Tra le aziende che stanno guidando l’espansione vi è Reliance industries, multinazionale le cui attività vanno dal settore energetico all’intrattenimento e alle telecomunicazioni, che ha di recente concluso un accordo con Disney per dare vita a una piattaforma di intrattenimento da 8 miliardi di dollari», continua l’esperto. «Inoltre, sempre per l’innovazione digitale indiana, è ufficialmente iniziata l’internazionalizzazione dell’India unified payments interface. La piattaforma di pagamenti digitali fortemente voluta dal governo indiano sarà così accessibile per le transazioni in sette diversi Paesi».

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