La Borsa di Madrid è una delle migliori in Europa, con perdite sotto la media: pesa la decisione del governo di trasformare il Paese in un hub energetico continentale. Corre il comparto vacanze, che vale il 12% del Pil.

Nonostante i chiari di luna dei mercati azionari, da inizio anno la Borsa spagnola resta fra le migliori d’Europa con una discesa (più limitata di altre piazze) dell’8% circa. Le società energetiche e bancarie sono molto forti e la Spagna rispetto a Germania e Italia ha una politica energetica molto meno dipendente da Mosca e questo ha pagato. La crisi del gas, inoltre, è anche un’opportunità: il primo ministro Pedro Sánchez vuole posizionare il suo Paese come hub europeo per il gas e l’idrogeno verde. La Spagna possiede il 34% di tutta la capacità di rigassificazione del gas naturale liquido in Europa, necessaria per convertire il Lng consegnato via nave e il trasporto successivo tramite gasdotto.

A lungo termine, nei gasdotti spagnoli potrebbe fluire anche idrogeno verde, gas che Madrid, grazie alla sua abbondanza di sole, può produrre con più agio rispetto ad altri Paesi, secondo le stime della società di consulenza di gestione McKinsey. Non a caso, a Puertollano, 230 chilometri a Sud di Madrid, la società energetica Iberdrola ha messo in funzione a metà maggio il più grande impianto europeo per l’idrogeno verde. Intanto, il debito governativo spagnolo a dieci anni è prezzato intorno al 2,25% contro il 3,4% di quello italiano (il 50% in più) e dal punto di vista dei conti pubblici la situazione appare più ordinata rispetto a quella italiana.

«Con i tassi d’interesse rasoterra o negativi la Spagna ha saputo meglio dell’Italia approfittarne per allungare la scadenza del debito. Di conseguenza, quest’anno la Spagna dovrà rifinanziare solo il 15% del suo debito», spiega Salvatore Gaziano, direttore investimenti di Soldiexpert scf.

Inoltre, il governo spagnolo, per limitare l’impatto dell’inflazione sui consumatori, ha preannunciato ulteriori misure sulla tassazione degli extraprofitti per gli anni 2023-2024 che peseranno soprattutto sul settore bancario e delle utilities. Nei colloqui tra il ministero dell’Economia e gli enti finanziari è stato messo sul tavolo un tasso del 5% sulle commissioni e sugli interessi che le banche addebitano ai propri clienti. Con questo l’esecutivo intende raccogliere circa 1,5 miliardi di euro l’anno nei prossimi due anni.

In più, questa settimana sarà molto importante per l’indice principale spagnolo, Ibex 35, poiché 12 delle 15 società che capitalizzano di più pubblicheranno i risultati semestrali: si tratta di Iberdrola, Telefónica, Repsol, Banco Santander, Cellnex, Ferrovial, Acciona, BBVA, Amadeus, CaixaBank, Endesa e Aena.

Sul fronte economico la Spagna, in questo momento, sta anche beneficiando di un andamento eccezionale del settore turistico (che pesa circa il 12% del Pil), dopo un crollo avvenuto nel 2020 che aveva avuto effetti devastanti.

Per finire, i soldi del Recovery Fund europeo sono di grande aiuto: la Spagna riceverà 70 miliardi di euro a fondo perduto, il secondo importo più alto dopo l’Italia. «Il piano di ricostruzione sta già avendo effetto», aveva detto qualche settimane fa il ministro dell’Economia Nadia Calviño.

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