- Cdm, Giorgia Meloni dura: «Superbonus disastro da 12 miliardi, ma taglieremo il cuneo fiscale». Oggi vertice contro il blocco dei veicoli. Migranti, convocato il Cisr. Giorgetti scettico sulla riforma del Patto Ue. Dpcm sulla rete.
- La Meloni indica la linea sulla manovra. Giorgetti: «Difficile che la riforma del Patto di stabilità arrivi entro fine anno».
Lo speciale contiene due articoli.
Dopo il cdm al rientro, il premier ha convocato il Comitato di sicurezza sui migranti. Sì al dpcm su Kkr-Tim. Giorgia Meloni attacca il Superbonus ma promette misure di sostegno ai redditi. Oggi vertice tecnico contro lo stop alle Euro 5. Giancarlo Giorgetti scettico sulla riforma del Patto di stabilità. Soldi per i lavoratori dello spettacolo.
La questione del divieto di circolazione per i veicoli diesel Euro 5, che dovrebbe scattare il prossimo 15 settembre a Torino e in altri 75 Comuni del Piemonte, è stata affrontata ieri per la prima volta in Consiglio dei ministri. È stato il vicepremier Matteo Salvini a sollevare il problema, che sarà approfondito oggi nel corso di una riunione dei tecnici dei ministeri dei Trasporti e delle Infrastrutture (guidato da leader della Lega), dell’Ambiente e degli Affari europei. «Si tratta», ha detto Salvini, «di un dossier seguito anche dai colleghi Pichetto e Fitto. Già domani (oggi, ndr) ci saranno approfondimenti tecnici per evitare di danneggiare centinaia di migliaia di famiglie e lavoratori».
«Il governo», hanno fatto sapere fonti del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, «è impegnato a scongiurare lo stop al divieto di circolazione per i veicoli diesel euro 5 in Piemonte dal prossimo 15 settembre. L’obiettivo è scongiurare un provvedimento ritenuto l’ennesima forzatura europea a proposito di soluzioni green, una scelta che non migliorerà l’ambiente ma causerà grossi problemi a centinaia di migliaia di famiglie e lavoratori». Il provvedimento, adottato dalla giunta regionale del Piemonte, guidata dal presidente Alberto Cirio, cumulato con gli altri divieti già in vigore farebbe salire a 650.000 il totale dei veicoli costretti a restare fermi dalle ore 8 alle 19 dal lunedì al venerdì per quel che riguarda i mezzi adibiti al trasporto di persone e con omologazione fino a Euro 5 compresa e per tutte le 24 ore di tutti i giorni, compresi i festivi, per i motoveicoli con classe d’inquinamento fino a Euro 1.
Una batosta che andrebbe a colpire famiglie e lavoratori, soprattutto le fasce sociali più deboli, che possiedono vetture più vecchie. La decisione della giunta regionale piemontese, a guida centrodestra, è stata per certi aspetti obbligata. Non procedere con lo stop, infatti, esporrebbe gli amministratori regionali al concreto rischio di finire sotto inchiesta. Lo scorso 21 luglio, ricordiamolo, la Procura di Torino ha notificato un avviso di chiusura indagini agli ex sindaci di Torino Chiara Appendino e Piero Fassino, all’ex governatore Sergio Chiamparino, agli ex assessori comunali torinesi Enzo La Volta, Stefania Giannuzzi e Alberto Unia e all’ex assessore regionale Alberto Varmaggia: il reato ipotizzato, per il quale rischiano il rinvio a giudizio, è inquinamento colposo. Secondo l’accusa, i destinatari dell’avviso non avrebbero preso i dovuti provvedimenti in materia di contenimento dell’inquinamento, in particolare dello smog. Gli attuali vertici della Regione Piemonte sono rimasti esclusi dal provvedimento poiché l’inchiesta riguarda un periodo che va dal 2015 al 2019.
Il problema è spinoso, e non sembra convincente come rimedio l’esclusione dal blocco della circolazione delle auto che montano un «Move in», una «scatola nera» che permette di verificare il numero di chilometri percorsi, e che consente così di usufruire di un «bonus» di 9.000 chilometri l’anno per le auto private e di 11.000 per i veicoli commerciali. Mentre il governo studia come poter risolvere il problema c’è il primo sindaco che si «ribella»: si tratta di Silvia Marchionini, primo cittadino di Verbania, esponente del Pd: «Come amministrazione comunale di Verbania», sottolinea la Marchionini, «stante questa situazione, non adotteremo per ora nessuna ordinanza in applicazione di una delibera regionale pasticciata. La misura adottata dalla giunta regionale di centrodestra del Piemonte del presidente Cirio, che prevede il divieto di circolazione dal 15 settembre allargato alle auto diesel euro 5, in molti centri del Piemonte, va sospesa. È intempestiva e a pagarne le conseguenze saranno i lavoratori e i cittadini delle fasce economicamente più deboli».
In Consiglio dei ministri non si è discusso invece dei nuovo decreti sicurezza annunciati da Salvini per contrastare la crescita dell’immigrazione clandestina, ma al termine si è riunito il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica per affrontare la questione: il Cisr resterà operativo in maniera permanente. Approvata infine l’indennità di discontinuità per il lavoratori dello spettacolo: autonomi, co.co.co. e subordinati a tempo determinato, circa 21.000 persone, potranno beneficiare di un’indennità legata alla loro «discontinuità» lavorativa che avrà un valore, in media, di circa 1.500 euro «Lo schema di decreto legislativo varato dal Consiglio dei ministri», ha commentato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, «ha un’importanza grandissima e rappresenta una norma di giustizia sociale da troppi anni attesa. Siamo riusciti, in tempi rapidissimi, a dare seguito alla nostra promessa di intervenire per tutelare una delle categorie più esposte e che da tempo reclamava un intervento. Abbiamo voluto occuparci delle tante lavoratrici e lavoratori dello spettacolo che non sono sui palchi», ha aggiunto Sangiuliano, «che non hanno visibilità, ma il cui lavoro oscuro è indispensabile e consente a questi momenti di cultura di realizzarsi».
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