Il triplo salto della Schlein: fondi alla sanità con più accise

Il segretario del Pd, Elly Schlein, quando non è sul carro arcobaleno con Alessandro Zan, ha sempre una soluzione per i problemi del Paese. Ama parlarne soprattutto rilasciando interviste.

Come quella di ieri pubblicata dal Corriere. Dalle colonne del quotidiano di via Solferino spiega che Giorgia Meloni scappa e che invece servono subito 5 miliardi per finanziare la sanità pubblica. Dove prenderli? Ma è semplice… ci sono pronti un paio di emendamenti per fare sì che i Sad, i sussidi ambientalmente dannosi, vengano tagliati e da lì si peschi per aiutare i malati. L’idea è però un triplo salto populista sulla cui coerenza Schlein non sembra troppo preoccuparsi.

Il progetto degli emendamenti nasce a novembre scorso. Peccato che il mese precedente, a ottobre 2024, lo stesso segretario Pd si era messa sulle barricate denunciando il governo di tassare gli italiani perché Fdi aveva promesso nelle precedenti campagne elettorali di tagliare le accise. Erano i giorni in cui si discuteva della manovra. E l’esecutivo decide di applicare il taglio ai Sad in ottemperanza con le decisioni prese dal governo Draghi e dall’Unione europea. Bruxelles ha, infatti, obbligato tutti gli Stati a inserire nelle finanziarie un piano di tagli agli incentivi alla fonti fossili. Benzina, gasolio, cherosene, per capirsi. Risultato la Meloni rimodula le accise tra benzina e gasolio, alzando (per gli usi non commerciali) l’imposta sul secondo. Una rimodulazione che comunque ha comportato un gettito per lo Stato di 200 milioni. In molti nel 2022 avevano dato battaglia alle scelte di Mario Draghi e Ursula von der Leyen. Ma non certo il Pd che invece aveva applaudito all’idea secondo il verbo della transizione green.

Basti pensare che se fossero tolti tutti i sussidi Sad i rimorchiatori nei porti si troverebbero a pagare molto di più il carburante. E visto che non esistono navi equivalenti green e che per muovere i grandi vascelli servono enormi motori diesel, il risultato sarebbe scaricare a valle i costi. Sui cittadini, dunque. Adesso il colpo geniale di Schlein sarebbe inserire 5 miliardi di tasse (25 volte più di quanto previsto nella finanziaria 2025) e con quelli finanziare il servizio sanitario nazionale. Che per carità è sicuramente un problema in Italia. Ed è un problema che è esploso tra il 2011 e il 2022. Più di dieci anni nei quali ha governato grazie ad esecutivi tecnici proprio il Pd. Un bell’esempio di triplo populismo. Sul carro di Zan, almeno, c’è più coerenza.

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