- Il nuovo dpcm in arrivo oggi metterebbe in ginocchio bar e ristoranti (chiusi alle 18 e nei festivi) e centri commerciali e sportivi. Spostamenti tra Comuni solo se necessari.
- Caos a Napoli, per il Viminale è «accertata la presenza dei clan». Ma per Laura Boldrini il problema è l’estrema destra.
Lo speciale contiene due articoli.
L’Italia va in semi lockdown: arriva il nuovo dpcm, valido da domani, lunedì 26 ottobre, fino al prossimo 24 novembre, e che dovrebbe essere firmato oggi dal premier, Giuseppe Conte. Nel mirino ci sono soprattutto locali pubblici, palestre e piscine, mentre sulla mobilità tra i Comuni la bozza di dpcm che è circolata ieri si limita alla raccomandazione di evitarli. Vediamo alcuni punti: «È fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche», si legge nella bozza, «di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale Comune». La mobilità tra le Regioni è stata oggetto di discussione fino a tarda sera: «Valutiamo insieme», ha detto il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, nel corso della riunione con Regioni, Comuni e Province, «se limitare anche lo spostamento tra Regioni ad attività di lavoro e studio».
Per quel che riguarda i locali pubblici, il decreto è durissimo: le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) «sono sospese la domenica e i giorni festivi. Negli altri giorni», si legge nella bozza, «le predette attività sono consentite dalle ore 5 fino alle 18. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi. Dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico, resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 24 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze».
Crolla la resistenza del ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, che aveva cercato di tenere aperte le palestre: «Sono sospese», recita la bozza del dpcm, «le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi». Mannaia anche sugli spettacoli: «Sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo e casinò. Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto».
Non manca un passaggio molto importante sulla possibilità di ricevere amici a casa: «Sono vietate», si legge nel testo del decreto, «le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose. Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza». Dunque, il governo non vieta di ricevere persone, ma «raccomanda fortemente» di non farlo. Sono sospesi anche i convegni, i congressi e gli altri eventi, a eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza. Sospesi i concorsi pubblici e privati, esclusi quelli per il personale sanitario e la Protezione civile.
Arriva il giro di vite anche sulla scuola: «Fermo restando che l’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza», si legge nella bozza del dpcm, «previa comunicazione al ministero dell’Istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, per una quota pari al 75 per cento delle attività, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9». Conte, presentando il dpcm ai capigruppo di maggioranza e opposizione, ha garantito che un decreto ad hoc per le misure di ristoro alle categorie messe in maggiore difficoltà (ristoranti e bar, ad esempio) è previsto per la prossima settimana. «Servono soldi, veri e subito», commenta il leader del centrodestra, Matteo Salvini, «sui conti correnti di chi sarà danneggiato da nuove limitazioni o chiusure. Prendersela con palestre e piscine, bar e ristoranti, cinema e teatri, non serve a niente. Questo si deve fare, dopo sei mesi persi in chiacchiere, monopattini e banchi con le rotelle. Noi», aggiunge Salvini, «vogliamo un’Italia sicura, sana, laboriosa e libera».
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