«Per i repubblicani l’Ue è appesa a Giorgia»
Giorgia Meloni a Bruxelles (Ansa)
Carlo Fidanza (Fdi) con una delegazione del centrodestra alla convention dei conservatori negli Usa: «Giorgia Meloni è vista come l’ unica speranza che l’Europa possa rinsavire dall’ideologia progressista». Rosanna Conte (Lega): «Più aiuti dagli Usa contro il regime cinese».

Il centrodestra italiano guarda con interesse oltreatlantico. È in questo quadro che si è inserito il viaggio a Washington di una rappresentanza dell’Ecr con una delegazione di parlamentari di Fratelli d’Italia, guidati dal segretario generale Antonio Giordano, dal copresidente del gruppo Ecr Nicola Procaccini e dal capodelegazione dei meloniani Carlo Fidanza, per incontrare vari think tank e prender parte alla convention dei conservatori Usa (Cpac). «Tradizionalmente è una convention più rivolta ai temi interni. E quest’anno era molto incentrata sulle prossime primarie repubblicane. Ci sono stati alcuni passaggi in cui è stata citata Giorgia Meloni come leader conservatrice in ascesa. Nel video ufficiale di apertura c’era anche lei con un passaggio del suo applauditissimo discorso dell’anno scorso», ha detto alla Verità Fidanza, che negli anni scorsi aveva già partecipato al Cpac con la Meloni.

«C’è stata attenzione alla Meloni e al governo italiano. Viene vista come una speranza per affermare un’agenda conservatrice anche in Europa. Negli anni precedenti, al Cpac, l’Europa veniva considerata un continente ormai in preda dell’ideologia woke. Invece, quest’anno, nei passaggi che ci sono stati sul tema dal palco, la chiave di lettura era che, dopo la vittoria del centrodestra in Italia, c’è la speranza che anche l’Europa possa riprendersi», ha proseguito Fidanza, che ha anche avuto incontri con influenti think tank americani, per parlare dell’alleanza tra Ecr e Ppe.

«Abbiamo avuto incontri con Heritage Foundation, Iri e Hudson Institute. Loro hanno il polso della situazione delle dinamiche europee. E sì: c’è aspettativa. Per loro la priorità è la tenuta del fronte ucraino. Per loro è importante che noi e il Ppe siamo con Kiev contro Mosca. Il ragionamento è soprattutto sul piano geopolitico», ha detto, per poi aggiungere: «C’è stata inoltre una forte critica dai think tank e dal palco del Cpac verso il Nord Stream 2. Ne hanno parlato, tra gli altri, DonaldTrump, Mike Pompeo e Ted Cruz. Imputano ad Angela Merkel e alla sua ostinazione sulla costruzione di quel gasdotto il ruolo preponderante che Mosca ha assunto nelle forniture energetiche. Imputano inoltre a Joe Biden e ai dem di aver stoppato le sanzioni al Nord Stream. È vero che una parte importante della nostra dipendenza energetica, e quindi della nostra debolezza politica, passa da quella scelta sbagliata».

«Sull’Ucraina», ha continuato Fidanza, «i think tank hanno una posizione un po’ più spinta rispetto a quella della base del Cpac. Molti alla convention, pur essendo altrettanto critici con Russia e Cina, hanno declinato la crisi in corso secondo la massima reaganiana della “pace attraverso la forza”. Ritengono che il conflitto sia sorto a causa di una deterrenza esercitata male. Secondo loro, Biden è stato troppo molle all’inizio e adesso li sta portando verso la terza guerra mondiale». La triangolazione tra Usa, Ecr e Ppe chiama in causa il tema della Cina e del rinnovo da parte di Roma del memorandum sulla Nuova via della seta.

«Questo è un tema su cui il governo sta lavorando» ha detto Fidanza, «Si parte da una posizione di critica molto forte, che noi di Fdi abbiamo assunto già al momento della firma del memorandum ai tempi del governo Conte I. Ci si aspetta che l’Italia mantenga una posizione dura sulla Cina e che l’Italia riveda quel passo falso fatto dal governo Conte. Questa scelta poi andrà inserita in una logica europea, che è quella della rivalità sistemica. Bisogna essere intransigenti sui diritti umani e sulle ingerenze nei nostri processi democratici ma competitivi sul piano economico-commerciale. Iniziando col non condannarci alla logica del “tutto elettrico”, che ci porterebbe a sostituire la dipendenza dalla Russia con quella dalla Cina».

Fidanza si è detto comunque ottimista sulla possibilità di un’alleanza tra Ecr e Ppe. «I numeri al Parlamento europeo saranno decisivi», ha precisato, «Ma già il fatto che si apra questa prospettiva è un passo avanti importante rispetto agli ultimi anni di “abbraccio mortale” tra popolari e socialisti e di esclusione della destra dalla cabina di comando Ue. Finora non era un’ipotesi sul tavolo. Invece il fatto che se ne parli apertamente è già una svolta. Il tutto è favorito anche dal fatto che, in Germania, la Cdu non governa più con la Spd. Ma cambiare maggioranza in parlamento non basta. Ci sono dei passaggi importanti che accadranno prima delle europee, cioè le elezioni in Polonia e in Spagna. Alla fine decideranno gli europei con il loro voto. Se ci sono i numeri e non c’è più la preclusione, io penso che questo progetto abbia gambe per camminare. Già adesso ci sono alcuni temi su cui stiamo lavorando insieme, come le politiche ambientali. Ad esempio sul blocco delle auto a benzina e diesel nel 2035 abbiamo votato insieme contro».

Anche la Lega ha inviato una propria delegazione al Cpac. «Il Cpac è un appuntamento fondamentale per conoscere da vicino lo scenario politico Usa e in particolare la galassia della destra americana, nelle sue diverse sfaccettature, in vista delle presidenziali del 2024», ha detto alla Verità l’eurodeputata leghista Rosanna Conte. “La Lega e la sua famiglia politica europea del gruppo Id sono presenti da anni, a conferma del duraturo rapporto di amicizia con il Partito repubblicano. Una cooperazione che va rinsaldata e riaffermata: serve fare fronte comune contro minacce che riguardano entrambe le sponde dell’Atlantico», ha aggiunto la Conte, auspicando maggiore collaborazione con gli Usa contro la Cina, da lei definita «un regime totalitario inaffidabile».

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