Pd e M5s affossano la norma anti scafisti
Ansa
  • Bocciata la proposta di Fdi di consentire regolari richieste d’asilo nelle ambasciate dei Paesi d’origine come alternativa ai barconi. Un protocollo applicato dalla Spagna, che poi respinge i clandestini. Il rischio, avendolo bloccato, è di favorire i ricatti delle Ong.
  • I francesi serrano le frontiere, centinaia di stranieri ammassati in strada a Ventimiglia.

Lo speciale contiene due articoli.

La sensazione che a sinistra tifassero per l’immigrazione di massa e senza limiti, oltre che per far lavorare i loro amici delle Ong, c’era da tempo. Ora però abbiamo le prove. Sì, perché non si spiega altrimenti quello che è accaduto giovedì mattina in Parlamento, in sede di esame del disegno di legge di delegazione europea, con la bocciatura di un ordine del giorno che avrebbe potuto avviare una fondamentale riforma, per l’Italia, nella gestione dei flussi migratori.

Stiamo parlando della proposta avanzata da Andrea Delmastro Delle Vedove, di Fratelli d’Italia, la quale, in sintesi, chiedeva al governo italiano una cosa: d’impegnarsi «a proporre agli altri partner dell’Unione la creazione di un sistema comune di presentazione delle domande di asilo e di protezione internazionale direttamente presso le rappresentanze diplomatiche e consolari degli Stati europei site negli Stati di origine e di transito dei migranti». Il deputato del partito di Giorgia Meloni ha predisposto tale atto sulla base di un esempio concreto: quello iberico.

A differenza dell’Italia, alla Spagna sono infatti consentiti i respingimenti di massa dei migranti. Una disparità di trattamento che, a livello comunitario, poggia su un pronunciamento preciso: quello reso il 13 febbraio 2020 dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo sul caso N.D. e N.T. c. Spagna. In pratica, i giudici europei hanno fissato un principio, e cioè che nella misura in cui uno Stato – in questo caso quello spagnolo – consente ai richiedenti asilo di avanzare le domande presso ambasciate e consolati in Africa, mettendo perciò in condizione chi ne ha titolo di migrare in modo regolare, dopo può effettuare respingimenti di massa.

Tutto ciò per un motivo semplice: perché ai richiedenti asilo viene data una valida e concreta alternativa ai barconi. Alla luce di tale pronunciamento europeo, Delmastro Delle Vedove ha pensato di predisporre un ordine del giorno che, attenzione, non avrebbe avuto alcun potere vincolante – come per esempio ha un emendamento, che incide direttamente sul testo di una norma -, ma sarebbe comunque stato un passo in avanti per fare in modo che l’Italia, sull’esempio spagnolo, potesse sì continuare ad accogliere a braccia aperte i richiedenti asilo, quelli veri – una quota minima sul totale dei migranti – iniziando però a tagliare fuori gli altri che, una volta approdati sulle nostre coste, come noto, è complicatissimo rimpatriare.

Non solo. Con questa proposta, si sarebbe tolto parecchio lavoro – se non tutto – sia agli scafisti sia alle Ong. Perché mai, infatti, un richiedente asilo munito di regolare permesso di raggiungere l’Europa ottenuto tramite ambasciate e consolati, dovrebbe poi mettersi nelle mani di scafisti senza scrupoli, sborsando migliaia di euro per una traversata peraltro assai pericolosa? Cercherebbe altre vie, giustamente. La proposta dell’esponente di Fdi, insomma, non era contraria all’immigrazione tout court. Era invece volta da un lato a sottrarre i flussi migratori al controllo della criminalità organizzata e, dall’altro, a consentire all’Italia di fermare quella che, da anni, somiglia tanto a una invasione. E invece niente.

Pur riconosciuto ammissibile, il documento Delmastro Delle Vedove, incassato il parere negativo del governo, è stato bocciato da Pd e Movimento 5 stelle, con l’astensione di Lega e Forza Italia. Comprensibilmente, il deputato di Fdi non l’ha presa benissimo. «La bocciatura del mio ordine del giorno mostra quale sia l’inconfessabile proposito della sinistra italiana boldrinizzata», ha spiegato alla Verità, «ossia utilizzare i pochi veri richiedenti asilo come “scudi umani” per l’immigrazionismo di massa». «In questo modo», continua il deputato, «la sinistra ha infatti gettato la maschera mostrando il suo volto disumano, volto a protrarre la tragedia che si perpetua ogni giorno in mare, pur di poter continuare a garantire l’invasione con la sua interminabile scia di opachi interessi che, come insegna il caso Casarini, cominciano già nel nostro Mediterraneo».

Parole molto forti, senza dubbio. Ma non sono forse vere? Non è forse evidente che, applicando il modello spagnolo, l’Italia potrebbe da un lato ridurre drasticamente il traffico degli scafisti e delle Ong sul Mediterraneo – salvando così innumerevoli vite – e, dall’altro, consentire a chi ne abbia il titolo di essere accolto, curato e integrato? In effetti, non serve a questo punto essere indovini né fini politologi per capire che ciò che sta a cuore alla sinistra italiana – la stessa che, Enrico Letta docet, non perde occasione per rilanciare il tormentone dello ius soli – non è l’integrazione dei migranti bensì la disintegrazione del tessuto sociale. Dopotutto, la bocciatura della proposta di Delmastro Delle Vedove è solo l’ultimo tassello di un mosaico già definito da tempo.

Basti pensare alla solerzia dimostrata dai politici progressisti nel voler smontare pezzo per pezzo i decreti Sicurezza voluti da Matteo Salvini; analogamente, costoro trovano tutte le scuse possibili per evitare i respingimenti dei migranti economici, spendendosi perché di fatto l’Italia non abbia più frontiere. Certo, c’era sempre la speranza che le batoste elettorali rimediate a vari livelli avessero insegnato qualcosa a Pd e M5s. Una speranza purtroppo vana.


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