Lo storico dell'arte si dice oggetto di una congiura fascista, ma è sempre in tv e sui giornali e ha fatto anche carriera all'università. Da queste tribune si permette impunemente di offendere la memoria delle foibe e delle vittime delle persecuzioni comuniste.
Non basta il ridicolo revisionismo toponomastico sull'intitolazione delle vie. Nei Comuni ci si accanisce sulle cittadinanze onorarie concesse nel passato a personaggi come Benito Mussolini. Una grottesca meschinità.