Da oggi, ben dieci supermercati nel capoluogo lombardo chiuderanno alle 21 anziché alle 22 per tutelare i propri dipendenti da una criminalità in forte aumento.
C’era una volta la sinistra «ordine e sicurezza». Ai tempi di Massimo D’Alema, Domenico Minniti, Giorgio Napolitano, Luciano Violante e Massimo Brutti, seppur in modo goffo e poco credibile, i compagni d’Italia avevano capito che non si poteva lasciare il tema della sicurezza e dei clandestini alla destra. Ora, con il Pd tutto «accoglienza» e città multietniche, siamo tornati indietro. E così a Milano e Firenze arrivano due schiaffoni ai rispettivi sindaci, con Esselunga che accorcia gli orari serali per tutelare i propri dipendenti da una criminalità in forte aumento.
Da oggi, ben dieci supermercati nel capoluogo lombardo chiuderanno alle 21 anziché alle 22. In una nota molto diplomatica, Esselunga spiega: «Tale scelta è per motivi organizzativi e per andare incontro alle esigenze dei dipendenti». Che non sono legate al fatto di cenare con i figli, purtroppo. Basta grattare dietro l’ufficialità e si scopre che queste «esigenze dei dipendenti», specialmente donne, sono di sicurezza. Sono tutti stufi di rischiare aggressioni, molestie, scippi e rapine. Per il sindaco Beppe Sala, è l’ennesimo smacco sulla sicurezza. E lo stesso sta per accadere a Firenze, dove secondo fonti ben informate Esselunga sta discutendo di piani di sicurezza (e chiusure anticipate) con Comune, prefettura e questura. Anche qui, dove il primo cittadino è la piddina Sara Funaro, il principale problema è l’esplosione delle baby gang e delle bande di clandestini. Sarà molto divertente vedere la reazione del Pd di fronte a queste chiusure anticipate in due città anche molto turistiche. Diranno che la grande distribuzione organizzata «fa politica» e complotta con le destre, o apriranno gli occhi? L’ex manager Sala forse ha bisogno che sia un colosso privato come Esselunga per aprire gli occhi e cominciare a fare qualcosa.
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