• Se non è «costretto» il Pd vota contro l’Italia: il pressing di coop e Regioni rosse ha obbligato i dem ad appoggiare le modifiche alla normativa sul packaging. Ma sulle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti, su combustibili e i fitofarmaci la sinistra resta sulle posizioni di Bruxelles, lontane dai nostri interessi.
  • Vittoria sui limiti per gli imballaggi: esclusi vino, frutta e bioplastica. L’Europarlamento approva il regolamento per il riuso dei contenitori. Passano gli emendamenti voluti dal centrodestra e chiesti dall’industria, che premiano chi punta forte sul riciclo. Evitato il salasso del Pil.

Lo speciale contiene due articoli.

Gli eurodeputati italiani hanno votato praticamente tutti uniti per cercare di frenare la deriva green pronta a schiantarsi sulla nostra industria degli imballaggi. La posizione italiana prevedeva di escludere il settore agricolo, il vino. La filiera del nostro Paese aveva anche avanzato la richiesta di esclusione delle bioplastiche riciclabili e di limitare i vincoli sul riuso degli imballaggi a quei Paesi che, differentemente dall’Italia, non possono vantare percentuali di riciclo superiori o pari all’85%. Si tratta di linee guida che hanno superato il vaglio dell’Europarlamento. Un successo dunque. I partiti di centrodestra lavorano agli emendamenti da tempo. Va però segnalato che ieri a unirsi al coro del buonsenso è stato pure il Pd, che ha firmato con Lega, Forza Italia e Fdi i principali emendamenti mirati a cancellare i vincoli più assurdi o a inserire deroghe specifiche per il Made in Italy.

Il Pd è stato però costretto ad allinearsi. Meno di due settimane fa le principali associazione della filiera da Coldiretti a Filiera Italia hanno redatto una lettera per chiedere espressamente il superamento dell’ideologia e ai deputati di sinistra di entrare nel merito e fermare la versione originaria della legge. A smuovere la situazione è stato il fatto, unico nella storia dell’Ue, che la lettera era cofirmata dalla costellazione delle Coop. Così come ha pesato che una Regione come l’Emilia Romagna totalmente piddina sia quella più a rischio. La legge nella sua versione d’ingresso alla Commissione Envi avrebbe causato tra indotto e dipendenti la perdita di più di 40.000 lavoratori. Insomma, i dem sono stati costretti ad allinearsi e votare a favore del Pil italiano. Un successo verrebbe da dire. Limitato però al tema packaging. L’altro ieri infatti su un tema inerente il Green new deal, il Pd ha fatto il solito scherzetto ideologico. Per usare un eufemismo. Si è votato sulle limitazioni di emissioni di CO2 da parte dei veicoli pesanti. All’interno della discussione si è aperto anche il paragrafo dei combustibili. Nel periodo precedente al voto si è parlato molto del cosiddetto fattore di correzione del carbonio (Ccf), un meccanismo in base al quale la quantità di combustibili rinnovabili nel mix energetico europeo verrebbe conteggiata ai fini degli obiettivi finali di CO2 da raggiungere da parte dei produttori di veicoli. I sostenitori precisano che il Ccf rifletterebbe meglio il mix di combustibili in Europa, che è costituito da una percentuale di combustibili rinnovabili oltre ai combustibili fossili. I legislatori alla fine hanno votato per respingere il Ccf, ma hanno appoggiato una proposta della Commissione europea per definire legislativamente una nuova classe di veicoli pesanti che funzionano esclusivamente con e-Fuel, costituiti da idrogeno verde e carbonio risucchiati dall’atmosfera e biocarburanti. I 5 stelle si sono astenuti. La presenza dei dem è stata invece fondamentale. Ovviamente, hanno festeggiato i produttori stranieri e non certo quelli italiani, Iveco in primis. Discorso simile, ma opposto è accaduto su un terzo dossier, guarda caso anche questo votato ieri. L’Europarlamento, in seduta plenaria, si è espresso contro la posizione della Commissione europea, che prevede il dimezzamento dell’uso dei fitofarmaci entro il 2030. Su 627 votanti, sono stati 299 i contrari, 207 quelli favorevoli e 121 gli astenuti. Rigettata, quindi la proposta dell’esecutivo di Bruxelles e palla che passa nuovamente al Consiglio europeo, ma con un dettaglio non da poco. Se non ci sarà un accordo anche in tale sede – cosa molto probabile – di questo argomento si dovrà occupare direttamente il nuovo Parlamento che uscirà dalle elezioni del giugno 2024. A quel punto in molti sperano che non sia più a maggioranza socialista. Al di là del successo da parte delle categorie agricole, che ampiamente hanno dimostrato l’irrealizzabilità degli obiettivi del Sur, la direttiva sui fitofarmaci, rispetto ai modelli di business attuali e futuri. È incredibile che su questo dossier il successo dell’Italia sia dovuto alla spaccatura del Parlamento e non al sostegno di tutto l’arco parlamentare. Il Pd non ha votato compatto assieme al centrodestra. Ma si è allineato ai socialisti del Nord che, al contrario dei nostri, sono abili nel dirottare le risorse verso le proprie economie e nello sfavorire i Paesi del Sud. L’esperienza del packaging insegna che il Pd vota per l’Italia solo se ha una pistola puntata alla tempia dalle associazioni e dai suoi rappresentanti sul territorio. Un tema che merita una riflessione. Una interna al Pd e l’altra per gli italiani. Non avremmo mai immaginato di dirlo, ma forse sarebbe meglio che le Coop prendano di nuovo in mano le redini del Pd.

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