Roberto Vannacci
Roberto Vannacci (Ansa)

Roberto Vannacci cresce, ma non più come prima. I sondaggisti lo registrano e i social anche. Il generale e il suo Futuro nazionale secondo gli analisti avrebbe raggiunto l’apice e ora rischia di andare in fase calante. Per questo la strategia social e comunicativa sembra diventata più aggressiva: purché se ne parli, tutti i giorni.

Vannacci e il poligono di tiro in Basilicata

Il dialogo aperto con Fabrizio Corona sembra andare in questa direzione, che sia una collaborazione politica o meno, poi si vedrà. Continuano anche i presidi sul territorio e «Sport e politica» rientra nel disegno. Un’iniziativa che ha creato qualche polemica perché si è svolta in un poligono di tiro a Tolve, a pochi chilometri da Potenza. «Siamo qui per lo sport e per avvicinare i giovani alla politica», hanno risposto i dirigenti di Fnv della Basilicata, che hanno usato tre parole chiave: formazione, disciplina e sicurezza, scritte in maiuscolo nella locandina diffusa sui social per l’iniziativa che ha avuto tra gli obiettivi pure quello di «approfondire la cultura della sicurezza e della responsabilità nell’approccio alle armi».

L’iniziativa, organizzata da Futuro Nazionale con il nome di Accademia dei futuristi, si è svolta il 3 ottobre nel poligono di tiro Accademia dei Cavalieri. Il responsabile regionale Giulio Curatella ha spiegato che non si trattava di un allenamento militare, ma di un’attività sportiva accompagnata da una lezione sulla conoscenza e sull’uso consapevole delle armi.

Mentre sul territorio si muovono i militanti, per i deputati di Vannacci alla Camera, come per tutti, si avvia la settimana del voto finale sulla legge elettorale.

La legge elettorale e il voto dei vannacciani

Tre voti di fiducia e un voto segreto, con il countdown che partirà lunedì con il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, che porrà la questione di fiducia sui tre articoli (1, 2 e 3) modificati in Senato fino ad arrivare giovedì mattina, con tanto di diretta tv, al voto finale che si consumerà nel segreto dell’urna. Il calendario prevede la fiducia sugli articoli 1 e 2 lunedì 5 ottobre e sull’articolo 3 mercoledì 7, mentre il voto finale è previsto per giovedì 8 ottobre.

Le pregiudiziali di costituzionalità presentate dal centrosinistra sono state bocciate anche dal voto contrario dei vannacciani che tornano a votare contro e non insieme alla sinistra. Non un caso certo, ma non c’è da farci l’abitudine perché, come spiegato dallo stesso Vannacci in un video, «non permettiamo a una banda di scappati di casa la costituzionalità di una legge», ha chiarito, riferendosi alla sinistra e aggiungendo che alla verifica del testo ci penserà la Corte costituzionale. Però «quando ci sarà da esprimersi sulla legge elettorale voteremo no». Il motivo? Le preferenze, che per Fnv non passano come sarebbero dovute passare, essendoci i capilista bloccati.

La Camera ha effettivamente respinto il 1° ottobre le pregiudiziali di costituzionalità con 229 voti contrari e 151 favorevoli; Futuro Nazionale ha votato con la maggioranza, pur confermando la contrarietà al testo della riforma.

Il centrodestra chiude la porta a Vannacci

È chiaro che un dialogo con il centrodestra Vannacci e i suoi continuano a cercarlo. In questo momento tuttavia non si intravedono grandi spiragli lato maggioranza con il centro, da Forza Italia in avanti che continuano a porre veti. Con gli azzurri anche Noi moderati. «Rappresento un partito che non è il più importante della coalizione di centrodestra, ma sarà un tassello nelle prossime elezioni. Il Consiglio nazionale che ho presieduto ha detto con chiarezza che noi siamo nel centrodestra, ma non saremo parte di nessuna alleanza che apre alla destra e ai populismi. È un mandato chiaro: forse l’1,5% sarà determinante, forse no, ma questa è la nostra posizione».

Un veto che arriva da Ilaria Cavo, intervenuta a Liguria d’Autore, l’iniziativa culturale promossa da Vis Factor a Rapallo e curata da Valentina Fontana.

Insomma, Vannacci non riesce a scollarsi di dosso il ruolo di stampella della sinistra. Inevitabile essendosi posto all’opposizione del governo votando anche contro la fiducia. Non è chiaro se lo farà ancora nei prossimi giorni o se i suoi voteranno contro solo al voto finale. In ogni caso, con questi numeri la posizione dei suoi sarà del tutto ininfluente.

«Quello di Vannacci è solo uno spot. Si copre dietro parole roboanti come “ridare sovranità al popolo”, la verità è sempre la stessa. Il generale ormai è una stampella dell’opposizione» il commento di via della Scrofa.

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