Greta ci riprova con la nave delle Ong: «Rompiamo l’assedio della Striscia»
Greta Thunberg (Getty Images)
L’attivista climatica svedese prepara una nuova missione con la Freedom Flotilla.

Dopo una carriera da moralizzatrice ambientale in erba, dopo una puntata in Albania per spiegarci che i Cpr voluti da Giorgia Meloni sarebbero «tra le più grandi violazioni dei diritti umani in Europa», Greta Thunberg – 22 anni e ancora zero ore di lavoro vero in curriculum – si concentra su Gaza.

L’attivista svedese ha annunciato che tenterà di raggiungere la Striscia entro la fine del mese come parte di un’altra flottiglia di protesta, circa due mesi dopo che la Marina israeliana aveva sventato il suo precedente tentativo. In un videomessaggio, la Thunberg e altri attivisti hanno dichiarato: «Stiamo salpando di nuovo per rompere l’assedio, e questa volta salperemo con decine di imbarcazioni e mobilitazioni coordinate da 44 Paesi in tutto il mondo. Sarà il più grande sforzo di solidarietà internazionale da quando Israele ha imposto 18 anni fa il suo blocco orribile. Il genocidio contro i palestinesi a Gaza è in continua escalation da 22 mesi», hanno affermato. Aggiungendo: «Israele ha sganciato l’equivalente di otto bombe atomiche su uomini, donne e bambini. Ospedali, rifugi, scuole e case sono stati completamente distrutti. Mai nella storia sono morti tanti giornalisti, dipendenti dell’Onu e operatori sanitari. Non possiamo restare a guardare mentre questo continua».

Nel video appaiono anche gli attori Susan Sarandon e Liam Cunningham, il nipote di Nelson Mandela, Nkosi Zwelivelile, la giornalista Abby Marti e l’europarlamentare Emma Forreau. Gli attivisti hanno aggiunto che la flottiglia dovrebbe partire dalla Spagna il 31 agosto, con decine di altre imbarcazioni che si sarebbero unite dalla Tunisia e da altri Paesi il 4 settembre. Ogni partenza vedrà decine di imbarcazioni con forniture mediche, aiuti alimentari ed equipaggi solidali convergere nel Mediterraneo prima di tentare di raggiungere Gaza.

All’iniziativa Global Sumud Flotilla partecipano Maghreb Sumud Flotilla, Freedom Flotilla Coalition, Global Movement to Gaza e Sumud Nusantara.

Greta, come detto, si trovava già a bordo della Freedom Flotilla intercettata dall’esercito israeliano l’8 giugno. Dopo l’incidente, lei e altri tre attivisti hanno accettato l’espulsione, mentre un’altra imbarcazione della stessa missione, la Handala, è stata intercettata il 27 luglio.

In occasione degli eventi dell’8 giugno, la Freedom Flotilla Coalition aveva accusato Israele di aver «intercettato con la forza» lo yacht Madleen e di aver agito in «totale impunità». La nave, avevano spiegato gli attivisti, era stata «abbordata illegalmente, il suo equipaggio civile disarmato è stato rapito e il suo carico salvavita, tra cui latte in polvere, cibo e forniture mediche, confiscato. Israele non ha l’autorità legale per trattenere i volontari internazionali a bordo della Madleen».

Sarcastica, invece, la presa di posizione israeliana. L’account ufficiale del ministero degli Esteri israeliano su X aveva scritto: «Tutti i passeggeri dello “yacht dei selfie” sono sani e salvi. Sono stati riforniti di panini e acqua. Lo spettacolo è finito. La piccola quantità di aiuti che si trovava sullo yacht e non consumata dalle “celebrità” sarà trasferita a Gaza attraverso canali umanitari autentici».

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