Se ci fosse il Pd, accoglienza obbligatoria
Ansa
L’ex prefetto Mario Morcone (candidato con la sinistra) propone la sua ricetta al «Manifesto»: i sindaci costretti per legge a spalancare le porte di hotel e case ai clandestini. Coi rossi al governo pronti a mettere in pratica quest’idea, altro che i 100.000 sbarchi attuali.

Eh, sì: in otto mesi sono sbarcati più clandestini (scusate se mi ostino a chiamarli così nonostante le sentenze della Cassazione, ma fino a quando non è dimostrato il loro status di richiedenti asilo, penso che siano persone arrivate senza il regolare visto d’ingresso e dunque…) di quanti ne siano giunti lo scorso anno. Finora quindi, Giorgia Meloni e il suo governo non sono riusciti a fermare l’invasione. Però provate a pensare che cosa sarebbe accaduto, con la crisi in Tunisia, nel Niger e in tanti altri Paesi africani se a Palazzo Chigi ci fossero stati quegli altri. Pensate davvero che sarebbe stato meglio, che gli immigrati si sarebbero come d’incanto fermati e le navi delle Ong non avrebbero fatto la spola tra le nostre coste e quelle dei Paesi che si affacciano dall’altro lato del Mediterraneo? Soprattutto, potete davvero ritenere che con una maggioranza di centrosinistra le città costrette dalle prefetture all’accoglienza forzata sarebbero state risparmiate?

Beh, se credete che sarebbe andata meglio, vi invito a leggere l’intervista che ha rilasciato al Manifesto Mario Morcone. Il signore in questione fino a pochi anni fa era il capo di gabinetto del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e in precedenza è stato capo del dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Viminale. In pratica, gran parte delle decisioni che hanno nel corso degli anni riguardato il fenomeno migratorio si devono a lui. Morcone è infatti una nostra vecchia conoscenza, con il quale abbiamo polemizzato più volte anche perché, pur vestendo i panni del funzionario statale, ha sempre fatto politica. Prova ne sia che nel 2011 fu candidato dal Pd e da Sinistra e Libertà come sindaco di Napoli, salvo poi rientrare come se niente fosse nei ranghi dell’amministrazione pubblica quando venne sconfitto da Luigi De Magistris.

Ma che cosa ha detto alla testata comunista l’uomo che per anni è stato più dalla parte dei migranti che da quella degli italiani? Semplicemente che tutti i sindaci dovrebbero essere obbligati ad accogliere gli extracomunitari. Leggere per credere. «Bisogna mobilitare tutti i sindaci. Alcuni si stanno tirando indietro, ma non possiamo più permetterci dei no motivati solo dagli interessi elettorali». Ma con chi rifiuta che si fa? chiede il cronista. Semplice. «La via maestra è il dialogo, ma vedo la necessità di una norma che costringa tutti i sindaci ad accogliere. Come avviene per i servizi statali. Si possono avere sensibilità e posizioni diverse sugli sbarchi e sui rapporti con l’Africa, ma sull’accoglienza le istituzioni devono garantire dignità». Occhio alle parole usate, perché Morcone non pensa solo a ostelli e caserme rimesse in funzione per l’occasione, ma a un vero sistema diffuso, convinto com’è da sempre, che gli immigrati siano un affare. Certo, si tratta «solo» di avviare il sistema, cioè di trovare risorse, magari aumentando il rimborso pro capite. Morcone, che è da sempre il vero ispiratore delle politiche dell’accoglienza per conto del Pd e della sinistra, lamenta anche il fatto che siano stati tagliati i contributi per finanziare servizi essenziali, come l’insegnamento dell’italiano e l’assistenza psicologica ai migranti. Cioè, non ci sono soldi per aiutare ragazzi che hanno patito il lockdown durante il Covid, ma bisogna spendere un po’ di quattrini per aiutare i nuovi arrivati a superare lo choc della traversata e facilitare l’inserimento.

Che cosa voglia dire la ricetta Morcone lo lasciamo decidere a voi. È evidente che con un trattamento come quello descritto dal prefetto rosso, altro che 100.000 immigrati in otto mesi. Con l’ex capo del servizio accoglienza di nuovo al governo, avremmo un overbooking di partenze. E non si tratterebbe di gente in transito, come si vuol far credere, ma di arrivi stanziali. Del resto, dove volete andare a stare meglio se non in un Paese in cui il prefetto che dovrebbe limitare gli sbarchi si dichiara pronto ad accogliere chi arriva anche costringendo i sindaci a spalancare le porte di hotel e case private?

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