Basta leggere gli studi per risparmiare ai giovani vaccini e bavagli a scuola
Sempre più ricerche mostrano le nefaste conseguenze di mascherine, effetti avversi e lockdown. La commissione d’inchiesta indaghi anche sui danni causati ai ragazzi.

Il Covid, anzi, la reazione al Covid, ha rovinato bambini e adolescenti. Continuano ad accumularsi prove che confermano i potenziali rischi cardiaci delle vaccinazioni, il loro dubbio vantaggio in termini di efficacia e durata della protezione, l’inutilità delle mascherine a scuola e i danni provocati da lockdown e restrizioni. Sono analisi condotte per lo più all’estero. In Italia, gli accademici si sono messi a esaminare gli effetti avversi delle serrate. Toccare sieri e bavagli, però, è ancora un tabù. Comunque, le abbondanti evidenze scientifiche internazionali recapitano un messaggio anche a noi e al nostro governo. Che si può tradurre in tre richieste: moratoria sulle punture per i giovani, abolizione dei protocolli scolastici in vigore, commissione d’inchiesta per far luce pure sul male recato ai ragazzi.

Pochi giorni fa, è uscito, sul New England journal of medicine, un paper sulla performance del vaccino Pfizer sui bimbi tra 5 e 11 anni e gli adolescenti tra 12 e 17, in Qatar. Non si tratta di cifre uscite dai trial, bensì di «efficacia nel mondo reale» delle iniezioni antivirus. Che non è risultata granché elevata, nello scenario Omicron: in media, 25,7% tra i più piccoli dopo il ciclo primario. Tra i ragazzi in età puberale, saliva di poco: 30,6%. Le conclusioni le hanno tratte direttamente gli autori: «È necessario riconsiderare il valore e le strategie della vaccinazione dei bambini in buona salute nell’era Omicron». Essi fanno riferimento ai vecchi farmaci, ma di dati per considerare migliori, negli under 18, quelli aggiornati, non ce ne sono.

In compenso, arrivano ulteriori scoperte sul fronte delle reazioni avverse. Un preprint di Taiwan, ad esempio, ha appena misurato che, dopo la seconda dose con il preparato di Pfizer, si sono verificati cinque casi di miocardite o aritmia su 4.928 punture. Gli scienziati parlano di «solo» un evento ogni mille shot. Ma unendo la frequenza delle potenziali controindicazioni alle prestazioni deludenti dei cosiddetti «immunizzanti», ce la sentiremmo di affermare che il rapporto rischi-benefici è favorevole alla politica delle inoculazioni a oltranza? Nel suo ultimo appello, il leader del Movimento diritti civili, Franco Corbelli, invoca uno stop alle punture agli under 50 e a chi, in qualunque categoria anagrafica, non soffra di altre patologie. Per tener fede alla promessa di Giorgia Meloni («Seguiremo le evidenze scientifiche»), basterebbe la moratoria dai 40 anni in giù sui i sani.

Poi c’è la questione mascherine in classe. È appena uscito, sul British medical journal, un editoriale di due esperti inglesi, Alasdair P.S. Munro e Robert C. Hughes, i quali notano come, ad oggi, siano stati pubblicati «pochi studi di alta qualità per valutare l’efficacia nel mondo reale» delle coperture di naso e bocca. Ma l’indagine più recente, «elegantemente progettata» e condotta in Catalogna, ha mostrato che non ci sono «significative differenze nei tassi di trasmissione del Sars-Cov-2» tra i gruppi di alunni cui erano state imposte le museruole e quelli che non le indossavano. Anche in questo caso, dunque, l’esecutivo italiano non ha motivo di correre dietro a regolamenti che conferiscono, al massimo, un falso senso di sicurezza. Il premier l’aveva messo in chiaro: se una misura è inutile, la si cassa. Pertanto, andrebbero ripensate le regole vigenti nelle scuole, stabilite dal vademecum dell’ex ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, d’intesa con i tecnici di Roberto Speranza. Disposizioni che prescrivono l’uso delle Ffp2 non solo ai contatti stretti dei positivi (come nei contesti extra scolastici), ma pure agli studenti che manifestino sintomi semplicemente «compatibili» con il Covid. Dunque, per essere imbavagliati non serve neanche un tampone positivo: basta un naso che cola. E la scienza? Se dice il contrario di quello che vogliono i virotalebani, non vale più?

Piuttosto, al presidente del Consiglio ricordiamo una vecchia battaglia che Fdi lanciò quando Lucia Azzolina e Domenico Arcuri erano alle prese con i banchi a rotelle: la ventilazione meccanica delle aule. Una soluzione onerosa, complicata da adottare, ma certo più utile rispetto al feticismo delle mascherine.

Infine, un memento a proposito delle ferite incalcolabili inferte dalle chiusure. Jama Pediatrics ha diffuso un interessante contributo di tre medici americani, che hanno registrato un «sensibile incremento nel volume dei disordini alimentari» negli adolescenti e nei giovani adulti. Gli autori lo collegano alla pandemia in sé; nondimeno, segnalano che in tutti gli Stati Usa osservati erano previsti «chiusure delle scuole e ordini di rimanere a casa». Insomma, Dad e lockdown. Certo, i timori per il virus, la propria salute e quella dei propri cari, sono già motivi sufficienti per giustificare l’insorgenza di disturbi del comportamento. Ma privare i ragazzi della vita sociale e delle opportunità di apprendimento, murandoli vivi nelle loro abitazioni, poteva soltanto aggravarne la condizione. Se ne sono accorti al di là dell’Atlantico e ce ne siamo resi conto nello Stivale.

In Italia, si son perse più ore di lezione che nelle altre grandi nazioni europee. Peraltro, il sequestro dei giovani è avvenuto in un Paese con uno dei più alti tassi di obesità infantile del continente. L’ultimo report dell’Oms Europa segnala un miglioramento, ma si basa su rilevazioni relative al biennio 2018-2020. Prima che il delirio Covid determinasse una nuova, prevedibile inversione di tendenza.

Perché ne discutiamo? Perché la commissione parlamentare d’inchiesta sulla pandemia non dovrà occuparsi solo di sprechi di risorse pubbliche. Né esclusivamente di ritardi nell’istituzione delle zone rosse al Nord. Toccherà mettere il becco pure sui disastrosi errori scientifici della classe dirigente, composta dagli autoproclamati «competenti». Inclusi quelli commessi a detrimento dei nostri figli. Almeno per fare chiarezza sulle responsabilità. Purtroppo, nessun processo politico o giudiziario potrebbe restituire loro gli anni più belli della vita.

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