Il piano di Cingolani: congelate in pace

Dopo mesi passati a rassicurare, il ministro vara i razionamenti. Due settimane di riscaldamento in meno nelle case e temperature giù di un grado. Il resto sono suggerimenti surreali: «Con piccoli investimenti comprate elettrodomestici che consumano meno». Sugli aiuti è ancora buio pesto: il governo vuol far finta di investire miliardi che ha già usato.

Tutto bene. «La situazione è sotto controllo». «Il danno è limitato e compensabile». «Il taglio ci tocca marginalmente». «Nessun allarme». «Abbiamo messo in campo un programma di differenziazione delle forniture importante». «Entro l’inizio dell’inverno l’Italia sarà quasi indipendente dal gas russo». A rileggerle oggi, le dichiarazioni rilasciate da Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica incaricato di sovrintendere anche a quella energetica, sembrano appartenere a un’altra epoca. Invece sono di pochi mesi fa. Anzi, in qualche caso di poche settimane fa, quando già le bollette di luce e gas erano alle stelle e le forniture in arrivo da Mosca cominciavano a funzionare a singhiozzo. E tuttavia, l’uomo che dovrebbe garantire le scorte per l’inverno si diceva sereno, convinto che alla fine, con gli stoccaggi riempiti per tempo, famiglie e imprese italiane non avrebbero avuto problemi.

La doccia fredda – e in questo caso mai immagine fu più appropriata – è arrivata nei giorni scorsi, con il piano d’emergenza varato dal governo per affrontare la crisi energetica più grave degli ultimi 50 anni, forse perfino più di quella che ci colpì dopo la guerra del Kippur. Per fare una breve sintesi del malloppo di misure che il governo si appresta a varare su indicazione di Cingolani, basta una parola: arrangiatevi. Sì, nei fatti le rassicurazioni dei mesi scorsi e addirittura di qualche settimana fa, non trovano conferme nel piano messo a punto dal ministero per la Transizione ecologia. Infatti, i provvedimenti sono una summa di buoni consigli che ci saremmo potuti aspettare da una buona madre di famiglia: spegni la luce quando esci da una stanza; non lasciare il televisore acceso se non guardi alcun programma; ricordati che anche la lucina rossa del video alla lunga incide sulla bolletta; il riscaldamento in casa non dovrebbe mai superare i 20 gradi, anzi 19 sarebbero meglio, perché in camera da letto, quando sei sotto le coperte il freddo non si sente; se sei fuori è inutile che tu tenga la temperatura a 21 gradi: è uno spreco; infine, ricordati di mettere la maglia di lana, non quando esci, che la mamma lo dà per scontato, ma quando ti metti sul divano o stai in camera tua a studiare. Tra i buoni consigli della nonna, Cingolani ha però dimenticato quello di Giorgio Parisi, Nobel della Fisica, il quale dopo aver studiato la teoria quantistica dei campi e i sistemi complessi, si è dedicato alla cottura della pasta, scoprendo che non è necessario mantenere l’ebollizione dell’acqua una volta gettati gli spaghetti. Per risparmiare si può anche lasciarli a mollo in acqua calda, basta che invece dei classici 11-12 minuti si aspetti un po’ di più, magari un quarto d’ora e se non basta mezz’ora. Importante è però mantenere il coperchio sopra la pentola, così il risparmio – di gas – è assicurato. Sì, le linee guida del ministero si sono dimenticate di questi fondamentali insegnamenti di economia domestica, ma ci ha pensato un premio Nobel a ricordarli e questo già dice tutto della gravità della situazione.

Tuttavia, se Cingolani ha omesso di varare un provvedimento legislativo sulla cottura della pasta (dimenticando peraltro anche di invitare a lavarsi nella stessa acqua, per evitare di dover riempire la vasca due o tre volte a seconda dei componenti del nucleo famigliare), non si è affatto scordato di mettere per iscritto le norme per consentire un impatto energetico più contenuto quando si usano gli elettrodomestici. Siccome in casa non c’è solo la tv, ma anche il forno elettrico, i frigoriferi, le lavastoviglie, le lavatrici e pure le asciugatrici, il ministro ha trovato la soluzione per risparmiare. Infatti, nel testo del provvedimento che si appresta a varare, sollecita gli italiani a fare «piccoli» investimenti per cambiarli, acquistandone di nuovi con classe energetica più efficiente. Tradotto: se non volete rimanere in bolletta (anche questa immagine non è casuale), svenandovi per pagare l’Enel e le altre aziende che vi forniscono la luce in casa, cambiate il frigorifero e il forno. Mi stupisce che il ministro non inviti le massaie a tornare alle vecchie e sane abitudini di lavare a mano, risciacquando piatti e bicchieri nel lavello della cucina: un modo anche quello, come la cottura a fuoco spento, per risparmiare, a patto però che non si usi acqua calda.

Sì, i suggerimenti dell’uomo che rassicurava gli italiani paiono i rimedi della nonna, manca solo il ricettario e i consigli per stirare con il ferro freddo e Cingolani potrebbe farne un best seller. L’unica cosa che stona in questo vademecum che ci dovrebbe aiutare a superare l’inverno è il riferimento ai controlli. Da quel che ho capito, la polizia (non mi è chiaro se quella municipale che dovrebbe regolare il traffico o quella del Viminale che dovrebbe dare la caccia ai ladri) controllerà i condomini per appurare che effettivamente il riscaldamento sia stato abbassato di un grado e nessuno faccia il furbo senza mettersi il paltò mentre sta in soggiorno. E quelli che hanno l’impianto di riscaldamento autonomo? Oppure coloro che si sono fatti la pompa di calore e possono fregarti facendo partire il condizionatore per riscaldare? Tranquilli, nonna Cingolani ne ha anche per loro: presto cercherà di sospendere l’erogazione di gas e luce in determinate ore, così anche i volponi saranno sistemati. Quanto al pagamento delle bollette, che nonostante la temperatura più bassa e i distacchi della luce, il prossimo inverno rischia di essere un salasso? Beh, nel piano di contenimento non c’è scritto, ma si capisce: è colpa vostra se pagherete di più! Si vede che non avete seguito le linee guida.

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