Elkann continua a fare promesse. Ma la gigafactory finisce in freezer
John Elkann (Getty Images)
  • Passerella di Tavares a Melfi mentre il produttore di batterie Acc, controllato da Stellantis, Totalenergies e Mercedes, rimanda il progetto di Termoli. Già arrivati a Mirafiori i componenti della cinese Leapmotor.
  • Boom dell’Ecobonus per i veicoli elettrici, esaurito in nove ore. Il Mimit esclude anomalie: ha pesato l’apertura ai leasing. Il Mef: «Sì a nuovi fondi in modo selettivo».

Lo speciale contiene due articoli.

Molte promesse ma pochi fatti e quei pochi di segno negativo. L’attesa visita di Carlos Tavares allo stabilimento di Melfi si è risolta in una gran passerella ricca di promesse ma povera di contenuti. Le aspettative erano alte ma l’unico fatto concreto prodotto dall’appuntamento è stato piuttosto deprimente. La grande fabbrica di batterie che doveva sorgere a Termoli viene rinviata a una dimensione di tempo indefinita che si colloca fra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. Contemporaneamente c’è la comunicazione che le componenti delle auto Leapmotor prodotte in Cina sono già arrivate a Torino. Vuol dire che la fabbrica di Mirafiori da culla del polo del lusso (Alfa Romeo e Maserati) è stata declassata a sito periferico per vetture a basso costo, fra l’altro nemmeno fabbricate ma semplicemente assemblate. Una delle cosiddette fabbriche-cacciavite contro cui per anni si sono scagliati in tanti. Gli economisti vista l’esiguità del valore aggiunto; i sindacati perché l’occupazione è scarsa e poco specializzata. Così alla fine Mirafiori, che per mezzo secolo è stato il simbolo dell’Italia industriale oltre a essere il più grande stabilimento automobilistico del mondo, si ridurrà a un semplice capannone di assemblaggio. A chi chiedeva dell’arrivo dei cinesi, Tavares ha risposto: «Se l’Europa continua a invitare le case cinesi, non abbiamo altra scelta che competere. A Melfi tutti capiscono che la concorrenza sarà dura, ma l’unico modo per andare avanti è lavorare insieme, alla stessa velocità e nella stessa direzione».

Assai più amara l’altra cattiva notizia di oggi. Il produttore europeo di batterie per auto Acc, di proprietà di Stellantis (presieduta da John Elkann), Mercedes e Totalenergies, ha annunciato di aver rinviato i piani per la costruzione della grande fabbrica a Termoli. «Investiremo nelle gigafactory alla velocità che il mercato richiede per competere sul mercato delle auto elettriche ed essere sul podio», risponde Tavares a chi chiede spiegazioni dello stop, «Ora competiamo con Tesla. Non siamo nella posizione di controllare quanto velocemente il mercato europeo passerà all’elettrico: se la transizione sarà più veloce del previsto investiremo più velocemente, se sarà più lenta allora investiremo più lentamente».

Per il resto molte parole di circostanza, tante promesse e ancora qualche colpo di spillo con il governo con il quale, comunque, la multinazionale dell’auto si dichiara pronta a collaborare. «Siamo aperti a ogni eventuale accordo con il governo italiano», dice, «a stringerci la mano per produrre un milione di veicoli. Ma per un milione di veicoli servono un milione di clienti». Sugli incentivi «si è verificato un fenomeno anomalo. Siamo sorpresi dall’esaurimento dei fondi per l’elettrico. Stiamo cercando di capire cosa è successo, ma a oggi non abbiamo una spiegazione concreta. Chi di dovere sta indagando». Più tardi il mistero verrà chiarito: le disponibilità si sono esaurite perché la platea dei potenziali richiedenti è stata ampliata saturando l’offerta.

Il miele e le buone intenzioni nel corso della conferenza stampa corrono a fiumi. «Il sito di Melfi ha la capacità di produrre auto al massimo livello di qualità nel 2025», annuncia Tavares, «Quando tutte le linee saranno a pieno regime alla fine del 2026, sarà in grado di produrre 250.000 veicoli all’anno».

Risponde alle domande: «La prima cosa che mi è stata chiesta è la prospettiva che abbiamo al 2030 sugli impianti italiani. Abbiamo garantito anche oltre quella data, la piena operatività». Tanto più che «non ci sono problemi di attività in Italia», ha aggiunto, «le discussioni sui vari siti italiani sono state eccellenti». Soprattutto «a Melfi stanno facendo tutti un lavoro incredibile, creativo. Nel 2025 saremo ai massimi livelli di qualità. Questa fabbrica ha la possibilità di realizzare prodotti di livello globale, ci sono miglioramenti sui costi e ci sono molte idee», ha aggiunto.

I sindacati applaudono. Le promesse vanno nella direzione desiderata. Poi si tratterà di vedere se la domanda di auto nuove sarà sufficiente a coprire l’offerta aggiuntiva. I dubbi però ieri non dovevano rovinare il clima della festa.

«Tavares», spiegano i rappresentanti del lavoratori, «ha ribadito che a Melfi saranno prodotte cinque nuove vettura vetture confermando la Jeep compass mild hybrid, e ha sottolineato la centralità del sito lucano, fatto di competenze, professionalità e senso di responsabilità».

Sull’indotto Tavares ha evidenziato che persistono ancora elementi da migliorare e pertanto c’è bisogno di uno sforzo in questa direzione. Il futuro è ancora da costruire.

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